Matteo Renzi (Ansa)
Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 11 luglio 2017 - Matteo Renzi tira dritto sulla sua proposta di rottamare il fiscal compact nonostante le dure critiche del presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem. Lo scontro con l'Ue per il segretario Pd "è un film già visto", dice in un'intervista a radio Kiss Kiss. "Tre anni fa - attacca l'ex premier -, quando abbiamo fatto la battaglia per la flessibilità, l'Europa all'inizio diceva 'non esiste'. E invece nel giro dei sei mesi, combattendo una battaglia durissima, la flessibilità ce la siamo presa, 20 miliardi. La proposta di tornare a Maastricht chiunque governerà sarà ripresa perché è talmente forte e articolata che segnerà il dibattito e la partita la vinceremo". 

La proposta del segretario Pd di portare a casa un rialzo al 2,9% del rapporto deficit pil ha ricevuto ieri un secco no di Dijsselbloem: "E' fuori dalle regole europee - ha commentato il presidente dell'Eurogruppo - se vogliamo cambiarle bene, discutiamo, ma fino a quando valgono vanno rispettate". Prudente l'atteggiamento del ministro Pasoan, che ieri ha glissato parlando di "Un tema per la prossima legislatura". Il segretario Pd insiste nell'intervista: "E' importante che altri partiti e le altre forze politiche italiane capiscano che non è solo la proposta del Pd e di Renzi ma serve agli italiani: se potessimo con la riduzione del debito avere un margine di 30 miliardi, potremmo allargare la platea degli 80 euro, o introdurre l'assegno universale per i figli. Intervenire sui figli, sul costo del lavoro, sul ceto medio si può fare se si abbassano 30 miliardi di tasse". Ancora: "Questa idea funziona e sono convinto che anche altri partii, dalla destra alla sinistra, dovrebbero prenderla in considerazione". E a proposito del fiscal compact, l'esponente di sinistra Italiana Stefano Fassina attacca il segretario Pd in un'intervista a Qn: "Renzi doveva cambiarlo prima".

Renzi nell'intervista torna poi sulla frase "Aiutiamoli a casa loro", riferita ai migranti, pubblicata sul suo libro "Avanti" che aveva sollevato un polverone di polemiche. "E' una frase di buonsenso - spiega -: Salvini lo dice ma non lo fa. Il 99% degli italiani dice una cosa semplice: dobbiamo salvare tutte le vite umane e integrare chi viene da noi, non a caso sono a favore dello ius soli, tuttavia non possiamo pensare che vengano tutti da noi. C'è un numero chiuso oltre il quale non si può andare perché l'Italia non può essere il Paese che accoglie tutti". Ancora: "Se leviamo un po' di ideologia vediamo che le mie proposte sono condivisibili dalla stragrande maggioranza delle persone".