Il premier Matteo Renzi (Ansa)
Il premier Matteo Renzi (Ansa)

Udine, 17 ottobre 2015 - "Abbassare le tasse non è né di destra né di sinistra. E' giusto e basta". L'ha detto il premier Matteo Renzi, visitando la Danieli spa a Buttrio (Udine), ha inaugurato impianti per un investimento da 330 milioni di euro. "E' questione di buon senso - ha continuato -. Gli italiani hanno pagato troppe tasse quindi manteniamo i servizi ma riduciamo la pressione fiscale". E se qualcuno non fosse d'accordo, niente panico: "Ci sono due anni senza elezioni. In questi due anni pensiamo al bene comune. Nel 2018, se vorrete, potrete mandarmi a casa", ha aggiunto. Anche perché, "quando si andrà alle elezioni nel 2018 con la prossima legge elettorale si saprà chi ha vinto o perso. Fino ad allora anziché parlare di valore ideologico la questione è che gli italiani hanno pagato troppe tasse". Dunque, per altri due anni, Renzi andrà "avanti come un treno": "Alla faccia di quelli che dicono che c'è 'un uomo solo al comando', io non ho paura, non mi fermo un secondo. Perché posso perdere le prossime elezioni ma non posso perdere la faccia davanti agli italiani".

A proposito di tasse, Renzi ha incassato il placet del numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi"Tagliare le tasse non è di destra o di sinistra...tagliare le tasse è bello". "Bisogna ricostruire la fiducia - ha aggiunto - e la fiducia non si compra, la si dà con le riforme. La semplificazione della burocrazia è la madre di tutte le riforme. Se non ci mettiamo mano, sarà difficilissimo attrarre gli stranieri. Oltre a questo aggiungiamoci la riforma fiscale per le imprese, vessate da un sistema imprevedibile che ogni giorno prende una piega diversa". Affondo, invece, contro i sindacati: "Nella trattativa sui contratti il sindacato ha espresso posizioni irrealistiche, sul piano monetario e poi anche per il futuro del nostro Paese".

Tornando a Renzi, il premier ha lanciato una frecciata a Beppe Grillo, fondatore dei 5 Stelle e impegnato, nelle stesse ore, nella festa del movimento a Imola. Il premier ha mostrato il filmato in cui Beppe Grillo, definito ironicamente "insigne intellettuale", preconizzava che l'Expo a Rho sarebbe stato un flop. E commenta: "L'altro ieri, il ventimilionesimo biglietto è stato venduto a Rho, in quel luogo. Le sfide si vincono, e se qualcuno ce l'ha col governo, se la prenda con il governo, non con l'Italia". Un'Italia che, secondo il presidente del Consiglio, sta andando magari non bene, ma certamente meglio di prima, a dispetto dei 'gufi': "Dopo anni col segno meno, quest'anno il Pil sarà allo 0,9%".

Poi un accenno alla polemica sull'Europa, troppo spesso vista come la "maestrina dalla penna rossa e blu": "Si parla dell'Europa - ha detto - solo per il giudizio che deve dare sulla legge di Stabilità. E che giudizio deve dare? Noi rispettiamo le regole, anche quelle che non condividiamo perché sono sbagliate, cercando di trovare un punto di equilibrio". 

Infine un accenno alla politica estera, dopo l'annuncio di Obama sul prolungamento della missione in Afghanistan. "Stiamo valutando di continuare il nostro impegno - ha detto -, al fianco degli alleati, perché quel paese non torni in mano ai talebani". 

Prima di terminare, alcune persone hanno dato vita a una breve contestazione gridando "buffone" all'indirizzo del premier. "Vi do un consiglio tecnico - ha risposto Renzi - avreste potuto aspettare che avessi finito di parlare". I contestatori sono stati allontanati dalla sicurezza. 

Nella sua giornata friulana il premier ha anche annunciato - tramite un video postato su twitter da un simpatizzante - l'appuntamento con la nuova Leopolda: "Sarà l'11, il 12 e il 13 dicembre".