Matteo Renzi (Ansa)
Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 11 dicembre 2020 - "Pronto a far cadere il governo sul Recovery Fund". Che da giorni Matteo Renzi avesse messo nel mirino il premier Conte per la gestione del Recovery Fund è coasa nota. Oggi però con nettezza arriva la bordata in un'intervista che il leader di Italia Viva ha rilasciato al quotidiano spagnolo El Pais.

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L'Europa si piega ad Orban

"Se Conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no". Ribadisce Matteo Renzi al Pais, ma si spinge oltre e si dice appunto pronto a far cadere il governo se il presidente del Consiglio non farà marcia indietro sulla cabina di regia per la gestione dei fondi europei. Alla domanda "è pronto a far cadere il governo se Conte non farà marcia indietro?", Renzi risponde senza se e sena ma: «Sì, perché questo non è un problema di posti, che pure mi hanno offerto. (...). Il meccanismo del dibattito sulle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo".

E ancora: a una domanda su un eventuale data limite per risolvere la crisi, Renzi ha affermato che "dipende da Conte, deve trattenersi, chiedere scusa e ricominciare".

Quanto ai pieni poteri, paragonando l'atteggiamento di Conte alla richiesta di "pieni poteri" avanzata a suo tempo da Salvini, Renzi ha affermato che la differenza tra i due è che il leader leghista li aveva domandati "in costume da bagno e con un mojito in mano", mentre il premier lo fa "in giacca e cravatta dentro un ufficio".

Renzi: "No a pieni poteri a Conte"

Non c'è dubbio, un'intervista che increspa ancora di più le acque della politica italiana e aumenta le fibrillazioni nella maggioranza che solo due giorni fa ha superato lo scoglio parlamentare della doppia votazione sulla riforma del Mes.

Conte: "Avanti se con la fiducia ditutta la maggioranza"

Il premier Giuseppe Conte ha parlato questa mattina in conferenza stampa dopo la conclusione del Cosiglio europeo. Sui temi di politica interna ha detto: "Io ho la piena responsabilità e consapevolezza di questo incarico, e sono pienamente edotto del fatto che andrò avanti con la fiducia di ogni forza di maggioranza e di tutte le forze complessivamente". Poi: "Per quanto riguarda quelle che voi giornalisti definite fibrillazioni, ci confronteremo con le singole forze politiche: cercheremo di capire bene queste notazioni critiche, queste istanze, che fondamento hanno. Ce lo diremo molto francamente: il Paese merita risposte e chiarezza di posizione da parte di tutti".

Il premier ha poi accennato alla cabina di regia, il pomo della discordia con i renziani: "Abbiamo bisogno di una cabina di monitoraggio e una clausola di salvaguardia che consenta di intervenire per assicurare in caso di ritardo la realizzazione del progetto, altrimenti perderemo i soldi. Cercheremo, con un confronto ampio, di introdurre uno strumento utile ed efficace e sia sottoposto a controllo politico e democratico".

Pweer quanto riguarda i tempi di attivazione del Recovery, il premier prevede: "Non ci aspettiamo un cammino irto per le ratifiche nazionali, ci vorrà un po' di tempo, sarà difficile che potremo partire prima di febbraio".

Conte ha anche accennato all'ipotesi che in tutta Europa venga fatto un "vaccino day".

Bonafede: "Renzi, attacchi irresponsabili"

"E' irresponsabile attaccare il Governo di cui si fa parte, per di più da un quotidiano estero, minacciando addirittura una crisi mentre il Consiglio europeo è ancora in corso e l'Italia sta facendo valere le proprie ragioni. Questo vuol dire indebolire deliberatamente l'Italia a livello internazionale. Non solo non è accettabile, ma è irrispettoso nei confronti di tutti gli italiani". Parole del capodelegazione M5s al governo, Anfonso Bonafede.