Matteo Renzi a Porta a Porta (ImagoE)
Matteo Renzi a Porta a Porta (ImagoE)

Roma, 19 febbraio 2020 - La tanto attesa intervista di Matteo Renzi a Porta a Porta si apre in modo battagliero, con una considerazione contro i 5 stelle: "Non è che diventiamo la sesta stella. Io non voglio morire grillino. Sono colpito dal modo in cui il Pd ha inseguito i grillini". E dopo che Italia Viva ha votato con l'opposizione sulla prescrizione, spiega: "Sulla giustizia il problema è che c'è una sorta di populismo molto forte anche tra esponenti del governo".

Alla domanda: vogliono buttarla fuori dalla maggioranza? replica: "Ci hanno provato. Non ce l'hanno fatta, ma ci hanno provato raccogliendo i senatori responsabili. Ma se lo vogliono fare, perché il presidente del consiglio o qualche suo collaboratore non ci vuole, è loro diritto provarci. La prossima volta farebbero meglio a riuscirci". Il governo Conte "deve verificare se va avanti o no", dice ancora Renzi. "Cosa succede domani mattina al governo? `Sto problema del governo non l'abbiamo posto noi, non ho mai detto tolgo la fiducia a Conte, casomai è il governo che ha tolto la fiducia a Iv. Certo è che questo governo deve verificare se va avanti o no".

Bonafede sfiduciato? Non cade il governo

Poi, dopo aver assicurato che non tirerà la corda "per un fatto personale", torna all'attacco e alla domanda "Se entro Pasqua la maggioranza non ritirerà la proposta Bonafede sulla giustizia voi presenterete una mozione di sfiducia individuale?" lui replica secco: "Penso proprio che andrà così". Ma dunque, se sfiducia Bonafede cade il governo... "No, perché? - dice il leader di Italia viva- Sono un ottimista, spero prevalga il buonsenso".

Sul  ritorno alle urne, Renzi la pensa così: "Quand'anche si rompesse la maggioranza di governo, per la fase politica che stiamo vivendo non si può votare fino all'autunno. Peraltro non si è mai votato in autunno. Non si voterà prima del 2021. Comunque bisogna fare una legge elettorale, quindi è il momento di guardarsi negli occhi e pensare prima agli italiani e poi ai partiti".
"Per il mio partito, che ha un consenso basso, attorno al 4 per cento, ci sarebbe tutto l'interesse a non fare questo passaggio", ha aggiunto il leader Iv.

La tensione col Pd, il partito di cui è stato leader, è evidente: "Il Pd non ci tollera più come ha detto un vicecapogruppo? - si chiede Renzi - Ma se vogliono i nostri voti si prendano anche le nostre idee". E spiega: "Non stiamo litigando perché Renzi è un rompiscatole ma perché vogliamo opere pubbliche che servono agli italiani. Ci sono delle cose per cui le idee vengono prima degli interessi. Dire che non accetteremo una visione giustizialista vuole dire che facciamo battaglie per cose giuste: gli italiani in questi anni hanno pagato 760 milioni di euro per errori della giustizia". Poi puntualizza: "Mi dicono che ho un caratteraccio, salvo poi darmi ragione. Ma il caratteraccio è un problema mio e di mia moglie...".

Renzi, serve il sindaco d'Italia

Poi Renzi annuncia una raccolta firme per l'elezione diretta del premier: "Siccome non si può andare avanti così con le scene che abbiamo visto, fermi tutti: faccio un appello a tutte le forze politiche, a Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Berlusconi, Meloni. Dico: portiamo il sistema del sindaco d'Italia a livello nazionale. Si vota una persona che sta lì cinque anni ed è responsabile. Per me la soluzione è l'elezione diretta del presidente del Consiglio".

"Sulla questione del Sindaco d'Italia - continua - dico che è una buona idea, per la forza del consenso popolare. Questo Parlamento non vuole andare a casa, ci son 995 parlamentari che vogliono fare il proprio servizio al Paese, convinti di fare bene. Al prossimo voto si riduce il posto nella zattera".

Renzi, le riforme e i rapporti con Conte

"Non è vero che ci sono problemi personali nel rapporto con Conte - assicura Renzi - Il presidente del Consiglio oggi ha detto una cosa giusta, bisogna smetterla di utilizzare l'Europa portando in Europa le nostre divisioni. Conte ha detto che ci vuole una cura da cavallo per l'economia: cento commissari, ma anche altro. Gaetano Scotto è un boss mafioso che oggi è stato interrogato e ha detto che ha il reddito di cittadinanza. Quelli che hanno ricevuto il reddito sono 2 milioni e trecentomila: di questi, solo l'1,7 per cento ha trovato lavoro". Quindi, "se Conte vuole fare la 'cura da cavallo' abolisca il reddito di cittadinanza e metta soldi per il taglio delle tasse alle aziende".

Per fare le riforme, continua Renzi "ci sono due modelli: si può scegliere il modello del patto del Nazareno dove rimane Conte e fa un patto istituzionale con l'opposizione sulle riforme, non sul programma di governo. La seconda ipotesi è il modello Maccanico. Oggi non sono in grado di dire quale sarà il modello. Ma la proposta del sindaco d'Italia è l'unico modo per uscire dalla melma ed eviteremo la indecorosa pagliacciata del litigio quotidiano".

No comment di Conte

E se le parole di Renzi scatenano subito una ridda di commenti, dai ministri Franceschini che cita Esopo ("sono uno scorpione, uccidere è la mia natura") a Dadone ("Invece di continuare a minacciare decida dove stare") e Gualtieri. Chi non parla è invece proprio il premier Conte. Il presidente del Consiglio - fanno sapere fonti di Palazzo Chigi - si riserva di rendere note le sue determinazioni nei prossimi giorni.