Nicola Zingaretti a Torino (Ansa)
Nicola Zingaretti a Torino (Ansa)

Roma ,15 settembre 2019 - "Scissione? Spero di no perché un Pd unito serve alla democrazia italiana e serve alla stabilità del Governo", il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, cerca di tenere insieme i dem contro l'ipotesi di una scissione di Renzi. "Matteo, non farlo". è invece l'appello del capo delegazione dem, Dario Franceschini, ministro ai Beni Culturali oggi e nell'allora governo Renzi. 

Lo strappo sembra ormai certo: Renzi sarebbe pronto a dare vita a una nuova formazione politica seguito da una ventina di deputati e una manciata di senatori e l'annuncio è atteso alla Leopolda. Ma di fronte ai rumors, insistenti, l'ex premier non si è sbilanciato: sul palco della kermesse fiorentina "sarò chiaro come mai in passato", assicura in un'intervista al Corriere Fiorentino. 

Scalfarotto: "Decideremo alla Leopolda"

Intanto però manda avanti i suoi. I quali fanno capire che la strada è segnata. "La chiamerei eventualmente separazione consensuale - dice Ettore Rosato a Repubblica -. Penso sia naturale fare una riflessione sia per motivi politici che personali. Politici perché dopo l'accordo con i 5Stelle è cambiato tutto. Personali perché Renzi non può essere sempre accusato di tutto e con lui chi ha lavorato per tirare fuori il paese dalla crisi". Di comune accordo parla anche Ivan Scalfarotto al Corriere: "Si possono fare cose bellissime insieme, ma non è necessario abitare nella stessa casa". 

"Decideremo alla Leopolda", spiegano all'uniscono il vicepresidente della Camera e il neosottosegretario agli Esteri. Ma se il dado non è ancora tratto, poco ci manca. il punto è che i renziani vogliono "un partito senza correnti e senza fuoco amico", chiarisce Rosato.  Se divorzio sarà, i comitati civici renziani verranno strutturati in poche settimane come movimento organizzato. Nessun dubbio sul posizionamento, "saremo in maggioranza" conclude Rosato e aggiunge: "Abbiamo voluto questo governo adesso lo aiuteremo". 

Franceschini a Renzi: Pd è casa tua

Con l'ipotesi 'scisma' che si fa concreta, Franceschini interviene con parole chiare: "Il Pd è la casa di tutti, è casa tua e casa nostra - dice dal palco di Cortona, appellandosi direttamente a Renzi -. Il popolo della Leopolda è parte del grande popolo del Pd. Non separiamo questo popolo, non indeboliamoci spaccando il partito di fronte a questa destra pericolosa". Critico della manvora renziana anche Enrico Letta: "Non avrebbe senso". Intanto l'ex Pd Calenda attacca: "Si fa una scissione dopo aver occupato i posti di Governo". 

Zingaretti: "Serve un partito unito"

"Serve un partito totalmente nuovo che si rifonda, è durissima ma questo lo dovremo fare. Dividersi in questo momento è un gravissimo errore che l'Italia non capirebbe", è invece l'appello del segretario del Pd Zingaretti alla festa de l'Unità di Torino. "Non ricominciamo ora con il tormentone se qualcuno deve rientrare oppure no nel Pd", che preferisce invitare tutti a "discutere di programmi e di cose da fare per il bene del Paese". Zingaretti avverte: "Se stiamo parlando di un fatto drammatico come la scissione non troviamo scuse come il fatto che dei militanti hanno cantato Bandiera Rossa a una festa del Pd. Non dobbiamo censurare o rimuovere la nostra storia, ma essere coscienti che è storia, vive nel passato, a cui dobbiamo guardare per vivere meglio il futuro. E la nostra storia ci dice che quando ci dividiamo quasi sempre perdiamo; quando siamo uniti, vinciamo".

Serracchiani: "Una follia con Salvini che carica"

Alla Festa dell'Unità di Torino l'appello anche della deputata Pd Debora Serracchiani: "Credo che ieri sera abbia fatto chiarezza nella sua intervista il segretario nazionale, il quale ha detto non è tanto quando si farà la scissione ma perché si dovrebbe fare, e quali sarebbero le ragioni che la giustificano. Siamo arrivati a formare questo governo con fatica ma tutti insieme, compreso Matteo Renzi. Sarebbe davvero inspiegabile che si smontasse breve per una scelta unilaterale". Su Twitter la Serracchiani poi mette in guardia: "Con Salvini che a Pontida carica i suoi all'assalto delle istituzioni nel Pd si riparla di dividere: una follia. Ora è il momento di pensare a far funzionare questo governo e ritrovare consenso. E già questo è un compito abbastanza impegnativo".