Matteo Renzi e Dario Franceschini (ImagoE)
Matteo Renzi e Dario Franceschini (ImagoE)

Roma, 23 luglio 2019 - Matteo Renzi si dice pronto a lasciare il Pd in caso di alleanza col Movimento 5 Stelle. "Io sto nel Pd e non ci penso proprio a uscire", premette l'ex premier (e segretario) a Omnibus su La7. "Ho vinto nel mio collegio promettendo di non fare accordi di governo col M5s", aggiunge. E chiarisce: "E' chiaro che non starò mai in un partito che fa l'accordo coi Cinque Stelle". Quindi ribadisce quanto già dichiarato nei giorni scorsi: "Se ci fosse da votare un governo o con i Cinque stelle o con la Lega, io voterei contro. Punto e basta. Niente polemiche".

Una presa di posizione netta e sempre più dura in risposta alle aperture di Dario Franceschini, ex ministro della Cultura proprio nel governo Renzi, che in un'intervista al Corriere ieri ha lanciato messaggi distensivi ai grillini. Per Franceschini è "un errore" mettere il M5s sullo stesso piano della Lega. E la "strategia del popcorn", ovvero quella di tirarsi fuori dai giochi di governo e lasciare Palazzo Chigi ai gialloverdi, è quella che "ha portato il Carroccio al 35%". Le parole dell'ex ministro hanno innescato subito la reazione furibonda dei renziani, scottati anche dal caso Faraone, rimosso da segretario regionale in Sicilia. E pure la risposta di Di Maio non si è fatta attendere: il leader pentastellato ha chiuso con vigore a un'ipotetica ed eventuale asse coi Dem. "Siamo diversi da certe forze che non hanno avuto il coraggio di prendere una posizione decisa dopo lo scandalo sugli affidi dei minori di Bibbiano", ha detto il vicepremier per il quale andare al voto ora sarebbe un harakiri.

E proprio delle tensioni Lega-M5s e le minacce di voto parla oggi Renzi. ''Non penso che si arriverà a una rottura'' tra Lega e M5S, dice ancora a Omnibus. ''Tutti sanno perfettamente che in realtà, in Parlamento, nessuno vuole andare a votare, che Salvini minaccia minaccia minaccia, ma alla fine che cosa ha fatto davvero per cambiare le cose fino a questo momento? Vanno affrontate con forza le vicende dei soldi russi, dei 49 milioni di euro, le contraddizioni di Di Maio... ma penso che ciascun italiano sa che è l'ennesima riproposizione degli ultimi sei mesi'', aggiunge l'ex segretario Pd.   "Ho visto - sottolinea il senatore Dem - che Conte domani parla in Aula al Senato e forse parla Salvini''. Lei domani parla? ''Vediamo...'', replica Renzi.