Matteo Renzi (ImagoE)
Matteo Renzi (ImagoE)

Roma, 20 novembre 2018 - Renzi è sempre più lontano e distante dal Pd, come si sa, a partire dallo scarso trasporto per la campagna di un candidato, Marco Minniti, che doveva essere ‘il suo’, ma che si sta ponendo sempre più "lontano e distante" da lui. Inoltre, l’altro ieri, Renzi ha scritto un post su Facebook per dire che "Dobbiamo chiedere scusa a Berlusconi". E dato che, si sa, tre indizi fanno una prova, ecco tornare a girare la voce che Renzi stia progettando di dar vita a un nuovo partito (il suo) e non a un partito nuovo (il Pd) in cui, appunto, non crede più e che giudica, ormai, irriformabile.

E così, anche se da fonti di Forza Italia, ieri è arrivata la notizia che Renzi starebbe sondando alcuni senatori azzurri per coinvolgerli nei suoi Comitati civici ‘Ritorno al futuro’. Comitati che – probabilmente in vista delle prossime Europee (maggio 2019) e non dopo – potrebbero essere la base del suo nuovo partito.

La notizia, ovviamente, viene smentita dal gruppo dei dem al Senato e da quello azzurro e lo stesso Renzi nega – a chi glielo ha chiesto – uno scenario simile, ma senatori di FI raccontano, sotto anonimato, di essere stati contattati. Senatori (e deputati) ‘scontenti’ dello stato in cui versa FI. Ma c’è di più. Nei giorni scorsi, Renzi avrebbe anche avuto un incontro al Senato con l’ex capogruppo di FI, Paolo Romani.

Insomma, Renzi e i renziani della sua cerchia più stretta si starebbero muovendo fuori dalle colonne d’Ercole di un Pd che – dicono – "non ci rappresenta più né oggi né in futuro, a prescindere da chi vinca il congresso". Inoltre, i tessitori dei Comitati civici, Ivan Scalfarotto e Sandro Gozi, hanno dato interviste per dire che l’obiettivo dei Comitati è andare "oltre il Pd, un partito ormai logoro". Naturalmente, però, tra il far nascere solo dei ‘Comitati civici’ e fondare un vero nuovo partito – con Renzi leader – ce ne corre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA