Roma, 19 gennaio 2021 - "Senatore, ma è vero che lei ha 'bloccato' su Whats'app il portavoce del premier, Rocco Casalino?". "Non è vero e ve lo dimostro", ribatte uno squillante Matteo Renzi ai cronisti, in una pausa dei lavori del Senato, mostrando la schermata del suo cellulare.

Poi, a chi gli chiede un commento se è davvero possibile che "il governo arrivi a prendere 158 voti", cioè a un soffio dalla maggioranza assoluta, stasera, nel voto sulla fiducia - il risultato non si saprà prima delle 22 - replica con una battuta: "A favore o contro?".

Crisi di governo: la fiducia in Senato

Sicuro, cioè, come dirà in una conversazione 'fuori sacco' alla Buvette, che "Conte, e la sua maggioranza raccogliticcia, si fermerà a 152-153 voti, sono pronto a scommetterci sopra". Capelli arruffati e divisa nera d'ordinanza, Renzi piomba nel Transatlantico poco prima del suo intervento in Aula, - slittato di circa un'ora a causa del gran numero di iscritti a parlare nel dibattito sulla crisi di governo - e si ferma a scherzare con colleghi senatori e anche con i giornalisti. Ostenta tranquillità e, alla Buvette di palazzo Madama - buvette miracolosamente aperta, nonostante il Covid - si concede a diverse battute e motti di spirito con i giornalisti: tra i pochi ammessi alla conversazione c'è anche Qnet.

È tonico e decisamente in forma, nonostante i capelli spettinati, il senatore di Rignano sull'Arno (eletto nel Pd di cui era, all'epoca segretario), e oggi leader di Italia Viva. E lo era, e lo resta, sia prima che dopo l'intervento puntuto, cattivo e fiammeggiante che poi terrà nell'aula del Senato.

Intervento che serviva a motivare, una volta per tutte, e in diretta tv, quindi davanti agli italiani, la rottura finale di Iv, pur se convertita, e da giorni, da voto contrario, in voto di astensione, con l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte e la maggioranza di governo che sostiene il governo Conte due (Pd-M5s-Leu, un tripartito, ormai, in quanto orbo di Iv).

Renzi, parlando con i giornalisti, è sicuro che "Conte e la sua maggioranza raccogliticcia, più raccogliticcia che maggioranza, non avrà vita facile, dentro quest'aula come pure dentro le commissioni. Gli faremo vedere i sorci verdi. Io sono e resto, insieme ai miei, l'ago della bilancia di tutte le maggioranze e le opposizioni possibili. Me ne sfileranno via qualcuno, specie tra i più giovani? - risponde a una domanda che gli fa proprio Qnet -. Bastano quelli che ci sono e che resteranno con me. Al massimo ne perdo tre o quattro. In ogni caso, la vera partita inizia domani. Il Pd si limiterà ad accettare un rimpastino o chiedere di dare vita a un vero Conte ter? Vedremo. E i 5Stelle? Ne ho sentiti molti di loro interventi, dai toni antieuropeisti... Cosa faranno, nel voto? Conte vuole davvero andare avanti così? Auguri! Altrimenti si sieda con noi intorno a un tavolo e discutiamo di nuovo che profilo dovrebbe avere oggi un governo di alto profilo".

"Noi pensiamo che il suo governo non sia il più bello e il migliore del mondo" e "lei ha cambiato tre maggioranze per rimanere dove è" dirà poi in Aula. Renzi mette subito le carte in tavola e, al contrario di Conte, che non lo nomina mai, in aula, il leader di IV guarda in faccia il premier - "in modo liberatorio e tranquillo", dice - e affonda il colpo: "Lei ha avuto paura di salire al Quirinale perché ha scelto un arrocco che farà comodo a lei ma non alle istituzioni". Invece "ora o mai più" - ripete tre volte - "bisognava scegliere, fare un passo in avanti", invece di "preoccuparsi di piazzare qualcuno al posto giusto o garantire qualche poltrona".

Non risparmia colpi Renzi e parla anche al Pd. Senza, però, nulla dire su quello che farà Iv di qui a breve, come aveva fatto stamattina l'ex ministra Teresa Bellanova, annunciando l'astensione dei 17 senatori del gruppo (sarebbero 18, ma uno, Luigi Marino, è malato di Covid). Renzi gela Conte: "Non avrete 161 voti, ma vi auguro di avere una maggioranza, che sia raccogliticcia è sicuro, perché dovete fare presto, la crisi e la pandemia corrono". L'attesa è, ora, tutta per la strada che sceglierà di prendere, Renzi, e dove guiderà il suo partito, se all'opposizione dura, a rischio di confusione con l'opposizione del centrodestra, rispetto e contro il nuovo governo 'raccogliticcio' di Conte o se cercherà, via gli ex renziani rimasti dentro il Pd, l'ennesimo 'accomodamento' o 'accordicchio' con Conte. Avendogli parlato, crediamo che seguirà la prima strada, quella meno 'diritta' che "la retta via s'era smarrita"...