Matteo Renzi, leader di Italia Viva
Matteo Renzi, leader di Italia Viva

Roma, 21 maggio 2020 - Se per scambio si intende un rimpasto di governo con l’assegnazione a Italia viva di un ministero pesante, non c’è stato nessuno scambio. Il rimpasto ora non è in discussione, se ne parlerà forse più tardi. Ma non è questo l’oggetto del negoziato che Matteo Renzi aveva in mente facendo pesare i suoi voti: "L’esecutivo è in piedi grazie a noi". Il prezzo della salvezza di Bonafede è lasciare spazio al suo tentativo di conquistare la leadership della politica economica. Si era già percepito martedì, nell’incontro a Palazzo Chigi con la Boschi: quando il premier aveva ipotizzato un posto di sottosegretario alla giustizia per Migliore o la Annibali la proposta era stata sdegnosamente respinta: "Vi pare che ci vendiamo per uno strapuntino?".

Più del maggior ascolto promesso da Conte sulla giustizia, che si tradurrà in una commissione per valutare l’efficacia della riforma sulla prescrizione, al senatore di Rignano preme dare l’imprinting sull’economia italiana. "Il premier ci ha assicurato che entro 15 giorni porterà in Cdm un decreto per trasformare in legge il nostro piano choc sulle infrastrutture, insieme al Family Act " spiega.

Pronto, per giocare al meglio la partita, a far pesare la sotto-rappresentazione di Iv al governo nella girandola delle presidenze di commissioni parlamentari in scadenza a giugno. Punta infatti a mettere Luigi Marattin alla guida di una postazione strategica come la Bilancio della Camera, cui vorrebbe affiancare, alla commissione Lavoro del Senato, Anna Maria Parente. Due nomi pesanti, cui boatos di Montecitorio aggiungono quelli di Paita (Trasporti), Annibali (Giustizia) e Boschi ( Riforme). Senza dimenticare gli enti pubblici (come l’Inps) dove cercherebbe di conquistare caselle per esperti di area.

Non era questo l’obiettivo originario della campagna contro Bonafede. Prima che l’epidemia cambiasse tutto, nel suo mirino (come in quello di Salvini) c’era la testa di Conte. Ma tutte le strategie sono state trasformate in carta straccia dal Coronavirus: oggi affossare il premier non è possibile visto che è l’unico collante della maggioranza. Renzi, che non è ingenuo, lo sa e ha spostato il bersaglio. Non più il capo del governo, che anzi elogia perché si è arreso alle pressioni di Confindustria e di Iv sull’Irap,ma la politica economica. In fin dei conti la sorte dell’esecutivo nel prossimo futuro dipenderà dalla curva dei contagi e dalla tenuta o meno del tessuto produttivo italiano.