Matteo Renzi a Torino (LaPresse)
Matteo Renzi a Torino (LaPresse)

Roma, 15 novembre 2019 - Tanto per farsi subito degli amici: "Questa città dimostra che coi 5 stelle le cose vanno peggio di prima, con tutto il rispetto per il sindaco". E tuttavia Matteo Renzi non arriva a Torino per "alimentare tensioni" ma per presentare il suo piano "shock" (è il nome della convention) da 120 miliardi per rilanciare investimenti e infrastrutture nei prossimi 3 anni. Perché "non possiamo assistere inerti all’arrivo della recessione". Un po’ anche perché Torino gli porta bene. E soprattutto perché Bologna è già occupata.

L’ex rottamatone, diventato picconatore del Pd, smentisce subito che Italia Viva voglia contribuire a far cadere il governo: "Ma per piacere…". Lascia il Principe di Piemonte dopo un pranzo di finanziamento con imprenditori e soci sostenitori: "Abbiamo fatto nascere questo esecutivo tra mille problemi, volevamo evitare che il Paese andasse verso i pieni poteri a Salvini e uscisse dall’euro. Tra andare a sbattere e fare un governo di emergenza abbiamo scelto la seconda opzione". Adesso, aggiunge, l’obiettivo è lavorare. Lui è keynesianamente pronto. Zingaretti, immerso nella sua 3 giorni bolognese, lo è altrettanto o dirà che vuole solo rubargli la scena? Nel piccolo teatro della Casa dei ragazzi, dietro lo stadio del Toro, l’ex premier chiarisce che la sua non è una contromanovra ma "un piano più ambizioso di quello messo in campo in Germania". Lo slogan "sblocchiamo tutto" non lascia dubbi e riguarda strade, ferrovie, porti e aeroporti, edilizia scolastica. I soldi ci sono già, si tratta di usarli per scongiurare la crescita zero. Per esempio, gli investimenti nel settore culturale dei governi dei mille giorni. Due miliardi pronti che Franceschini può spendere: "Iv gli darà una mano".

Venezia giganteggia sullo sfondo: l’acqua se la riprende ed è solo l’inizio: "Avere evitato l’aumento dell’Iva non basta e non può bastare". Propone: "Rimettiamo in sesto l’unità di missione contro il dissesto idrogeologico: è stata la prima cosa sbagliata fatta dal governo precedente". La deputata di Iv Sara Moretto annuncia:"La prima opera per Venezia deve essere l’impermeabilizzazione di piazza San Marco".

Lo ’shock‘ si articola in 7 punti e ha come colonna sonora i Queen di Don’t stop me now. L’elenco continua con scuole (3 miliardi nel triennio), ospedali (2 miliardi), ma il piatto forte sono i 74 miliardi per strade e autostrade ferme per motivi vari. Sbloccare i cantieri significa nuove assunzioni: "Siamo per il lavoro di cittadinanza, non per il reddito di cittadinanza". Il 15 gennaio Iv scriverà un testo di legge e chiederà al premier Conte di trasformarlo in decreto legge: "È il nostro contributo per rimettere in moto l’Italia, chiederemo di votarlo anche alle opposizioni". Posto che i soldi ci siano davvero, come spenderli? "Il modello deve essere quello dell’Expo di Milano: stava per essere chiuso, mi consigliavano di chiamare Erdogan e pregarlo di spostare tutto a Smirne. Abbiamo fatto due cose: un grande investimento sul commissario Beppe Sala e un controllo forte affidato a Cantone". Ecco la ricetta per un’Italia con il Pil alle ginocchia: "Interveniamo subito o siamo finiti". Il vero shock è questo.