Mosul, festeggiamenti per la vittoria contro l'Isis (Ansa, dicembre 2018)
Mosul, festeggiamenti per la vittoria contro l'Isis (Ansa, dicembre 2018)

Roma, 28 febbraio 2019 - Libia, in primis, ma anche il rischio concreto attuale posto in maniera diretta e indiretta dal Jihadismo sia quaedista che Daesh. E ancora la minaccia dell'anarco-insurrezionalismo ("la più insidiosa"), dell'estremismo dell'ultradestra xenofoba (che "mostra una rinnovata vitalità" e "il cui attivismo potrebbe portare ad episodi squadristici in vista delle prossime elezioni europee") e di quel che resta di quello marxista-leninista. E poi le mafie, con l'avanzata di quella nigeriana, la lotta ai trafficanti di uomini e il contrasto ai reati finanziari, con un accento particolare al rischio dell'utilizzo delle criptovalute e delle blockchain per fini illecititi, terrorismo e riciclaggio in primis. Ma anche il rischio di manovre speculative a danno dell'Italia. E' ricca di spunti la relazione dei servizi segreti al Parlamento, preparata dal Dis.  E la relazione dei servizi pone l'accento anche sul rischio cyber. Che "si è confermato per alcuni Stati uno degli strumenti cui fare ricorso per perseguire obiettivi strategici" con "operazioni con finalità di spionaggio, quanto campagne di influenza/ingerenza volte a fomentare tensioni sociali o ad accrescere l’instabilità politica di alcuni Paesi dell’area euro-atlantica". Minaccia cyber condotta anche con "campagne di spionaggio digitale, gran parte delle quali verosimilmente riconducibili a gruppi ostili strutturati, contigui ad apparati governativi o che da questi ultimi hanno ricevuto linee di indirizzo strategico e supporto finanziario". la relazione non fa nomi, ma a Mosca e Pechino saranno fischiate le orecchie. E anche le minacce al settore economico, si sottolinea, sono molteplici. "L'attivita' a protezione del know-how tecnologico e innovativo delle imprese italiane - si legge nel documento trasmesso al Parlamento - ne ha registrato la persistente esposizione ad iniziative di spionaggio industriale, specie con modalita' cyber agevolate dalla digitalizzazione pressoche' integrale dei processi produttivi e piu' pervasive nei confronti delle piccole e medie imprese. Il monitoraggio intelligence ha, fra l'altro, rilevato iniziative tese ad esfiltrare tecnologia e know-how (anche attraverso l'acquisizione di singoli rami d'azienda) o a conquistare nicchie di mercato pregiate, facendo emergere, in qualche caso, la tendenza alla strutturazione di manovre complesse finalizzate a guadagnare posizioni di influenza in segmenti del sistema economico-finanziario nazionale, ovvero a conquistare peso monopolistico in specifici settori di attivita'". Non solo: "evidenze informative hanno fatto stato dei tentativi di operatori esteri di alterare il quadro competitivo attraverso il sistematico storno di capitale umano ad alta specializzazione in forza a imprese nazionali, la studiata marginalizzazione del management italiano (anche nell'ambito di partnership e joint venture) e il ricorso ad azioni di influenza esercitate attraverso consulenti e manager 'fidelizzati'".

SPINTA VERSO UNILATERALISMO E FRAGILE TENUTA ASSETTI MULTILATERALI

Il macrodato che più di altri ha segnato l’anno appena trascorso è il livello assunto, su scala mondiale, dalla competizione geopolitica e geoeconomica. Anche i rapporti fra Paesi abituati a considerarsi alleati risultano segnati da plurime linee di faglia e da una pronunciata spinta verso l’unilateralismo, che rende fragile la tenuta degli assetti multilaterali tradizionali e, con essi, quella delle loro singole componenti.

TONI E TRATTI DI NETTA CONTRAPPOSIZIONE IN DIALETTICA TRA GRANDI POTENZE

La preferenza accordata dalla UE agli strumenti di soft power ha dovuto misurarsi con una dialettica tra grandi potenze, vecchie e nuove, che ha spesso assunto toni e tratti di netta contrapposizione e, all’interno dell’Unione, con l’attenuarsi dei tradizionali meccanismi di solidarietà, che ha accentuato le diffidenze e le divisioni tra Capitali e tra popoli, con tutte le incognite, anch’esse non solo economiche, legate alla Brexit.

RICORSO DI ALCUNI PAESI A PECULIARE AGGRESSIVITÀ E SPREGIUDICATEZZA

Molti eventi cui si è assistito nel corso del 2018 ci consegnano una “fotografia” della scena internazionale in cui emerge netto il protagonismo di taluni Paesi, alcuni dei quali distintisi per il ricorso, anche in ambito europeo, a pratiche di peculiare aggressività e spregiudicatezza.

PECHINO E MOSCA DETERMINATE A RICONQUISTARE RUOLO ASSOLUTA CENTRALITÀ

Le debolezze del fronte europeo e la propensione degli USA a contrarre, o ridisegnare, gli ambiti e la portata del proprio intervento, assumono peculiare rilievo se lette alla luce della proattività che hanno continuato a mostrare tanto Pechino che Mosca, entrambe determinate ad acquisire, o riconquistare, un ruolo di assoluta centralità, entrambe interlocutori imprescindibili in un dialogo che deve essere in grado di tenere insieme tutela dei nostri interessi ed asset strategici e capacità di cogliere opportunità di crescita e sviluppo.

INTELLIGENCE CONCENTRATA SU PROCESSO DI STABILIZZAZIONE IN LIBIA

Sul versante internazionale, gli sforzi dell’Intelligence si sono concentrati in primo luogo sulla Libia e sul relativo, faticoso processo di stabilizzazione promosso dal nostro Paese, sulla base dei due cardini del coinvolgimento dell’ONU e della ownership libica, in un contesto in cui l’azione dell’Italia si misura anche con l’operato di attori, locali e internazionali, che perseguono proprie agende e propri interessi.

AL QAIDA: POSSIBILITÀ CHE SFRUTTI INDEBOLIMENTO ISIS PER RILANCIO ATTIVITÀ

Attenzione mirata è stata riservata ai numerosi indicatori di minaccia e warning, alla mobilità internazionale dei combattenti – in relazione al rischio che foreign fighter in fuga dall’area siro-irachena facessero ingresso, o ritorno, nel nostro Paese. Esiste la possibilità, da ritenersi tuttora concreta, che al Qaida sfrutti l’indebolimento del cd. Stato Islamico per un rilancio dell’attività terroristica, tanto nei quadranti in cui ha sinora perseguito una strategia di progressivo rafforzamento o radicamento, quanto con nuove sortite nel territorio dei “Crociati”.

ECOFIN: AZIONE PER INDIVIDUARE INIZIATIVE E MANOVRE PREGIUDIZIEVOLI

Sul piano economico-finanziario l’azione dell’intelligence è stata tesa ad individuare iniziative e manovre pregiudizievoli, tanto all’interno dei nostri confini, specie a difesa dei settori strategici, quanto al di fuori di essi, a sostegno delle proiezioni delle imprese italiane e a presidio dei nostri interessi, pure e soprattutto in tema di approvvigionamento energetico.

PERIMETRO NAZIONALE CYBER A DIFESA GANGLI VITALI PAESE E PROCUREMENT ICT

Una speciale menzione meritano le misure decise dal Governo al fine di dar vita ad un “perimetro nazionale cyber” – in cui includere e sottoporre a rafforzata difesa i gangli vitali del Paese – e di mettere in sicurezza il procurement ICT. Si tratta, come è evidente, di uno sforzo di grande portata, volto ad accrescere ulteriormente la resilienza delle infrastrutture digitali, così da tutelare la nostra competitività, la nostra sicurezza e, in definitiva, la nostra sovranità nazionale.

SCENARI GEOPOLITICI

 COMPETIZIONE ECONOMICA E TECNOLOGICA TRA GRANDI ATTORI INTERNAZIONALI

Pressoché in tutti i teatri considerati si è assistito al crescente protagonismo di Russia e Cina nonché ad interlocuzioni critiche “a distanza” tra queste ultime e l’Occidente, soprattutto con gli USA. Ciò in uno scenario generale che non ha mancato di far registrare marcate spinte di tipo protezionistico e sempre più vede la competizione tra grandi attori internazionali investire direttamente il piano economico e quello tecnologico. 

LIBIA: SCONTRO NON SI È ESAURITO NELLA CONTRAPPOSIZIONE TRIPOLI/TOBRUK

In particolare, strapotere delle milizie e affermazione dell’uso della forza per fini politici, competizione per le risorse petrolifere e per il controllo delle istituzioni finanziarie centrali, concorrenza intorno agli introiti dei traffici illeciti hanno fatto da sfondo ad uno scontro che non si è esaurito nella contrapposizione Tripoli/Tobruk, ma è andato articolandosi, trasversalmente, anche tra altri schieramenti – “secolari”/islamisti, salafiti/Fratellanza Musulmana, gheddafisti/post-rivoluzionari – finendo con l’intessere un ordito di macro e micro-dinamiche spesso guidate da mere logiche di convenienza tattica.

LIBIA: PARTICOLARMENTE MONITORATA AZIONE DEI GRUPPI ARMATI NEL PAESE

Dal punto di vista delle concrete dinamiche sul terreno, è stata particolarmente monitorata l’azione dei gruppi armati operanti nel Paese. All’attenzione, soprattutto, i fragili equilibri nell’area della Capitale (teatro di scontri imperniati anche sulla gestione del potere politico), la situazione nelle zone costiere, ove insistono hub del traffico di clandestini, l’attivismo delle milizie a Bengasi e a Misurata e la postura delle componenti tribali nel Fezzan.

LIBIA: MONITORAGGIO DINAMICHE NELL’AREA DEL CD. OIL CRESCENT

Anche in ottica di tutela degli interessi energetici nazionali, oggetto di monitoraggio sono state le dinamiche nell’area del cd. Oil Crescent, teatro di ciclici scontri che hanno riproposto la rilevanza del critico dossier degli introiti petroliferi.

SAHEL PRESIDIO AVANZATO AI FINI DEL CONTRASTO A MINACCE SICUREZZA

 Instabilità politica, proliferare di network terroristici, traffici illeciti a carattere transnazionale e commistioni tra reti jihadiste e criminali hanno da tempo conferito al quadrante saheliano particolare rilievo, quale “presidio avanzato” ai fini del contrasto alle minacce alla sicurezza. In quest’ottica si è mossa l’intelligence: guardando agli sviluppi locali, come quelli in Mali, Niger, Gambia e Nigeria, ed a supporto dell’azione svolta dall’Italia nell’ambito di missioni ONU, europee e di carattere bilaterale volte a promuovere la stabilità della regione anche attraverso programmi di addestramento e formazione.

MEDIORIENTE: INTELLIGENCE A PROTEZIONE CONNAZIONALI IN IRAQ E MOSUL

Nella realtà siriana DAESH ha rappresentato solo una parte di una più ampia nebulosa jihadista, riferibile soprattutto ad al Qaida. Dedicati assetti intelligence hanno operato in Iraq in particolare per la protezione del nostro contingente militare e per la tutela dei connazionali impegnati nei lavori di consolidamento della diga di Mosul.

IRAQ: DAESH HA CONTINUATO A RAPPRESENTARE UNA GRAVE E CONCRETA MINACCIA

La cornice di sicurezza nel Paese è stata caratterizzata da forte precarietà. DAESH ha infatti continuato a rappresentare una grave e concreta minaccia, conducendo ripetutamente operazioni asimmetriche che hanno trovato particolare enfasi anche nella propaganda ufficiale dell’organizzazione.

IRAN: SEGNALI RINNOVATA AGGRESSIVITÀ IN DANNO DISSIDENZA IRANIANA IN UE

E’ stato multisettoriale l’impegno informativo in direzione dell’Iran, per i diversi profili di interesse: il quadro interno, le sue iniziative volte a consolidare l’influenza nella regione, i segnali di una rinnovata aggressività in danno della dissidenza iraniana in Europa. Il Paese ha dovuto far fronte alle crescenti difficoltà economiche, acuite dal ripristino delle sanzioni statunitensi in conseguenza dell’uscita USA dall’accordo sul nucleare. Nel corso dell’anno, si sono registrate nuove manifestazioni di protesta popolare che, in mancanza di una concreta ripresa economica, potrebbero riproporsi con maggiore virulenza nel futuro prossimo.

MADE IN CHINA 2025 E BRI: STRUMENTI DI PECHINO PER PROPRIA AFFERMAZIONE

La Cina ha ribadito la crescente capacità di incidere profondamente sulla ridefinizione degli equilibri mondiali: non esistono, di fatto, aree del pianeta, ivi compreso l’Artico, dove la sua influenza non si sia consolidata o non risulti in rapido incremento. Il progetto Made in China 2025 e la BRI sono i principali strumenti cui Pechino affida la propria affermazione nelle molteplici dimensioni in cui si articola oggi il potere moderno.

MOSCA: ATTIVISMO GEOSTRATEGICO DI “LUNGA GITTATA”

La Russia coltiva con determinazione la propria ambizione geostrategica, pur dovendo affrontare una fase economica di sostanziale stagnazione. In tale quadro, il 2018 ha confermato come l’attenzione e l’attivismo di Mosca non si limitino più al solo spazio post-sovietico e siano di “lunga gittata”, estendendosi ai Balcani, al Continente africano, al quadrante afghano-pakistano e al Sud-Est asiatico, senza dimenticare l’articolato rapporto di partenariato sviluppato negli ultimi anni con il vicino cinese.

SICUREZZA ECONOMICO-FINANZIARIA

RILEVATE INIZIATIVE TESE A ESFILTRARE TECNOLOGIA E KNOW-HOW

Il presidio assicurato dagli Organismi si è posto in complementarietà con le attività del Gruppo di coordinamento interministeriale cui sono affidate le attività istruttorie connesse all’esercizio dei poteri speciali, cd. Golden Power. Il monitoraggio intelligence ha, fra l’altro, rilevato iniziative tese ad esfiltrare tecnologia e know-how o a conquistare nicchie di mercato pregiate, come pure una persistente esposizione delle imprese italiane ad iniziative di spionaggio industriale.

TENTATIVI DI INFLUENZA STRANIERA ATTRAVERSO MANAGER “FIDELIZZATI”

Evidenze informative hanno fatto stato dei tentativi di operatori esteri di alterare il quadro competitivo attraverso il sistematico storno di capitale umano ad alta specializzazione in forza a imprese nazionali, la studiata marginalizzazione del management italiano (anche nell’ambito di partnership e joint venture) e il ricorso ad azioni di influenza esercitate attraverso consulenti e manager “fidelizzati”.

2018: INTELLIGENCE HA AGITO A TUTELA DEL NOSTRO SISTEMA FINANZIARIO

In uno scenario fisiologicamente connotato da volatilità e imprevedibilità, si è agito a tutela del nostro sistema finanziario, in primo luogo per cogliere tempestivamente l’esistenza di manovre speculative in danno del debito sovrano e dell’euro. Sono rimaste all’attenzione, inoltre, le implicazioni della cd. fintech, destinata ad assumere peso crescente nelle transazioni e nell’universo dei servizi finanziari, nel segno di un’innovazione tecnologica di portata sempre più vasta e dal passo sempre più accelerato.

RISCHI SFRUTTAMENTO BLOCKCHAIN E CRIPTOVALUTE PER FINALITÀ ILLECITE

Tra i rischi su cui si è concentrata l’azione dell’intelligence si evidenzia quello collegato alla possibilità di sfruttare la tecnologia blockchain e le cd. “criptovalute” per finalità illecite, dal finanziamento del terrorismo al riciclaggio e all’evasione fiscale

CRIMINALITA’: TENTATIVI DI INGERENZA NEL SISTEMA DI ACCOGLIENZA

Per quanto concerne l’immigrazione clandestina, sono emersi puntiformi tentativi di ingerenza nel sistema di accoglienza da parte di soggetti vicini ad organizzazioni criminali autoctone, anche in relazione alla possibilità di intercettare cospicui finanziamenti pubblici. Parimenti, è stata evidenziata, principalmente in area campana, la disponibilità di alcuni clan a fornire supporto logistico ai migranti, essenzialmente nel procacciamento di documenti contraffatti.

MAFIE: FORMAZIONI NIGERIANE SI CONFERMANO LE PIÙ DINAMICHE E STRUTTURATE

Nel panorama delle mafie straniere operanti in territorio nazionale, le più dinamiche e strutturate si confermano le formazioni nigeriane, attive in un’ampia gamma di settori dell’illecito quali il narcotraffico, lo sfruttamento della prostituzione e il traffico di esseri umani, che vale anche ad assicurare presa ed influenza sulla diaspora.

TERRORISMO JIHADISTA

2018: MINACCIA JIHADISTA COSTANTEMENTE ALL’ATTENZIONE DELL’INTELLIGENCE

La minaccia jihadista è rimasta anche nel 2018 costantemente all’attenzione dell’intelligence, per la quale ha anzi continuato a rappresentare una assoluta priorità. Ne fa stato l’impegno a tutto campo che – attivando, ove necessario, i previsti meccanismi di coordinamento ed in costante raccordo con le Forze di polizia ed i Servizi collegati – è stato dedicato dagli Organismi informativi al monitoraggio del fenomeno e delle sue tendenze sulla scena estera, così come delle sue espressioni in territorio nazionale.

TERRORISMO: CONTINUA IMPIEGO RETE PER RILANCIO PROPAGANDA RADICALE

La rete continua ad essere impiegata per rilanciare, a ritmo martellante, messaggio e propaganda radicali, nonché appelli di tono istigatorio ed indicazioni specificamente tarate sulla platea dei “lupi solitari”, cui vengono additate modalità operative a basso costo e massima resa.

SYRAQ: DIFFICOLTA’ DI CONTEGGIO DEI COMBATTENTI E FOREIGN FIGHTERS

Le difficoltà di “conteggio” dei combattenti e dei foreign fighters nell’area siro-irachena rendono approssimativa la loro quantificazione che, secondo le più recenti stime circolanti in ambito internazionale, si attesta intorno alle 19.000 unità, di cui 8.000 stranieri. Tra questi ultimi, sarebbero circa 2.600 gli europei dello spazio Schengen e 500 i balcanici.

SYRAQ: RETURNEES NEL VECCHIO CONTINENTE SAREBBERO CIRCA 1.700

Flussi di singoli individui e/o gruppi familiari sono stati registrati in uscita dal teatro siro-iracheno in direzione di Nord Africa, Asia meridionale, Repubbliche centro-asiatiche e Sud-Est asiatico, oltre che del Vecchio Continente, ove i returnees sarebbero circa 1.700 (dei quali 400 nei Balcani). La pericolosità del fenomeno risiede piuttosto che nei numeri, nel profilo stesso dei reduci, potenziali veicoli di propaganda e proselitismo, nonché portatori di esperienza bellica e di know-how nell’uso di armi ed esplosivi.

DAESH: IN GRADO DI ISPIRARE ATTACCHI IN EUROPA, SUGGERENDONE AUTORI E MODI

Nonostante la perdita di territorio, combattenti e figure di rilievo, che ne ha indebolito la capacità di pianificare e dare diretto supporto ad azioni terroristiche di proiezione transnazionale, DAESH, determinato a colpire l’Occidente, si è mostrato ancora in grado di ispirare attacchi in Europa, suggerendone autori e modi. Quanto agli autori, il rilevato coinvolgimento, negli attentati perpetrati nel 2018 nel Continente, di soggetti con passato criminale o trascorsi in prigione, è valso a ribadire un tratto ormai congenito del fenomeno dei radicalizzati in ambito europeo.

DAESH: DRONI E VELENI SUGGESTIONI OPERATIVE DELLA PROPAGANDA

Finalità minatoria ed istigatoria sono entrambe presenti nei reiterati appelli all’impiego di droni e di sostanze chimiche per condurre attacchi terroristici in Occidente. Nel caso dei droni, utilizzati da DAESH con finalità offensive, di ricognizione e per effettuare riprese da riversare nella propaganda, l’organizzazione di al Baghdadi intende evidentemente far leva sulla loro reperibilità e diffusione e sul fatto che essi possono essere facilmente modificati. Al tema dell’utilizzo di aggressivi chimici e biologici per colpire l’Occidente è stato dedicato un filone editoriale ad hoc, “Silent terror. Kill them silently”, inaugurato all’inizio di agosto dal canale pro-DAESH “al Saqri Institute of War Sciences”, in cui sono dettagliatamente descritti i passaggi necessari per il reperimento, la produzione e l’impiego di agenti biologici e chimici.

WEB: CONFINE SOTTILE TRA “JIHADISMO DELLA TASTIERA” E QUELLO ATTIVO

Il web si conferma la dimensione di elezione in cui condividere o delineare progettualità ostili e fare proselitismo, scambiare materiale apologetico che istiga alla lotta contro i “miscredenti” e veicolare istanze radicali antioccidentali anche nel nostro Paese. Particolarmente assiduo si è rivelato l’uso dei social network e di canali di messaggistica protetti dalla crittografia end-to-end per postare locandine con frasi e immagini di minaccia verso l’Italia e il Vaticano. Emblematico del sottile confine che separa il cd. “jihadismo della tastiera” da quello attivo è l’arresto, a Milano, il 21 novembre, di un ventiduenne egiziano utente di forum jihadisti che si era dichiarato pronto a combattere per DAESH.

ITALIA: RADICALIZZATI IN CASA AMBITO DI MAGGIOR IMPEGNO INTELLIGENCE

Sul territorio nazionale, uno degli ambiti di maggior impegno è stato rappresentato dal fenomeno dei “radicalizzati in casa”, un bacino sempre più ampio e sfuggente che richiede una serrata attività di ricerca e monitoraggio volta a cogliere per tempo segnali anticipatori di possibili transizioni dalla radicalizzazione all’attivazione violenta.

FOREIGN FIGHTERS: NO NUOVE PARTENZE, MA CRESCIUTO NUMERO DEI “LISTATI”

Il CASA resta la sede in cui costante attenzione è riservata alla “lista consolidata” dei foreign fighters partiti per la Siria e l’Iraq a vario titolo collegati con l’Italia. In continuità con il trend rilevato lo scorso anno, non si sono registrate nuove partenze, anche se il numero dei “listati” è cresciuto (da 129 a 138) in ragione dei casi risalenti agli anni passati individuati in esito alla costante attività di vaglio e riscontro anche di segnalazioni raccolte nell’ambito della collaborazione internazionale.

DAESH IN GRADO DI TRASFERIRE ALL’ESTERO INGENTI FONDI DRENATI DA SYRAQ

È parso ancora sostenuto l’attivismo finanziario di DAESH, risultato in grado di trasferire all’estero, con largo anticipo, ingenti fondi drenati dal contesto siro-iracheno, laddove sul fronte qaidista l’autofinanziamento con attività illecite si è confermato un dato ricorrente per quel che attiene in particolare alle formazioni operanti nel Sahel.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

FLUSSI VIA MARE: CONTRAZIONE SENZA PRECEDENTI, FLESSIONE DI OLTRE L’80%

L’andamento complessivo dei flussi via mare ha conosciuto, nell’anno di riferimento, una contrazione degli arrivi senza precedenti, segnando una flessione di oltre l’80%. Tale sviluppo è da attribuire soprattutto alla rafforzata capacità della Guardia costiera libica nella vigilanza delle acque territoriali, e alla drastica riduzione delle navi delle ONG nello spazio di mare prospicente quelle coste che, di fatto, ha privato i trafficanti della possibilità di sfruttare le attività umanitarie ricorrendo a naviglio fatiscente e a basso costo. Altrettanto nodale si è rivelato il potenziamento dei controlli a Sud della Libia, specie in territorio nigerino, secondo una strategia di “presidio avanzato” condivisa dalla UE e convintamente sostenuta dall’Italia.

SERRATA VIGILANZA SU RISCHIO INFILTRAZIONI TERRORISTICHE IN FLUSSI

Serrata vigilanza è stata riservata al rischio di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. Più volte segnalato sul piano informativo, tale pericolo è stato confermato da sviluppi investigativi che hanno attestato l’utilizzo – peraltro sporadico e non strutturale – dei canali dell’immigrazione clandestina per il trasferimento in Europa di estremisti sub-sahariani. Significativo, al riguardo, l’arresto a Napoli, rispettivamente nell’aprile e nel giugno, di due cittadini gambiani ritenuti affiliati alla formazione di al Baghdadi, giunti via mare dalla Libia dopo un periodo di addestramento in un campo gestito da DAESH nel deserto libico.

SBARCHI OCCULTI: RAMIFICATA RETE CRIMINALE TUNISINA CON BASI IN ITALIA

Nella medesima ottica di prevenzione, è proseguito l’impegno informativo in direzione del fenomeno degli “sbarchi occulti”, vale a dire le traversate effettuate in elusione dei controlli per evitare l’identificazione dei migranti e favorirne la dispersione sul territorio nazionale. Il fenomeno ha riguardato in primo luogo le partenze dalla Tunisia, ove le progressioni dell’attività di ricerca hanno concorso a delineare ulteriormente attori e dinamiche del traffico, ponendo in luce l’operatività di una ramificata rete criminale di prevalente matrice tunisina con basi e referenti in territorio nazionale.

FALSIFICAZIONE DOCUMENTI: ATTIVITÀ INTELLIGENCE SU BALCANI E CAMPANIA

La falsificazione documentale ha svolto, anche nel 2018, un ruolo essenziale nelle dinamiche di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rappresentando uno dei principali fattori di vulnerabilità in ambito europeo. Il tema ha costituito oggetto di dedicata attività intelligence: sul fronte esterno, con riguardo soprattutto alle citate reti di facilitazione basate nei Balcani; sul territorio nazionale, con specifico riferimento alla piazza campana, tradizionale bacino di approvvigionamento per soggetti e gruppi della più disparata matrice, inclusa quella jihadista.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: ATTIVISMO SU TUTTE LE FASI DEL BUSINESS

Il filo conduttore del quadro d’intelligence sull’immigrazione clandestina resta quello del protagonismo di organizzazioni e reti criminali, di cui sono andate confermandosi pervasività e flessibilità operativa. Le evidenze raccolte fanno stato di un attivismo che interessa tutte le fasi del business, 93 RA 2018 dalla pubblicizzazione, attraverso social network, dell’offerta di “servizi” – con l’indicazione di tratte, vettori, tariffe e modalità di pagamento – sino all’assistenza logistica nei Paesi di destinazione e, in territorio nazionale, ai tentativi di ingerenza mafiosa nel sistema d’accoglienza.

EVERSIONE ED ESTREMISMI

EVERSIONE INTERNA: ANARCO-INSURREZIONALISMO ESPRESSIONE PIÙ INSIDIOSA

Sul versante dell’eversione interna, l’attività informativa si è focalizzata in via prioritaria sull’anarco-insurrezionalismo, confermatosi come l’espressione più insidiosa, capace di tradurre in chiave offensiva gli appelli istigatori della propaganda d’area, di cui le risultanze informative hanno evidenziato una tendenza crescente alla radicalizzazione. Ciò soprattutto attraverso la diffusione di documentazione riportante dati circostanziati sugli obiettivi da colpire, coniugata a tentativi di favorire convergenze tattiche tra le diverse visioni dell’agire anarchico.

INTENSITÀ COLLEGAMENTI INTERNAZIONALI DELL’ANARCO- INSURREZIONALISMO

L’attività informativa ha confermato l’intensità dei collegamenti internazionali dell’anarco-insurrezionalismo, evidenziando assidui contatti, sia fisici che virtuali, tra militanti, nonché una loro sostenuta mobilità tra diversi Paesi, in occasione di iniziative propagandistiche e di mobilitazione.

CONTINUA PROPAGANDA RISTRETTI CIRCUITI ESTREMISMO MARXISTA-LENINISTA

I ristretti circuiti dell’estremismo marxista-leninista hanno continuato ad evidenziarsi per l’impegno propagandistico-divulgativo della stagione brigatista, inteso ad accreditarne l’attualità e a promuovere l’indottrinamento di “nuove leve”. Questo, come di consueto, facendo perno soprattutto su una lettura in chiave rivoluzionaria dei più recenti sviluppi della congiuntura interna e internazionale.

ANTAGONISMO: COINVOLGIMENTO IN MOBILITAZIONI POPOLAZIONE STRANIERA

L’eterogenea galassia dell’antagonismo si è distinta soprattutto per il tentativo di superare una persistente tendenza alla “parcellizzazione delle lotte”, così da dare maggiore compattezza al fronte della contestazione. In tale quadro, ha assunto specifico rilievo strategico, nelle progettualità antagoniste, il coinvolgimento nelle mobilitazioni della popolazione straniera, ritenuta, in particolare dai segmenti più oltranzisti, un bacino di reclutamento “capace di produrre conflitto”.

ATTENZIONE INTELLIGENCE SU PRONUNCIATA VITALITÀ PANORAMA ULTRADESTRA

Attenzione informativa è stata riservata anche al panorama dell’ultradestra che, caratterizzatosi per una pronunciata vitalità, ha riproposto, specie con riguardo alle formazioni più strutturate, le sue consolidate linee di tendenza: competizioni “egemoniche” e fluidità di rapporti, interesse ad accreditarsi sulla scena politica mantenendo uno stretto ancoraggio alla “base”, propensione ad intensificare le relazioni con omologhe formazioni estere. pagandistiche e di protesta, soprattutto in talune periferie urbane, centrate sull’opposizione alle politiche migratorie, nell’ambito di una più ampia mobilitazione su tematiche sociali di forte presa (sicurezza, lavoro, casa, pressione fiscale). Tale attivismo, di impronta marcatamente razzista e xenofoba, si è accompagnato ad una narrazione dagli accenti di forte intolleranza nei confronti degli stranieri che, al di là del richiamato omicidio di Macerata, potrebbe aver concorso ad ispirare taluni episodi di stampo squadrista, oltre che gesti di natura emulativa, e potrebbe conoscere un inasprimentocon l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale europeo.

DOCUMENTO DI SICUREZZA NAZIONALE

CYBER: PER ALCUNI STATI UNO STRUMENTO PER PERSEGUIRE OBIETTIVI STRATEGICI

In un panorama internazionale in cui il confronto tra attori e schieramenti geopolitici ha assunto toni sempre più aspri, il cyber – con le sue caratteristiche di disponibilità diffusa, accessibilità, elevata “convenienza economica” e ridotti rischi di rilevazione – si è confermato per alcuni Stati uno degli strumenti cui fare ricorso per perseguire obiettivi strategici.

IN 2018 OPERAZIONI DI SPIONAGGIO E CAMPAGNE DI INFLUENZA/INGERENZA

Sono state oggetto di attribuzione, nel 2018, tanto operazioni con finalità di spionaggio, quanto campagne di influenza/ingerenza volte a fomentare tensioni sociali o ad accrescere l’instabilità politica di alcuni Paesi dell’area euro-atlantica. Nel periodo di riferimento, del resto, è stato rilevato un innalzamento nella qualità e nella complessità di alcune tipologie di attacco, con l’impiego sinergico di tutti i più avanzati strumenti tecnologici di ricerca informativa.

CYBER: SFORZO SIGNIFICATIVO SU CAMPAGNE SPIONAGGIO DIGITALE

Lo sforzo più significativo posto in essere dal Comparto ha riguardato il contrasto di campagne di spionaggio digitale, gran parte delle quali verosimilmente riconducibili a gruppi ostili strutturati, contigui ad apparati governativi o che da questi ultimi hanno ricevuto linee di indirizzo strategico e supporto finanziario.

ATTACCHI MIRATI A SOTTRARRE INFORMAZIONI E DANNEGGIARE SETTORE OIL&GAS

Quanto alle finalità perseguite, gli attacchi hanno mirato, da un lato, a sottrarre informazioni relative ai principali dossier di sicurezza internazionale, e, dall’altro, a danneggiare i sistemi informatici di operatori, anche nazionali, attivi nello Oil&Gas, nonché quelli di esponenti del mondo accademico italiano, nell’ambito di una campagna globale mirante a profilare settori d’eccellenza di università e centri di ricerca.

MINACCIA IBRIDA SI È ESPLICITATA ANCHE IN OPERAZIONI DI INFLUENZA/ INGERENZA

Attenzione è stata rivolta anche alla cd. minaccia ibrida, considerata quale impiego combinato di strumenti convenzionali e non, le cui traduzioni operative sono risultate (e saranno sempre più) amplificate grazie alla digitalizzazione che ha interessato ogni aspetto della vita sociale, arrivando ad esplicitarsi anche in operazioni di influenza/ingerenza poste in essere per condizionare il corretto svolgimento di fondamentali dinamiche dei processi democratici.

ESERCIZIO AD HOC TESO A COGLIERE INDIZI DI INFLUENZA/INTERFERENZA ELEZIONI

Il Comparto, al pari di quanto fatto dalle comunità intelligence dei principali partner internazionali, ha istituito agli inizi del 2018 un esercizio ad hoc teso a cogliere – all’interno del perimetro definito dal quadro normativo vigente – eventuali indizi di influenza, interferenza o condizionamento del processo elettorale del 4 marzo. Tale esercizio è stato riattivato nel mese di novembre in vista dell’appuntamento per il rinnovo del Parlamento europeo.

ATTACCHI: NUMERO COMPLESSIVO AZIONI OSTILI PIU’ CHE QUINTUPLICATO

Il significativo incremento di attacchi registrato nel 2018 va ascritto principalmente alle maggiori capacità di rilevamento e ad una loro più accurata classificazione e sistematizzazione, che ha permesso di ricavare una più granulare mappatura dello scenario della minaccia cyber in Italia. Dai dati del periodo in esame emerge un numero complessivo di azioni ostili più che quintuplicato rispetto al 2017, prevalentemente in danno dei sistemi informatici di pubbliche amministrazioni centrali e locali (72%)

CYBER: PRESSOCHÉ INVARIATI GLI ATTACCHI DI MATRICE STATUALE

Si sono mantenuti pressoché invariati gli attacchi di matrice statuale (20%), nonché i residuali tentativi di intrusione informatica riferibili a gruppi terroristici (5%), finalizzati, questi ultimi, principalmente al defacement di siti web afflitti da vulnerabilità facilmente sfruttabili, sintomo del possesso di un know how limitato da parte di quelle formazioni.

PREVALENZA ESFILTRAZIONI INFORMAZIONI SENSIBILI DA ASSETTI INFORMATICI

E’ stata confermata una netta prevalenza delle esfiltrazioni di informazioni sensibili da assetti informatici compromessi, ovvero – specie nel caso di azioni hacktiviste – la violazione di risorse IT dei target, con l’obiettivo di pubblicare manifesti e comunicati inerenti le singole campagne (cd. defacement).

CYBER: TENDENZA A SELEZIONARE I TARGET IN FUNZIONE DELLE VULNERABILITÀ

Le finalità degli attacchi, perpetrati principalmente per scopi di propaganda (pari all’incirca al 73%), sono apparse coerenti con il richiamato, rinnovato vigore – tanto sul piano ideologico, quanto su quello operativo – del movimento hacktivista, che ha continuato a caratterizzarsi per la tendenza a selezionare i target esclusivamente in funzione della tipologia di vulnerabilità riscontrate, sfruttabili con capacità tecniche ridotte e con un basso dispendio di risorse. Benché marginali in termini numerici (12%), le finalità di spionaggio hanno fatto registrare un considerevole aumento, specie in danno di assetti istituzionali ed industriali.

IN 2018 AVVIO OPERATIVO DEL NUCLEO PER LA SICUREZZA CIBERNETICA (NSC)

Tra le più significative iniziative di sviluppo dell’architettura nazionale cyber va annoverato l’avvio operativo del Nucleo per la Sicurezza Cibernetica (NSC) sotto la presidenza di un dedicato Vice Direttore Generale del DIS. Riunitosi per la prima volta nel nuovo assetto il 21 febbraio, il NSC è stato convocato, come da previsione normativa, con cadenza mensile, agendo in chiave di prevenzione, preparazione, risposta e ripristino rispetto ad eventuali situazioni di crisi cyber, con l’obiettivo di rafforzare le capacità di difesa cibernetica del Paese.

CONSAPEVOLEZZA DIGITALE: INTELLIGENCE SVILUPPA PRIMO VIDEOGIOCO CYBER

Gli sforzi per potenziare l’“ecosistema cyber” nazionale avranno più concrete possibilità di successo solo se associati ad una parallela crescita della cultura della sicurezza cyber che interessi ogni singolo cittadino. E’ per questo motivo che il DIS, a sviluppo della prima campagna di formazione digitale nazionale “Be Aware Be Digital”, ha realizzato strumenti interattivi, anche per gli studenti, allo scopo di elevarne conoscenze e capacità in materia di utilizzo consapevole del web e delle nuove tecnologie: si segnala, in particolare, il prossimo rilascio di Cybercity Chronicles, la prima applicazione di “edutainment” ambientata nel cyberspazio