Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali Teresa Bellanova (Ansa)
Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali Teresa Bellanova (Ansa)

Roma, 6 maggio 2020 - Sull'emersione dei lavoratori in nero si profila uno scontro nella maggioranza. Tanto che il premier Conte avvia l'operazione "distensione" e convoca i rappresentanti del partito di Renzi per le 15 di domani a Palazzo Chigi. Ci saranno i capigruppo alla Camera e al Senato Maria Elena Boschi e Davide Faraone e il presidente Ettore Rosato. "Conte non ha mai litigato con Italia viva, ma si può inquadrare l'incontro in una ottica distensiva", spiegano fonti vicine al presidente del Consiglio. 

Tornando alle frizioni sull'immigrazione, si scontrano i 5 stelle e le ministre dell'Interno e dell'Agricoltura. Da una parte la ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, e la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, in sintonia: "C'è una condivisione di fondo. Ieri abbiamo avuto degli incontri. Riguarderà anche tanti italiani oltre che gli stranieri. C'è la necessità di far emergere questi lavoratori non solo per garantire i diritti delle persone, ma anche per esigenze di sicurezza sanitaria che in questo momento sono necessarie. Stiamo lavorando e spero che nelle prossime ore si riesca ad arrivare ad un testo definito", ha detto a Radio anch'io la ministra dell'Interno. Dall'altra i M5s, assolutamente contrari, come ribadisce il capo politico Vito Crimi a Radio 24: "Le ipotesi in campo riguardano la possibilità di concedere permessi di soggiorno temporanei per gli immigrati irregolari. Questo non aiuta l'emersione del lavoro nero, anzi lo fa aumentare. Non accetto però i permessi di soggiorno temporanei, perchè così il lavoro nero aumenta". 

La Bellanova però non fa passi indietro: è pronta a lasciare se non ci sarà questa regolarizzazione: "Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al Governo. Non sono qui per fare tappezzeria". Sempre su Radio anch'io la ministra ha difeso la volontà di far emergere i lavoratori non regolari: "Tra le persone c'è diffidenza perché per anni si è fatta passare l'idea che i diversi sono i nemici e che gli immigrati vengono qui a toglierci il lavoro. Sono invece fondamentali per portare avanti alcune attività, non solo in agricoltura dove rischiamo sperperi enormi per la mancata raccolta, ma anche le badanti che assistono tante persone anziane". 

Bellanova spiega: "Puntiamo a concedere un permesso di soggiorno temporaneo per sei mesi, rinnovabile per altri sei, per le aziende e le famiglie che vogliono regolarizzare. Ci sarà anche un contributo per lo Stato, anche se non bisogna esagerare: si tratta di persone sfruttate per 3 euro l'ora facendo concorrenza sleale alle imprese che rispettano le regole".
 
Riguardo alle stime, che parlano di 600mila persone interessate da un provvedimento di emersione dal lavoro nero, la ministra delle Politiche agricole non si esprime: "Non sono in grado di dirlo, si tratta di chi può avere un contratto. Partiamo dai lavoratori nei campi, altrimenti qualcuno si dovrà assumere la responsabilità di far marcire i prodotti nei campi, e dalle badanti".

Critico sulle parole usate dalla Bellanova è Francesco Boccia. Il ministro per gli Affari Regionali intervenuto a "L'Aria che tira" su La7, ha commentato: "La ministra Bellanova ha posto un tema molto serio, che non può essere risolto con degli aut aut o con dei no a prescindere. E' giusto fare valutazioni molto serio e fare delle valutazioni. Si può risolvere senza minacciare dimissioni, lo risolveremo".

Matteo Salvini, ai microfoni di SkyTg24, ha commentato  le parole del ministro Teresa Bellanova: "E' allarmante" la notizia che "un ministro di un settore strategico come l'agricoltura minacci le dimissioni perchè al governo stanno litigando sulla regolarizzazione di 600 mila lavoratori irregolari". Il leader della Lega attacca "Che ci siano contrasti nel governo su questo è gravissimo", e ribadisce la sua contrarietà a una "maxi sanatoria di massa perchè sarebbe un pessimo segnale nei confronti di chi ha sempre rispettato le regole". A 7Gold Salvini ha ribadito: "Ci sono altri modi per aiutare il settore agricolo, il voucher sul lavoro a tempo, proporre questo lavoro ai disoccupati e cassintegrati a chi percepisce il reddito di cittadinanza". Che conclude, sulla proposta di sanatoria della ministra Bellanova, "Ovviamente la Lega è e rimarrà contraria perché sarebbe un premio all'illegalità".  

Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ospite della trasmissione 'Circo Massimo', su Radio Capital, invece ha espressamente chiesto al governo di muoversi nella direzione della regolarizzazione dei lavoratori in nero: "Noi ieri sera abbiamo chiesto la regolarizzazione dei lavoratori migranti. Su questo non abbiamo avuto una risposta ma noi abbiamo posto il tema di andare verso una regolarizzazione sia nel settore dell'agricoltura che in altri. Questo non sarebbe solo un atto solidaristico ma anche un atto di intelligenza per la salute di tutti e anche per combattere il lavoro nero, il caporalato e la mala vita organizzata".

Anche Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud, intervistato su Rainews24, è favorevole alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri in nero: "Non risponde più soltanto a esigenze di giustizia, risponde soprattutto a una esigenza economica di un settore che rischia di entrare in crisi anche per questo per mancanza di manodopera per manodopera illegale che andrebbe regolarizzata".

Papa Francesco oggi ha lanciarto un appello a riguardo: "Ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. E' vero che c'è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l'appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l'occasione per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro".

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