Roma, 5 novembre 2016 - Referendum, dopo la vittoria dei No e le dimissioni di Renzi, cosa succede ora?

Ipotesi 1: il presidente Mattarella chiede a Renzi di rimanere in carica e lo rinvia alle Camere per valutare se ancora ha una maggioranza. Ipotesi poco probabile sia per la probabile indisponibilità di Renzi sia perché non terrebbe in dovuta considerazione il verdetto delle urne.

Ipotesi 2: il Presidente della Repubblica accetta le dimissioni di Renzi e avvia le consultazioni con le forze politiche, al termine delle quali, può decidere di incaricare una personalità che, a sua volta, dovrà verificare la possibilità di formare un governo con una maggioranza parlamentare. In questo caso sono due le strade ipotizzabili: o un governo tecnico che, per esempio, potrebbe essere affidato all’attuale ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, anche alla luce dei rapporti di quest’ultimo con Bruxelles, della necessità di mandare un segnale ai mercati, ma, soprattutto, di garantire l’approvazione della legge di bilancio. La seconda possibilità è formare un governo di scopo con l’obiettivo, per esempio, di approvare la legge elettorale e poi andare alle elezioni la prossima primavera. In pole position per questo ruolo potrebbe esserci l’attuale presidente del Senato, Pietro Grasso.

Ipotesi 3: il Presidente della Repubblica decide di sciogliere le Camere e andare alle elezioni con le attuali leggi elettorali.

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