Raffaella Paita (Ansa)
Raffaella Paita (Ansa)

L’intervista. “In nome del garanzie contro un sistema ammalato di giustizialismo”. Perché Raffaella Paita (Iv) ha deciso di firmare i referendum sulla giustizia di Lega e Radicali. Ettore Maria Colombo –

Roma, 17 luglio 2021 - Parliamo di giustizia e, in particolare, della raccolta firme che Lega e Radicali hanno lanciato sulla giustizia, con l’onorevole Raffaella Paita, esponente di punta di Italia Viva e presidente della commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Onorevole Paita, perché ha deciso di firmare i referendum di Radicali e Lega sulla giustizia?

“Ho deciso di firmare convintamente i referendum per la Giustizia promossi dai Radicali perché condivido in pieno questa battaglia di civiltà. È un nostro dovere batterci per costruire una giustizia giusta e una società fondata sul garantismo. Una giustizia giusta è fondamentale per ricostruire fiducia nelle istituzioni e dare forza a quella magistratura che lavora con serietà ogni giorno”.

Non teme che, a sinistra, questa sua firma, come quella di altri intellettuali ed esponenti di area, possa equivocata come 'un favore' al nemico?

“Nessun timore. Quando sono convinta delle mie idee vado fino in fondo senza paure o tentennamenti. E io sono profondamente convinta che questo Paese si sia ammalato da troppo tempo di giustizialismo. Quindi riformare la giustizia è anche un mio dovere. E più è largo il campo di forze che condivide questo obiettivo, più facile sarà raggiungere il risultato. Poi non ho la fobia della destra. Ho una storia personale solida e saldamente ancorata ai valori del riformismo. La mia dolorosa vicenda personale (Nel 2019 la corte d’Appello di Genova ha assolto l’allora deputata del Pd, Raffaella Paita, dall’accusa di omicidio colposo e disastro colposo per l’alluvione di Genova del 9 ottobre 2014. Paita, che ai tempi dell’alluvione era assessore regionale alle Infrastrutture e alla Protezione civile, era già stata assolta in primo grado nel 2016. Ma il processo impedì alla Paita di presentarsi e, forse, vincere le Regionali del 2015, dopo aver vinto le primarie, ndr.), peraltro, dimostra che bisogna credere nella giustizia, ma anche come un fanatico giustizialismo possa compromettere percorsi e rovinare vite”.

Non pensa che i referendum possano essere d’intralcio alla riforma della giustizia avviata dalla ministra Cartabia?

“Credo profondamente nel lavoro portato avanti dalla ministra Cartabia e dal Presidente Draghi, ma ritengo che lo strumento dei referendum possa essere uno stimolo ulteriore per far raggiungere un risultato importante a Governo e Parlamento”.