15 feb 2022

No al referendum sull’eutanasia. I giudici: la vita deve essere tutelata

Sentenza in linea con la tradizione della Corte, non si può modificare una legge con operazioni ’taglia e cuci’

antonella coppari
Politica
Una manifestazione dei promotori del referendum sull’eutanasia: il quesito è stato bocciato dalla Corte costituzionale
Una manifestazione dei promotori del referendum sull’eutanasia

Roma, 15 febbraio 2022 - Il referendum sull’eutanasia non si farà. La Consulta ieri ha bocciato il quesito che chiedeva l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale (omicidio del consenziente) perché contrario al principio costituzionale di tutela della vita umana. "In generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili", dice testualmente il verdetto arrivato ieri sera, dopo una camera di consiglio durata oltre tre ore. In altre parole, il ’taglia e cuci’ del sistema vigente – escogitato dall’Associazione Coscioni appoggiata da altre associazioni – avrebbe di fatto dato il via libera alla legalizzazione della ’dolce morte’ per tutti, senza distinzione tra sani e malati, ed è parso per questo al grosso dei giudici esageratamente spregiudicato non solo nella forma, soprattutto nella sostanza. Referendum: cannabis e giustizia al vaglio della Corte Costituzionale Secondo una consolidata dottrina della Corte, infatti, non si può modificare una legge con esercizi di sartoria, sia pure sopraffini. Figuriamoci se si interviene con l’accetta in un campo tanto delicato quanto quello del fine vita su cui da decenni il Parlamento tenta, inutilmente, di legiferare. Pur "non volendo cercare il pelo nell’uovo per consentire il voto popolare", secondo quanto aveva detto nei giorni scorsi il neo presidente Giuliano Amato, è risultato impossibile per i giudici dare il nulla osta a una consultazione che, ove avessero vinto i sì, avrebbe generato una normativa estrema. Sì, perché il quesito, per come era stato scritto, puntava a ottenere la legalizzazione dell’eutanasia con la depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, con l’esclusione di casi ben definiti. Vale a dire in caso di consenso dato da persona minore degli anni diciotto, da persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti; una persona il cui consenso sia stato dal ...

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