Angelino Alfano e Matteo Renzi (Ansa)
Angelino Alfano e Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 5 dicembre 2016 - "Elezioni a febbraio 2017". Tra gli scenari del dopo-Renzi all'indomani della sconfitta del premier al referendum costituzionale, spunta l'ipotesi del ministro dell'Interno Angelino Alfano. Il premier Matteo Renzi, travolto dalla vittoria del No  darà le dimissioni, ma a differenza di quanto iniziato inizialmente, solo dopo l'approvazione delle legge di bilancio, come emerso dall'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un addio rinviato solo per qualche giorno dunque, e su cosa succederà dopo il titolare del Viminale si sbilancia: "Se dovessi puntare una fiche, un euro", ha dichiarato a Porta a Porta, "direi che noi non andiamo a votare in primavera ma in inverno, a febbraio 2017"

Alfano prevede dunque un'accelerazione verso elezioni anticipate che si potrebbero svolgere già a febbraio. "Mi vado convincendo", ha aggiunto, "che fare un governo dopo questo governo è molto difficile, sono convinto che questa legislatura volga al termine". Un'ipotesa opposta a quella auspicata dal presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo cui spetterebbe al Pd "dare vita a un nuovo governo" con il compito di "approvare una nuova legge elettorale".  Per Alfano la legge elettorale non rappresenta necessariamente un problema. "Sono dell'idea che c'è il 'consultellum' al Senato e l''Italicum' alla Camera", ha ricordato, "se il presidente della Repubblica, che è la nostra bussola lo riterrà, io credo che ci siano le condizioni per andare a votare così; e se la Corte Costituzionale interverrà in tempo ci sarà un 'consultellum' sia al Senato che alla Camera". Il titolare del Viminale ha confermato che è possibile che Matteo Renzi possa formalizzare le dimissioni sul piano giuridico "già nei prossimi giorni" mentre sul piano politico il governo è già "in regime dimissionario".