Referendum, ultimi sondaggi
Referendum, ultimi sondaggi

Roma, 18 novembre 2016 -  Le prossime due settimane saranno senz’altro decisive per il referendum costituzionale del 4 dicembre, "perchè c’è ancora un 20% di elettorato – spiega il sondaggista Antonio Noto di Ipr Marketing – che non ha ancora deciso cosa votare e, soprattutto, se andare a votare; è una percentuale molto alta che può cambiare l’esito della consultazione". Un esito che, tuttavia, se si andasse a votare domani, darebbe un risultato netto. Per il no. "Il no – prosegue Noto – è oggi al 52, 5% mentre il si è al 47%, un dato che abbiamo notato come abbastanza stabile nel corso degli ultimi giorni".

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C’è stato un momento, tuttavia, in cui il «si» sembrava aver riacquistato slancio...
"E’ stato verso la metà di ottobre, quando la comunicazione di Renzi ha avuto il suo peso. Poi, vuoi per la par condicio, vuoi perchè la proposta di Renzi ha perso un po’ di smalto, ecco che il vantaggio si è subito fatto più esile, fino al sorpasso del no».

Qual è stato il tema della propaganda renziana che ha maggiormente «bucato» l’attenzione dell’elettorato, anche di quello più distante?
"Senza dubbio la questione di Equitalia, l’annuncio della rottamazione dell’ente più inviso dagli italiani. Ma anche lì, l’entusiasmo è durato poco. Appena ha cominciato ad insinuarsi il dubbio che non si trattasse davvero di una cancellazione, ma di qualcosa di più sfumato, ecco che i no hanno ricominciato subito a riprendere quota".

Sul territorio nazionale, come è diviso il fronte?
"Il no è nettamente in vantaggio nelle regioni del Sud, dove sfiora addirittura la quota del 56%. E questo spiega perchè il premier, in questi ultimi giorni, sta battendo in modo forte in quelle zone con promesse anche forti sul fronte fiscale (sgravi totali per le assunzioni al sud, ndr). C’è poi una divisione del voto molto netta tra le generazioni...".

Cioè?
"Cioè che i giovani fino a 34 anni votano convintamente per il no, gli adulti dopo i 35 anni sono invece più incerti, anche se prevale comunque il no, mentre tra gli adulti oltre i 50 anni va per la maggiore il si".

La convinzione politica incide, in questo caso?
"Diciamo che gli elettori del Pd sono quelli più motivati verso il si, mentre sugli altri partiti l’incertezza si sente in modo più forte. In particolare, gli elettori «storici» di Forza Italia non mostrano grande entusiasmo per la materia e il loro fronte è equamente diviso tra sì, no e non voto".

E gli altri, che fanno?
"Prevale il no negli elettori della Lega (65%), M5S (62%), FdI (55%) e Sel (67%). Il sì, invece, è forte nel Pd (63%) e tra gli alfaniani di Area Popolare (55%)".

Se vincesse il no, secondo gli italiani, Renzi si dovrebbe dimettere oppure no?
"In questo caso prevale il sì, al 55%; gli italiani vogliono che Renzi si dimetta, contro un 40% che gli chiederebbe, invece, di restare".

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