Di Maio e Conte presentano la card del reddito di cittadinanza (Ansa)
Di Maio e Conte presentano la card del reddito di cittadinanza (Ansa)

Roma, 25 aprile 2019 - Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, padre del reddito di cittadinanza, parla di "buon risultato", con 900mila domande presentate. E ipotizza un risparmio di circa un miliardo di euro sui 7 previsti come costo annuo della misura a regime. Ma, considerando la percentuale di bocciatura delle richieste, pari al 25 per cento, a oggi i nuclei familiari destinatari effettivi del sussidio sono non più di 675mila, la metà circa di quel milione e 200-300mila indicato nella relazione tecnica del provvedimento. E, anche ammettendo che nei prossimi mesi arriveranno altre istanze, secondo gli addetti ai lavori dei Caf alla fine non si arriverà oltre le 900mila famiglie, 300-400mila in meno della previsione del governo. Con un risparmio che potrebbe raggiungere anche i 2-2,5 miliardi. Insomma, un risultato ben al di sotto delle attese dei grillini. Un risultato che, soprattutto, finirà per tradursi in un impatto sui consumi, sulla crescita, sul Pil, molto più basso di quello stimato dallo stesso governo e messo in discussione da subito dall’Ufficio parlamentare di bilancio. 

Ma partiamo dai numeri di Tridico. L’ultimo dato disponibile sul reddito di cittadinanza indica in 896.621 il totale dei nuclei familiari che lo hanno richiesto: Corrispondono a circa 2,7 milioni di persone. La stima nella relazione tecnica è di 1,3 milioni di nuclei beneficiari, per oltre 4 milioni di persone. "In un anno – osserva il presidente dell’Istituto previdenziale – si può arrivare a 1,2-1,3 milioni di nuclei e quindi a quasi 4 milioni di componenti", spiegando che, se i numeri sono questi, il costo è di "circa 7 miliardi". Ma, considerando "il tasso di rifiuto è del 25%", il costo potrebbe stabilizzarsi "su una misura inferiore, ipotizziamo di un miliardo", un tesoretto che "dovrebbe rimanere sul sociale come sussidio alle famiglie e agli asili nido". 
Il punto è che a oggi, applicando la percentuale dei rifiuti del 25 per cento, siamo a circa 675mila nuclei familiari beneficiari, la metà delle previsioni. Non solo: secondo gli operatori dei Caf, alla fine si raggiungeranno al massimo le 900mila famiglie destinatarie. Da qui l’ipotesi di un risparmio di almeno 2-2,5 miliardi dei 5,6 accantonati per il 2019 e di un analogo tesoretto per il 2020. 

Veniamo agli importi del sussidio. Tra fine aprile e inizio maggio saranno accreditati i primi pagamenti sulla nuova carta Rdc: l’importo medio è di 520 euro a famiglia, sottolinea Tridico, rimarcando che soltanto il 7,4%, percepirà tra i 40-50 euro, mentre per il 71% l’importo sarà dai 300 euro in su; il 5,4% oltre i 1.000 euro. 
Il punto, anche in questo caso, è che, scorrendo i dati dello stesso Istituto, si vede che su 472.970 domande accolte, per ben 61mila destinatari l’importo arriva a malapena a 100 euro, per altri 40mila e passa sta tra 100 e 200 euro mensili, mentre sono altri 34mila coloro che incassano tra i 200 e i 300 euro. Il grosso della platea, circa 138mila destinatari, ottiene tra i 300 e i 500 euro. Altri 97mila circa stanno tra 500 e 750 euro. Dunque, cifre ben lontane dai 780 euro sbandierati a lungo dai grillini come importo del sussidio.
Ma lo scarto tra previsioni e numeri reali riguarda anche quota 100. Ad oggi le domande sono oltre 122mila e Tridico respinge la proiezione della Cgil secondo cui le richieste effettivamente accolte dall’Inps nel 2019 saranno della metà della platea prevista (128mila persone rispetto a 290mila stimate). Peccato, però, che la stragrande maggioranza dei pensionandi (soprattutto pubblici) ha già prenotato l’uscita.