Roma, 5 settembre 2018 - Si delineano sempre di più i punti della manovra, vero banco di prova per il governo giallo-verde. Già di prima mattina si è riunito il vertice tra Conte, i due vicepremier, Tria e Giorgetti:  il messaggio all'Europa e ai mercati è chiaro: rispetteremo i vincoli, non faremo saltare i conti. Lo spread ringrazia aprendo ancora in calo a 263 punti base, e il vicepremier incassa anche il plauso di Confindustria.

"Abbiamo continuato a lavorare alla manovra economica e ci aggiorneremo anche domani - ha detto il premier Giuseppe Conte al termine dell'incontro - Stiamo approfondendo tutti i dettagli per varare un piano finanziario che tenga i conti in ordine e che consenta al Paese di perseguire un pieno rilancio sul piano economico-sociale: la nostra sarà una manovra nel segno della crescita nella stabilità". "In particolare - spiega Conte - stiamo lavorando alle riforme strutturali a favore della competitività del sistema-Paese che saranno parte qualificante del Piano nazionale Riforme e, quindi, parte integrante della manovra economica". 

Mentre ieri il vicepremier leghista Matteo Salvini puntava sulle promesse care alla Lega - in primis quella sulle pensioni e sulla quota 100 - in un'intervista a Radio Anch'io di stamattina il leader leghista tende la mano agli alleati di governo: "Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra, quella di ieri era una riunione dei temi economici della Lega - spiega - il reddito di cittadinanza è una battaglia dei Cinquestelle, non metto becco nei temi altrui, ma in governo siamo in due". Un modo per mettere a tacere i malumori pentastellati, ai massimi dopo i sondaggi che li danno in clamoroso affanno rispetto al Carroccio.

Da parte sua l'altro vicepremier, Luigi Di Maio, al termine del summit ha spiegato: "Flat tax e reddito di cittadinanza non sono misure alternative, le due cose sono nel contratto. Fare reddito di cittadinanza in Italia - ha aggiunto - significa aiutare le imprese e gli artigiani, perché quella gente che sarà destinaria del reddito spenderà soldi, si formerà per nuovi lavori e potremo reinserirla eliminando una parte di povertà in Italia che è quella che ci sta portando in una condizione sociale per cui le diversità aumentano". In mattinata, a Radio Radicale parla di Ilva, mostrandosi ottimista, e su  Flat tax e pace fiscale spiega: "sono tutti argomenti da contratto e devono aiutare i più deboli. Se queste misure favoriscono i più ricchi non va bene".

E ancora, in manovra "deve esserci il reddito di cittadinanza, il superamento della Fornero e gli aiuti alle imprese con gli sgravi fiscali", dice elencando le priorità. "Tutto questo si può fare tenendo i conti in ordine? Si' - aggiunge - e vedrete che la Legge di Bilancio rassicurerà i mercati, ma soprattutto rassicurerà le famiglie che hanno figli disoccupati o genitori che non riescono ad andare in pensione". 

Tornando a Salvini, il ministro dell'Interno a Radio Anch'io insiste: "la priorità della Lega per i temi economici resta la legge Fornero, palesemente sbagliata. Arrivare a quota 100 e mandare in pensione chi se lo è meritato".  E fa l'elenco degli impegni presi: "Flat tax, pace fiscale, smantellamento della Fornero: se riusciremo a farlo, come penso e come mi auguro, rispettando tuti i vincoli e le regole imposti da sopra, da sotto e di fianco saremo le persone più felici del mondo. Ma è chiaro ed evidente che se per mettere in sicurezza l'Italia, ponti, strade, autostrade, ferrovie e scuole dovessimo spendere un miliardo in piu' rispetto a quanto ci e' permesso, lo spenderemo".

Sui temi più cari ai 5 stelle, come il daspo perpetuo ai corrotti, nicchia un po': "La lotta senza quartiere alla corruzione è una priorità, e la lotta alle mafie è una priorità ancora maggiore", premette, "ma bisogna stare attenti al fatto che sino a prova contraria, sino al terzo grado di giudizio, gli italiani sono innocenti, i processi sommari non possono essere svolti in un Paese civile".

Di Maio da parte sua non fa passi indietro sul nodo Autostrade: "Ho capito che questa parola nazionalizzazione disorienta un po' perché si pensa a un ritorno dello Stato padrone, io dico che non c'è altra scelta", dice, chiarendo che "se togliamo ad Autostrade la concessione delle autostrade italiane, cosa che vogliamo fare perché il crollo del Ponte Morandi è responsabilità loro e non possiamo fargli più gestire neanche più un chilometro di autostrade, una volta che abbiamo tolto ad Autostrade la concessione, chi resta? Nessuno. Quindi l'unica unica alternativa è la gestione pubblica che ci permette di abbassare i pedaggi e tutto quello che recupereremo di soldi li potremo mettere in manutenzione di infrastrutture".

E poi c'è il tema dell'eventuale superamento del tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil per gli investimenti sarà contrattato con l'Ue. Lo ha sottolineato il vice premer Luigi Di Maio a Radio Radicale. "Vedremo -ha spiegato- in base alle esigenze perché noi siamo impegnati soprattutto a tagliare quello che non serve nei ministeri e all'interno della spesa pubblica improduttiva, poi, tutto quello che ci serve in più dovrà essere oggetto della contrattazione con l'Unione europea, del presidente del Consiglio con i leader degli altri Paesi. Inizia una fase in cui l'Italia a quei tavoli chiede di raggiungere degli obiettivi". "Stiamo decidendo come spendere i soldi che abbiamo e quanto utilizzare di investimenti in deficit per soddisfare quello che abbiamo garantito nel nostro Contratto di governo" ha detto Di Maio.

BOCCIA SODDISFATTO - "Le dichiarazioni di apertura di Salvini fanno ben sperare al nostro mondo - il leader degli industriali, Vincenzo Boccia - Oggi mi ha cambiato l'agenda". E ancora: "Mi sembra che le dichiarazioni del vicepremier Salvini vadano verso una dimensione di grande responsabilità - ha aggiunto - che significa attenzione alle regole europee e all'interno di questo una visione di piano di medio termine, si comincia ad avere un quadro molto più chiaro, un'attenzione al cuneo fiscale e, aggiungiamo noi, alla crescita e alla competitività". "Abbiamo l'impressione - ha aggiunto - che ci sia un'azione di grande senso di responsabilità nei fini corretti che il governo vuole realizzare con il suo programma".