Giornalisti davanti Palazzo Chigi per documentare il vertice di Governo (Ansa)
Giornalisti davanti Palazzo Chigi per documentare il vertice di Governo (Ansa)

Roma, 8 gennaio 2021  - Dopo tre ore e mezzo si è concluso il vertice di maggioranza sul Recovery plan a Palazzo Chigi. Una riunione caratterizzata dall'alta tensione per Italia Viva sul piede di guerra. Il Consiglio dei ministri sul Recovery plan si ipotizza potrebbe tenersi martedì. Il vertice non ha ricompattato la maggioranza: rimangono ancora irrisolti i nodi con i renziani.

Il premier Giuseppe Conte ha sottolineato gli sforzi per trovare l'accordo sulla bozza tentando di accontentare i partiti. "Ciascuna forza può riconoscere l'incidenza delle proprie proposte nella nuova bozza e apprezzare i significativi passi avanti", avrebbe detto il premier, spiegando che non si possono accogliere comunque tutte le richieste nella bozza del piano. 

Ma la bozza definitiva sembra ancora lontana dall'essere pronta, tanto che il presidente del Consiglio avrebbe prospettato l'ipotesi di tavoli tematici per definire i vari aspetti. 

La capogruppo di Italia Viva alla camera Maria Elena Boschi durante la riunione avrebbe ribadito: "Non dite che vogliamo noi rallentare il Recovery. Per noi va bene andare in Consiglio dei Ministri anche lunedì, martedì, mercoledì, quando volete. Basta che ci fate prima leggere il testo vero".

Nelle prossime ore il recovery plan nella versione integrale sarà consegnato ai ministri che avranno almeno 24 ore per leggerlo e fare osservazioni nel corso del consiglio dei ministri che dovrebbe tenersi nei primi giorni della prossima settimana.

Il premier Conte avrebbe spiegato che durante l'incontro a Palazzo Chigi "c'è stata una sollecitazione a usare in modo più deciso i prestiti del Recovery fund ma qui entriamo nel campo dei vincoli alla finanza pubblica". Ma secondo Conte "usare tutti i prestiti aumenterebbe il deficit a un punto tale da far crescere in modo insostenibile il debito pubblico. Si perderebbe il confine fra debito buono e debito cattivo, perché il debito sarebbe così imponente da risultare insostenibile. Avremmo il paradosso di un Recovery che non favorisce le nuove generazioni ma affosserebbe come un macigno il loro futuro".

Matteo Renzi in serata su Rete4 ha nuovamente criticato Giuseppe Conte. "Gli italiani non ne possono più sono sei mesi che chiediamo di portare il Recovery Plan in votazione. Anche oggi ci hanno dato una sintesi". 

Renzi chiede un maggiore ascolto di Italia Viva, pena anche lo strappo definitivo e l'addio al governo. "Se devo stare in maggioranza per non fare niente preferisco andare all'opposizione. Per me le idee sono più importanti delle poltrone. Se siamo così antipatici per non accogliere le nostre idee che si tengano le poltrone" ha concluso l'ex premier. 

E sui social ha ribadito: "Le veline di Palazzo dicono che Italia Viva 'tiene in ostaggio il Recovery plan'. Santa pazienza! Ribadiamolo: il Recovery plan non ci è stato ancora consegnato, non c'è. Lo abbiamo chiesto in Aula il 22 luglio 2020, dice che forse lo inviano domani. Altro che ostaggio! #Escilo". 

"Leggo che avrei chiesto di inserire il Ponte sullo Stretto nel Recovery. Non è così. Come ho detto oggi su Rete4 da Barbara Palombelli, comunque la si pensi sul Ponte (io sono a favore da sempre) è tecnicamente impossibile inserirlo nel Recovery Plan. Ascoltare prima di criticare?", ha anche twittato il leader di Italia viva. 

Riguardo al vertice la delegazione del Movimento 5 Stelle, composta dal capodelegazione Alfonso Bonafede, dal ministro Stefano Patuanelli, dal viceministro Laura Castelli e dal sottosegretario Laura Agea ha espresso soddisfazione per l'esito del vertice. "Abbiamo realizzato significativi passi in avanti. Abbiamo affrontato fra l'altro il tema dell'edilizia scolastica, della digitalizzazione e la necessità per la Pubblica amministrazione di garantire ai cittadini e alle imprese servizi efficienti e di qualità. Il confronto tra le parti non si è esaurito stasera, ma al termine dell'incontro possiamo registrare miglioramenti sul fronte delle politiche attive del lavoro, sul piano nazionale sulle nuove competenze, e sul piano nazionale di transizione 4.0. Infine, la decisione di prolungare il superbonus al 110% fino al 2023 per la edilizia residenziale rappresenta un intervento di grande importanza, molto atteso da imprese e lavoratori. Adesso andiamo incontro al Consiglio dei ministri della prossima settimana, in modo da poter poi consentire al Parlamento di esaminare il testo".