Marcello Foa arriva nella sede Rai di Viale Mazzini (Ansa)
Marcello Foa arriva nella sede Rai di Viale Mazzini (Ansa)

Roma, 19 settembre 2018 - La commissione di Vigilanza dà il via libera alla risoluzione che apre la strada all'elezione di Marcello Foa alla presidenza della Rai. E ripartono le polemiche. A favore del provvedimento (con una formulazione messa a punto dalla Lega) che invita il cda a indicare un nome tra i propri componenti, senza alcuna limitazione, si sono espressi il Carroccio, il M5s e Fratelli d'Italia, mentre Forza Italia si è astenuta. Contrari Pd, LeU e Pier Ferdinando Casini.

E l'opposizione insorge, annunciando ricorsi alla Corte dei Conti e ai tribunali competenti contro un'operazione ritenuta illegittima. "La risoluzione all'esame della commissione di Vigilanza Rai sulla nomina del presidente non è altro che un maldestro tentativo di dare copertura politica a un atto che ricade totalmente sulla responsabilità personale dei componenti del Cda - dice il deputato dem e vice presidente della commissione di Vigilanza Rai Antonello Giacomelli -. Non si capisce quale sia il motivo dell'ostinazione di Salvini nel non voler cambiare candidato e come sia possibile che in questa vicenda i componenti del M5S svolgano il ruolo di protagonisti e garanti di un accordo siglato ad Arcore fra Berlusconi e il leader della Lega". La Rai è diventata "merce di scambio" per un "accordo inquietante" tra Lega, Fi e M5s, aggiunge il senatore Pd Francesco Verducci, anche lui componente della commissione di Vigilanza.

"Di Maio sarà il nuovo ospite fisso alle cene di Arcore", tuona su Twitter il senatore dem Andrea Marcucci. Gli fa eco il collega Salvatore Margiotta: il Movimento "si assuma la responsabilità di aver avallato una delle operazioni di lottizzazione più feroci degli ultimi anni, con l'aggravante del beneplacito di Berlusconi". "La Rai avrà il Presidente gradito dalla maggioranza, e non è una notizia. La nuova maggioranza Lega, M5S e Forza Italia è invece una notizia", scrive sempre su Twitter Benedetto Della Vedova, coordinatore di +Europa.

Forza Italia, che la volta scorsa aveva appoggiato la bocciatura, però si difende. "Ci siamo astenuti, non abbiamo partecipato alla votazione", dice il capogruppo in commissione Giorgio Mulè. Ma poi aggiunge che rispetto alla scorsa votazione ora c'è "condivisione nel metodo e nel merito, grazie all'approvazione del nostro emendamento che prevede che il presidente nominato dal cda sarà audito prima del voto dalla Vigilanza sull'indirizzo che vorrà dare" all'azienda, consentendo la formazione per i commissari di "un'idea compiuta".

Oltre alla modifica richiesta da Forza Italia è stato approvato un emendamento di Fratelli d'Italia, con un richiamo ai pareri favorevoli alla ricandidatura di Foa depositati dalla Lega, e due di LeU: uno che impegna il cda a procedere "senza indugio", un altro a votare entro il 26 settembre. "Valutiamo la figura di Marcello Foa come libera e di stimato professionista e siamo certi lavorerà per un pluralismo dell'informazione di qualità", afferma invece un soddisfatto Massimiliano Capitanio, relatore del provvedimento.

Ora la battaglia si sposta in cda, che dovrebbe essere convocato per venerdì alle 10. Il sì a Foa dovrebbe passare con l'opposizione dei consiglieri Rita Borioni e Rodolfo Laganà. Poi prenderà l'iter, con l'audizione e la successiva votazione della Vigilanza, dovrebbe chiudersi martedì o mercoledì. E, a breve, sul tavolo del consiglio arriveranno anche le prime nomine della nuova gestione.