Luigi Di Maio, Virginia Raggi, Alessandro Di Battista (Ansa)
Luigi Di Maio, Virginia Raggi, Alessandro Di Battista (Ansa)

Roma, 6 settembre 2016 - Non si placa la bufera intorno a Virginia Raggi e alla neonata giunta romana. La tensione è altissima all'interno del Movimento 5 Stelle, dove i nervi sono a fior di pelle dopo le dichiarazioni della sindaca, che ieri alla Camera ha affermato di essere a conoscenza dell'indagine a carico dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro da luglio. Luigi Di Maio, che non sarebbe stato informato dalla sindaca sull'inchiesta ("La Raggi non inviò nessuna mail", riferiscono fonti pentastellate), ha fatto sapere che non andrà in tv stasera. Il vicepresidente della Camera avrebbe dovuto partecipare alla prima puntata di Politics su Rai3. Immediata la reazione dei social e dello stesso conduttore del talk show, Gianluca Semprini che su Twitter lancia l'hashtag #DiMaiononrisponde. In trincea anche Alessandro Di Battista che annulla la tappa del suo tour a Ischia. Nel frattempo, a Montecitorio, al termine della riunione dei parlamentari grillini, sarebbero state chieste le teste di Raffaele Marra, Salvatore Romeo, e degli assessori Paola Muraro e Raffaele De Dominicis. La Raggi non sembra intenzionata ad accettare per quanto riguarda la Muraro e De Dominicis, per cui vale la linea di "aspettare le carte".

DIRETTORIO M5S A RAGGI: VIA MURARO, DE DOMINICIS, ROMEO E MARRA - Il direttorio del M5S al termine della riunione fiume su Roma ha valutato di chiedere un passo indietro dei due assessori al Campidoglio Muraro e De Dominicis. "È una delle soluzioni", spiega Roberto Fico. "È un'ipotesi che non smentiamo", aggiunge Carla Ruocco. A quanto si apprende da fonti parlamentari il direttorio avrebbe chiesto alla sindaca Virginia Raggi di ridiscutere le nomine di Raffaele Marra (vicecapo di Gabinetto), Salvatore Romeo (capo segreteria), nonché degli assessori Paola Muraro (Ambiente) e Raffaele De Dominicis (Assessore al Bilancio in pectore). Sui primi due Raggi si sarebbe mostrata possibilista mentre, sempre a quanto si apprende non avrebbe intenzione di rinunciare ai due assessori. "La riunione non è finita, è solo sospesa e potrà continuare anche domani è una riunione in fieri". Afferma Roberto Fico. Durante la riunione è stato sentito anche Beppe Grillo.

LA RAGGI NON CEDE SU MURARO E DE DOMINICIS - La sindaca di Roma Virginia Raggi non ha intenzione di revocare gli assessori Paola Muraro e Raffaele De Dominicis dal loro mandato. È quanto si apprende da fonti parlamentari secondo le quali su Muraro Raggi segue la linea già indicata ieri, quella di aspettare le carte. Per Raffaele Marra la Raggi avrebbe intenzione, sempre per le stesse fonti, di escluderlo dal gabinetto mentre per Romeo si andrebbe verso un taglio di stipendio.

E' UNA RICHIESTA DI GRILLO  - Sarebbe lo stesso Beppe Grillo ad aver chiesto a Virginia Raggi di rinunciare ai 'fedelissimi' Raffaele Marra e Salvatore Romeo. La richiesta, che sarebbe stata avanzata dal direttorio e dal mini direttorio M5S alla sindaca di Roma, arriverebbe direttamente anche dallo stesso fondatore del Movimento. Grillo domani approda a Roma per un faccia a faccia con la sindaca. E' quanto si apprende da fonti vicine a M5s. 

RISCHIA ANCHE DI MAIO - E poi c'è il caso delle mail sull'apertura del fascicolo sulla Muraro. Comunicazioni che secondo alcuni Luigi Di Maio avrebbe ricevuto, e avrebbe taciuto. Raggi nel pomeriggio fa sapere di non aver mandato alcuna mail al vicepresidente della Camera mentre ieri aveva precisato di aver avvertito il mini-direttorio e non il Direttorio M5S. "Noi non lo sapevamo", ribadiscono Carla Ruocco e Roberto Fico. resta da sapere se il mini-direttorio abbia, o meno, avvertito un Di Maio descritto quantomai enigmatico da chi era presente alla riunione. "Non poteva non sapere", fa notare con sicurezza un pentastellato.

CASO MURARO - L'assessore capitolino continua a difendersi: dopo aver annunciato ieri di essere vittima di un attacco mediatico e non aver mai ricevuto un avviso di garanzia, ha consegnato un faldone di circa un migliaio di pagine in commissione Ecomafie che riguardano il suo lavoro come consulente di Ama e che finiranno anche sul tavolo della procura. Indagata per gestione illecita dei rifiuti, ha incontrato i magistrati  titolari dell'inchiesta e si è resa disponibile per un interrogatorio. A quanto filtra, sarebbero in molti, ai vertici pentastellati, a invocare le dimissioni della Muraro. 

L'ATTACCO DI PIZZAROTTI - "In effetti stando seduti in riva al fiume passa un sacco di gente #noleggiosalvagenti". Inizia con un tweet ironico l'offensiva di Federico Pizzarotti. Il sindaco di Parma che si autodefinisce "sospeso dal M5S e da mesi ormai in attesa di verdetto" va all'attacco dei vertici pentastellati.  E punta il dito contro il Direttorio grillino di cui chiede le dimissioni.

"Il Direttorio dovrebbe oggi rassegnare in blocco le proprie dimissioni per non aver saputo gestire il Movimento, e si dovrebbe finalmente tornare a parlare di partecipazione e di condivisione degli indirizzi politici", dopo "la nuova tegola caduta sul Movimento con le vicende del Campidoglio", ha detto il primo cittadino di Parma in una nota. 

 "Nei due anni in cui il Direttorio gestisce il M5S - ha proseguito Pizzarotti - sono stati scaricati due sindaci, di Gela e di Quarto, un terzo è stato sospeso oltre 100 giorni fa senza che esistesse una regola per farlo, ora vi è il caos a Roma, con un rimpallo di accuse tra chi dice di aver avvisato il Direttorio e chi invece sostiene di non sapere nulla dell'indagine in corso nei confronti dell'assessore Muraro. Tutto questo è stato causato da una grave mancanza di regole chiare a tutti. Da due anni chiedo una maggiore organizzazione e regole certe, condivise da tutti gli eletti portavoce attraverso un incontro pubblico, un meetup nazionale". "Invece si legge sempre più spesso di incontri a porte chiuse e decisioni prese dall'alto. Ho sempre sostenuto che le correnti interne, che esistono anche nel Movimento, o vengono palesate oppure si rischia di rimanerne schiacciati. Alla luce di tutto questo, l'Italia non si governa con due clic in rete e con decisioni calate dall'alto e a porte chiuse. Serve incontrarsi, parlarsi, organizzarsi, anche litigare e discutere. Ma serve farlo a livello nazionale e con la partecipazione di tutti".

INDAGINE SU NOMINA RAINERI - Si aggiunge a tutta la carne al fuoco di questi giorni anche la notizia di oggi di un fascicolo aperto in procura sulla nomina a capo di gabinetto di Daniela Raineri, revocata qualche giorno fa dopo il parere dell'Anac. L'indagine è un atto dovuto dopo l'esposto di Fratelli d'Italia che denunciava "un vizio di legittimità" in violazione del "Regolamento sull'ordinamento degli Uffici e servizi dell'Ente". Proprio alla revoca della Raineri era seguito l'addio dell'assessore al Bilancio Minenna e tutto il caos al Campidoglio. 

BASE IN RIVOLTA - Intanto è rivolta tra la base grillina in rete. Nel mirino finiscono un po' tutti, dall'assesore Paola Muraro, indagata per abuso d'ufficio, alla sindaca Virginia Raggi, ma anche il Direttorio: sul blog di Beppe Grillo in coda al videomessaggio di ieri della prima cittadina capitolina, si susseguono i messaggi di critica. "L'affaire Muraro/Raggi a Roma sta minando l'intero progetto del Movimento, quello originario voluto da Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo. Trasparenza, legalità, democrazia diretta, coinvolgimento della rete, nulla di tutto ciò è stato fatto in questa imbarazzante vicenda romana", scrive Fabrizio D. da Roma mentre Demetrio, da Firenze, attacca: "Mi spiace tanto dirlo ma la vicenda di Roma sta imputtanando tutto il M5S. Che si può fare? Per me prima di tutto fuori la Muraro e poi scuse della Raggi alla Roma per bene.

Su Facebook a fare da portavoce degli scontenti è Francesca De Vito, attivista pentastellata della Capitale e sorella del presidente dell'assemblea capitolina Marcello De Vito. La De Vito scrive non senza sarcasmo: "Senza parole...se la qualità non si capisce...allora cosa?". Nei giorni scorsi con un altro post aveva rappresentato lo scontento di una parte della base dei 5 Stelle criticando le nomine e la scelta di Raggi di "circondarsi di persone di fiducia". "Adesso basta" scriveva la De Vito, "dovevamo dimostrare la non continuità col passato e io da attivista lo pretendo. Che Virginia abbia sentito il bisogno di circondarsi di 'persone di fiducia' ci può anche stare, malgrado alcune scelte lascino il boccone amaro in bocca a molti. Che poi però ogni persona di fiducia, compreso Daniele, ovvero il vicesindaco Frongia, "debba circondarsi di 'amichetti di merende', questo diventa inaccettabile. Se questo è l'esempio di ciò che andremo a fare al governo...". 

RENZI: LA RAGGI MI DOVEVA CHIAMARE  - Dopo le elezioni "con la Raggi ci siamo sentiti per telefono, mi ha scritto una lettera e le ho detto che ero disponibile a incontrarci. Poi non si è fatta più viva. Immagino che adesso abbia altre priorità". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, parlando con i giornalisti a margine della registrazione di Porta a Porta.