Virginia Raggi, sindaco di Roma (Ansa)
Virginia Raggi, sindaco di Roma (Ansa)

Roma, 3 febbraio 2017 - Il caso polizze che ha coinvolto Virginia Raggi è una questione ancora da ricostruire. Ma c'è chi ipotizza che dietro all'assicurazione sulla vita da 30mila euro, stipulata Salvatore Romeo in favore della sindaca di Roma, vi sia "un giochino", un passaggio di denaro "molto meno tracciabile di una mazzetta di contanti". A parlare è Vittorio Bertola, fondatore del Movimento 5 Stelle a Torino, capogruppo in Comune all'epoca dell'amministrazione di centrosinistra e poi entrato in polemica con il nuovo corso pentastellato sotto la Mole. Il suo post, pubblicato su Facebook - quando ieri l'Espresso tirava fuori per la prima volta la faccenda - ha scatenato il dibattito in Rete. 

"La vicenda è ancora tutta da chiarire", ammette lo stesso Bertola. Che però ipotizza un meccanismo di questo tipo: "Io che voglio un favore dal futuro sindaco di Roma prima delle elezioni prendo una polizza e lo nomino come beneficiario; dopodiché, se lui vince e mi fa il favore, io faccio passare il tempo minimo necessario e poi riscatto la polizza e lui incassa, altrimenti cambio di nuovo il beneficiario e mi tengo i soldi".

La Raggi, interrogata ieri in relazione alla nomina del fratello di Raffaele Marra per cui è indagata (tutt'altra questione), ha precisato che della polizza stipulata per lei dall'ex capo della sua segreteria, era all'oscuro.

Secondo Bertola, "è vero che non è necessario che il beneficiario sia d'accordo o lo sappia, ma sarebbe piuttosto strano che io, neo-sindaca di Roma, nominassi come mio braccio destro di totale fiducia uno che mi vuole talmente male da cercare di ricattarmi a mia insaputa; e se fossi sotto ricatto, sarebbe piuttosto strano che, una volta scopertolo, invece di andare a denunciarlo - conclude - io gli triplicassi lo stipendio". 

La sindaca torna a difendersi oggi (su una questione che comunque non verrebbe ritenuta penalmente rilevante dai magistrati): "Non ho ricevuto un solo euro e sto valutando con i miei avvocati di querelare chiunque in queste ore inventi o ipotizzi che io possa aver ricevuto un vantaggio da questa operazione a me ignota totalmente fino a ieri pomeriggio", scrive la sindaca in un post su Fb. 

Per Bertola resta comunque "difficile trovare una spiegazione limpida: se anche questo fosse davvero il regalo di un amico o amante in caso di morte, promuovere e triplicare lo stipendio a un amico così stretto è altrettanto illegittimo; e se fosse un 'pre-ricatto a sua insaputa', vuol dire che la Raggi si è circondata per sua scelta di ricattatori e/o non li ha denunciati".

L'ex grillino tiene a precisare che "si sa ancora poco o niente, a partire dalle effettive condizioni di riscatto della polizza, e tutte le ipotesi sono ancora possibili". Intanto però il sasso nello stagno l'ha gettato.