Matteo Salvini al voto (Imagoeconomica)
Matteo Salvini al voto (Imagoeconomica)

Roma, 23 marzo 2018 - Nulla di fatto. Fumate nere, alla Camera e al Senato, nei tentativi di giornata di eleggere i presidenti delle Aule. A Palazzo Madama però la situazione si surriscalda: la senatrice di Forza Italia Anna Maria Bernini ha ottenuto 57 preferenze nella seconda votazione. Il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva annunciato, subito dopo la seconda chiama, che il Carroccio aveva votato per lei, smarcandosi dal nome di Paolo Romani. Poi sono state conteggiate tre schede nulle, una per Giorgio Napolitano, una per Roberto Calderoli e due per Emma Bonino. "Abbiamo votato un candidato di centrodestra, un candidato di Forza Italia, la Bernini": ha annunciato il leader della Lega dopo aver lasciato l'aula del Senato. Salvini ha detto che la scelta della Lega è mirata a "uscire dal pantano, un gesto di responsabilità all'interno del centrodestra. Il Parlamento deve lavorare. Non abbiamo chiesto niente per noi, vediamo - ha aggiunto - se il Movimento 5 stelle ha pregiudizi solo su un candidato e se altri avranno il nostro stesso senso di responsabilità". E poi in una nota: "L'unico modo per evitare l'abbraccio PD-5Stelle per eleggere il Presidente del Senato è scegliere un candidato del centrodestra che abbia il maggior gradimento possibile".

LA RABBIA DELL'EX CAV - Silvio Berlusconi è furioso: "I voti al Senato ad Anna Maria Bernini, strumentalmente utilizzata, sono da considerarsi un atto di ostilità a freddo della Lega che da un lato rompe l'unità della coalizione di centrodestra e dall'altro smaschera il progetto per un governo Lega/M5s". Berlusconi in una nota: "La candidatura di Forza Italia rimane quella di Paolo Romani, scelta concordemente tra i tre leader del centro-destra e confermata da ultimo ieri sera nella riunione dei Capigruppo di tutte le forze politiche presenti in Parlamento". Il capogruppo della Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti, interpellato sulle parole di Berlusconi, commenta: "Esagerato, gli abbiamo fatto un favore". 

CASELLATI AL SENATO POTREBBE RICUCIRE IL CENTRODESTRA - Elisabetta Alberti Casellati, già sottosegretaria e componente del Csm, potrebbe invece ricucire lo strappo nella coalizione di centrodestra. Il suo nome per il Senato sarebbe stato proposto a Berlusconi come punto di caduta tra FI e Lega e l'ex Cavaliere ci starebbe riflettendo, emerge a tarda notte. E poptrebbe incontrare anche l'ok del M5S: Di Maio, infatti, questa sera dava il suo via libera alla candidatura di Anna Maria Bernini, declinandolo a "un profilo simile".

DI MAIO DICE SI' - Il capo politico del M5S Luigi Di Maio intanto dà il suo ok: "Per la presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile".

SALVINI: ALLA CAMERA VOTIAMO CANDIDATO M5S - Matteo Salvini: "Vista la disponibilità dei 5stelle a sostenere un candidato del centrodestra alla presidenza del Senato, noi ne appoggeremo uno dei 5stelle alla presidenza Camera. Aspettiamo di conoscere nomi".

M5S: FRACCARO ALLA CAMERA - Riccardo Fraccaro è il candidato ufficiale del movimento 5 stelle per la presidenza della Camera. Lo rendono noto i capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

LA POSIZIONE DEL PD - Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria Pd, a proposito della rottura tra Fi e Lega, accusa: "Noi da giorni chiediamo vi sia la disponibilità a ragionare su profili di garanzia quello che è accaduto oggi è grave: si gioca col tema delle presidenze delle Camere per regolare rapporti di forza nelle coalizioni e tra i partiti, un processo molto grave. Mi auguro ci sia senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche per affrontare con serietà questo passaggio".

APPELLO DELLA MELONI - "Rivolgo l'ultimo appello alle forze politiche del centrodestra perché questo delicato passaggio sulle presidenze delle Camere non si risolva in un 'liberi tutti', soprattutto per rispetto dei milioni di elettori che ci hanno votato credendo nella nostra capacità di dare all'Italia un governo concreto e coeso". Giorgia Meloni esorta gli alleati e dice "facciamo tutti un passo indietro perché se ne possa fare insieme uno in avanti". "Ricordo che tutti insieme abbiamo dato la disponibilità a votare un nome di Forza Italia per la presidenza di una delle due camere, segnatamente il Senato, per favorire la maggiore coesione possibile anche in vista del percorso verso la costituzione del futuro governo. Questo lavoro lungo e prezioso non puo' essere interrotto da divergenze sui metodi o sui nomi", segnala la presidente FdI che si dice anche "disponibile a un nuovo incontro di vertice tra i partiti del centrodestra nella speranza che ci sia ancora un margine per ricomporre la coalizione". Ma "se questo non dovesse accadere - avverte Meloni - Fratelli d'Italia riunira' i suoi organi e prenderà le sue decisioni".

LA CRITICA DI NAPOLITANO AL PD - I comportamenti elettorali "hanno mostrato quanto poco avesse convinto l'auto-esaltazione dei risultati ottenuti negli ultimi anni da governi e da partiti di maggioranza", ha detto il presidente emerito Giorgio Napolitano aprendo la seduta di Palazzo Madama. "Ha contato molto - ha aggiunto - il fatto che i cittadini abbiano sentito i partiti tradizionali lontani e chiusi rispetto alle sofferte vicende personali di tanti e a diffusi sentimenti di insicurezza e di allarme". "Sulla scena politica nazionale il voto del 4 marzo ha determinato un netto spartiacque, a inequivocabile vantaggio dei movimenti e delle coalizioni che hanno compiuto un balzo in avanti clamoroso nel consenso degli elettori e che quindi di fatto sono oggi candidati a governare il paese", ha continuato Napolitano, nella veste di presidente del Senato. "Il partito che nella scorsa legislatura aveva guidato tre governi ha subìto una drastica sconfitta ed è stato respinto all'opposizione".

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La diretta da Palazzo Madama

Roberto Giachetti invece, presidente pro tempore di Montecitorio, ha lanciato un appello nel suo intervento di apertura. "La campagna elettorale è finita, si apre oggi un'altra fase. La prima azione da compiere è parlare una lingua di verità. Ebbene, la prima verità che dobbiamo rivelarci riguarda la complicità di parte di noi nella mortificazione delle istituzioni". Bisogna quindi "accrescere la consapevolezza del compito cui siamo chiamati, intervenendo sul nostro comportamento", ha detto Giachetti. "Il nostro lavoro ha bisogno di studio, di ricerca. Non di superficialità ed improvvisazione - ha sottolineato Giachetti -. Quanto più grande sarà la nostra capacità di interpretare le necessità" della popolazione, "tanto più riuscire a contribuire alla sua felicità". 

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