Roma, 21 marzo 2018 - Il centrodestra si compatta sul nome del forzista Paolo Romani per la presidenza del Senato. Il disco verde arriva al termine del vertice a palazzo Grazioli tra gli alleati Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. "Lasceremo la presidenza del Senato a Forza Italia? Se questo serve a concludere un accordo e far partire il Parlamento prima possibile, posso tranquillamente farne a meno...", dice il leader del Carroccio all'uscita dall'incontro rifiutando però di fare nomi.

"Abbiamo sancito un principio che offriamo a tutte le forze politiche che è quanto di più democratico potessimo proporre in rappresentanza del voto degli italiani", e cioè "che ognuno dei partiti rappresentati in Parlamento abbia una funzione fra presidenze e vice presidenze", prosegue. "Spero che tutti accettino. Anche la Lega rinuncerà a qualcosa - sottolinea - ma non abbiamo chiesto i voti per le poltrone ma per far funzionare il Parlamento e arrivare a un governo il prima possibile. Spero che nessuno si chiami fuori alzando il prezzo. I nomi sono gli ultimi che mi interessano".

Il nome del capogruppo azzurro però non piace al M5s, che dal canto suo è pronta a far salire Roberto Fico sullo scranno più alto della Camera. "Vogliamo dare il via a questa legislatura, per questo ci siamo confrontati e continueremo a farlo con tutte le forze politiche - dice la capogruppo in pectore a Montecitorio, Giulia Grillo -. Allo stesso tempo però non veniamo meno ai nostri principi, per cui non voteremo persone indagate o sotto processo. Gli italiani hanno bisogno di risposte ai loro problemi, concentriamoci su quello". 

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Dichiarazioni subito girate in forma di domanda allo stesso Salvini: dunque per chiudere l'accordo sulle presidenze di Camera e Senato i 5 stelle devono rinunciare al veto sui condannati? "No, devono esserci nomi e cognomi condivisi da tutti. Penso che ogni partito possa avere nomi e cognomi condivisi da tutti", replica il leader della Lega. 

Il tutto mentre il Pd annuncia che "non può partecipare a incontri i cui esiti sono già scritti". "Se c'è già un accordo sulle presidenze da parte di qualcuno è bene che chi l'ha fatto se ne assuma tutta la responsabilità", fanno sapere i dem con riferimento alla proposta del centrodestra di un incontro domani con tutti i partiti sulla presidenza delle Camere. Una decisione confermata dallo stesso segretario reggente Maurizio Martina, che però questa sera incontrerà a Roma i dirigenti nazionali del partito da Michele Emiliano a Gianni Cuperlo, da Andrea Orlando a Graziano Delrio. Assenti Matteo Renzi, che non dovrebbe nemmeno partecipare all'assemblea congiunta dei gruppi in programma per domani, Luca Lotti e Maria Elena Boschi, ufficialmente per impegni istituzionali.

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