Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in una immagine del 13 novembre 2019.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in una immagine del 13 novembre 2019. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Roma, 19 dicembre 2019 - La maggioranza ha trovato la quadra sulla riforma delle intercettazioni, scritta dall'ex ministro Andrea Orlando e che ora verrà parzialmente corretta. Via libera durante un vertice sulla giustizia che ha convalidato anche l'avvio della prescrizione dal primo gennaio mentre la riforma delle intercettazioni targata Orlando dovrebbe essere corretta già questo sabato in un consiglio dei ministri che prorogherà la partenza della delega Orlando al prossimo due marzo.

"Sono molto orgoglioso del fatto che il primo gennaio entra in vigore la riforma della prescrizione: tutti sanno quanto ci abbiamo creduto" esulta il ministro Alfonso Bonafede. Italia Viva, durante il vertice, aveva chiesto un rinvio della partenza, come per la riforma Orlando. "Nel vertice è stato constatato che la legge sulla prescrizione entrerà in vigore il 1 gennaio. Dal 7 ci metteremo al lavoro per ridurre i tempi dei processi" annuncia Bonafede assicurando di non avere "alcuna preclusione" su questo tema: "ho dato disponibilità a rivederci per accelerare i tempi del processo perché è questo che vogliono tutti i cittadini, tutti gli addetti ai lavori".

Quanto alle modifiche la legge Orlando sulle intercettazioni sarà corretta in due punti: "il pubblico ministero (e non più la polizia giudiziaria, ndr) torna ad avere la supervisione nella scelta tra intercettazioni rilevanti e non rilevanti; per il difensore ci sarà la possibilità di richiedere una copia solo delle intercettazioni rilevanti. Quelle irrilevanti le potrà ascoltare e se c'è divergenza sulla rilevanza o meno di queste si andrà dal pm" spiega il guardasigilli.

Intanto alla Camera l'ufficio di presidenza della commissione Giustizia ha stabilito l'8 gennaio come termine per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge Costa volta a cancellare lo stop alla prescrizione dopo il primo grado. "Peccato che la riforma entrerà in vigore sette giorni prima, il primo gennaio 2020: a quel punto ci diranno che ormai i buoi sono scappati e non sarà più possibile rimediare" commenta il firmatario della proposta, il responsabile azzurro per la giustizia Enrico Costa che definisce uno "scambio di doni natalizi" il via libera alla riforma Orlando e l'ok alla partenza della riforma della prescrizione senza correttivi.

Anche il Pd ha infatti sottoscritto la decisione della presidente 5Stelle della commissione Giustizia sulla data per il termine per gli emendamenti.