Il ministro Bonafede all'Aria che tira (LaPresse)
Il ministro Bonafede all'Aria che tira (LaPresse)

Roma, 6 dicembre 2019 - Resta alta la tensione nella maggioranza sulla prescrizione. Da una parte Pd, e Iv, dall'altra il M5s. Il dibattito tra le due forze di maggioranza verte sull'entrata in vigore dello stop della prescrizione dopo il primo grado di giudizio dal primo gennaio, con i toni che non accennano a placarsi. Ma nel pomeriggio dai dem si apre uno spiraglio, come conferma il vice segretario del Pd Andrea Orlando. Sul tavolo il Pd avrebbe messo la proposta di una sospensione dei termini della prescrizione solo per due (o, al massimo, tre) anni, dopodichè inizierebbe nuovamentea decorrere. "Non è l'unica ipotesi su cui lavoriamo", sottolineano fonti dem, "sono due o tre le possibili strade" per impedire l'entrata in vigore così com'è della riforma Bonafede dal primo gennaio. Ma, spiegano fonti pentastellate che si occupano della materia, quella dello stop per 24 mesi della prescrizione dopo il primo grado di giudizio "al momento è una ipotesi che non trova riscontro". Insomma, una possibile intesa non è ancora all'orizzonte, ma si lavora per evitare uno strappo irrecuperabile tra alleati.

Prescrizione: scintille M5S-Pd

Dopo l'aut aut di Luigi Di Maio ai democratici, oggi il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci aveva messo in guardia gli alleati: "Io credo che Di Maio debba cambiare anzitutto i toni e i modi con cui si confronta con un alleato leale con il Pd". Immediata la replica dal M5s che ha chiesto nuovamente di non rinviare l'entrata in vigore della prescrizione prevista il 1 gennaio: "Con le minacce non si va da nessuna parte. E' opportuno, invece, dimostrare chiaramente di essere leali e andare avanti in maniera compatta. Con la riforma della prescrizione abbiamo la possibilità di mettere la parola fine all'era Berlusconi che ha fatto solo del male al nostro Paese. Siamo certi che il Pd farà la scelta giusta pensando all'interesse dei cittadini".

Dichiarazioni a cui è seguita una controreplica di Marcucci, con un tweet: "La riforma della prescrizione è nelle mani del Presidente Conte, non certo delle veline del M5S. Serve un intervento correttivo, decida Di Maio se vuole condividerlo con la maggioranza, o lasciare che il Parlamento si esprima liberamente". 

Bonafede

Il ministro della Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede ha chiarito: "Io mi rifiuto di pensare che una maggioranza in cui c'è il MoVimento 5 Stelle e il centrosinistra possa mettere in crisi un governo sulla prescrizione", per poi precisare di non voler "rompere con nessuno", anche perché "convinto che con questa maggioranza ci siano praterie per lavorare sulla giustizia". Il ministro ha successivamente posto l'accento sul fatto che "c'è un emiciclo parlamentare critico verso la prescrizione, ma fuori il 60% dei cittadini è a favore, un numero enorme, vuol dire che c'è uno scollamento importante tra cittadini e partiti". 

Opposizione critica

Critico sulla proposta dei 5Stelle anche Matteo Salvini, leader del Carroccio. "Qualcosa che evita un danno per gli italiani lo voto anche con Topolino", ha dichiarato il leghista su Sky TG24, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse disposto ad appoggiare un provvedimento per contrastare l'inizio della prescrizione dal 2020 insieme a PD, Forza Italia e Italia Viva."Votammo - ha spiegato Salvini - chiedendo il rinvio di un anno perché il blocco della prescrizione andava inserito in un pacchetto. Il ministro Bonafede ci disse che in un anno avrebbe fatto la riforma del processo penale, poi è scomparso".

Le divisioni sulla giustizia sono il vero fronte aperto nella maggioranza e il più insidioso secondo la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, intervenuta su Radio 24. "Zingaretti, Orlando e Renzi vogliono davvero fermare questa deriva giustizialista? Sostengano subito la proposta di legge Costa che cancella immediatamente la cattiva riforma del Guardasigilli grillino. Altre strade hanno il sapore di una presa in giro nei confronti dei cittadini. Manca meno di un mese all'entrata in vigore di questa assurda norma, non c'è tempo per la palude, serve agire in fretta". Questo l'appello di Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Italia Viva raccoglie l'invito: "Sosteniamo la proposta Costa, era vice ministro del nostro governo, e ha lavorato con il ministro Orlando a una riforma che era la nostra riforma e ora si limita a chiedere di tornare alle proposte dei governi Renzi e Gentiloni" ha dichiarato Maria Elena Boschi.