Il leader di Italia Viva Matteo Renzi (Ansa)
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi (Ansa)

Roma, 10 febbraio 2020 - E' ancora alta nella maggioranza la tensione sulla riforma della prescrizione. Italia Viva, che non ha votato l'accordo raggiunto nella maggioranza sul cosiddetto 'lodo Conte bis', resta sulle barricate. "Non molliamo", annuncia Renzi. E si preannuncia un altro scontro che potrebbe arrivare già domani, nelle commissioni competenti, durante il confronto sul dl Milleproroghe. Il renziano Giachetti ventila, in mancanza di cambiamenti, la possibilità di presentare una mozione di sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. Dall'opposizione, intanto, Forza Italia spiega di essere pronta a chiedere un incontro al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella se l'emendamento dovesse entrare nel dl.

"Dopo che per tre giorni gli spin del Pd avevano spiegato che Renzi era nell'angolo oggi emerge la verità: quel che resta della maggioranza non ha ancora deciso che cosa fare sul Lodo Annibali. E Iv non indietreggia. Se ci sarà la richiesta di un voto di fiducia sul governo, Iv rilancerà sulla mozione di sfiducia al Senato dove Renzi è convinto di portare tutti i voti di IV, le opposizioni (difficile ipotizzare il soccorso azzurro proprio sulla giustizia) e qualcuno anche del Pd. Il ministro Bonafede sarebbe costretto a dimettersi", fanno sapere fonti di Italia Viva.

"Per giorni hanno detto che Italia Viva avrebbe mollato e che mi sarei venduto per due poltrone. FAKENEWS! Non si molla! Se davvero presenteranno decreto o emendamento su prescrizione noi voteremo contro. Si tengano le loro poltrone, noi ci teniamo i nostri valori. Sui diritti dei cittadini non si fanno pasticci da azzeccagarbugli. A testa alta", ha tuonato Renzi.

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha subito replicato: "Nessuno abusi del senso di responsabilità e della pazienza del Partito democratico". "Se un partito di maggioranza minaccia di sfiduciare un ministro, sta minacciando di sfiduciare l'intero governo", sottolinea Dario Franceschini

"Se intendono aprire la crisi di governo lo dicano chiaramente e si faccia secondo modi e procedure istituzionali", erano state le parole del capo politico M5S Vito Crimi. "A quel punto gli italiani sapranno chiaramente chi vuole fare il loro interesse e chi no".