Matteo Renzi (ImagoE)
Matteo Renzi (ImagoE)

Roma, 7 febbraio 2020 - La maggioranza trova un accordo sulla prescrizione ma si spacca. L'intesa è tra Pd, M5S e Leu con il no di Italia VivaRenzi assicura che non vuole far cadere il governo, ma dice: "Il compromesso trovato ieri è un passo avanti ma per noi non è sufficiente" perché mantiene "un principio giustizialista".

A giudizio del leader di Italia Viva "questo accordo a tre, a mio sommesso avviso, non ha la maggioranza in Parlamento". A chi gli chiede se Conte potrà trovare 50 centristi pronti a sostenere il governo ribatte: "Io non ho problemi su questo, se lui trova i voti nel mondo della destra io sono contento per loro, un pò meno per il Paese, ma noi non lo faremo. La mia impressione è che abbiano fatto male i conti, rischiano di fare un pasticcio".

Renzi tuttavia smentisce le indiscrezioni che parlano di un appoggio esterno del suo partito, Italia Viva. "Un appoggio esterno significherebbe che dovremmo far dimettere i nostri ministri: Bellanova è la numero uno sull'agricoltura, Bonetti sta lavorando bene, il sottosegretario Scalfarotto è l'unico che capisce di export. Noi non vogliamo lasciare. Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d'ora", ha detto Renzi a Radio Capital. "Siamo una forza riformista, non cediamo al populismo nella giustizia. Non ce ne andiamo ma se ci vogliono cacciare, ce lo dicano".

"Sulla prescrizione è evidente, sono stati fatti sostanziali passi avanti e il ministro ha sostanzialmente cambiato posizione. Questa è la verità, tutto il resto è propaganda di chi piccona alleati e non avversari, di chi porta avanti una posizione che sta diventando ambigua", ha detto il segretario del Pd Nicola Zingaretti.  

"Gli italiani si aspettano risposte e concretezza, non litigi e rinvii", ha scritto il premier Conte su Facebook.