Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia (ImagoE)

Roma, 9 novembre 2018 - Nessun cedimento a Salvini perché "la prescrizione non è legata alla riforma del processo penale". Il ministro della Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede, interviene sull'intesa raggiunta ieri tra M5s e Lega. Ospite a 'Circo Massimo' su Radio Capital, il Guardasigilli rassicura anche sui tempi. "Non ci sarà nessun rinvio": la riforma della prescrizione - dice - "sarà approvata con il ddl anticorruzione" ed "entrerà in vigore nel gennaio 2020". 

Il ministro torna a spiegare i termini dell'accordo di governo raggiunto. "Ieri è andata così - racconta - ho detto che non ci sono dubbi che dobbiamo scrivere una riforma del processo penale e lo abbiamo messo nero su bianco, io non vedevo l'ora". La legge delega sul processo penale "dovrà prevedere che l'approvazione ci sarà entro dicembre 2019. Questo l'accordo politico",sottolinea Bonafede. "Ma nella legge anticorruzione che entrerà in vigore a gennaio non c'è alcun collegamento con un'altra legge", aggiunge rispondendo così anche alla collega della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno.

Il titolare della Giustizia punta il dito poi contro "Forza Italia e il Pd che hanno alzato le barricate proprio sull'inserimento del provvedimento nel ddl anticorruzione". "Basta solo questo per dire quanto sia importante questa legge", che "smaschera ulteriormente il partito del Nazareno".

Quanto alle preplessità sollevate dal membro del Csm Piercamillo Davigo sul fatto che gli effetti si vedranno solo tra molti anni, Bonafede spiega di notare "un certo pessimismo". "Rispetto ciò che dice, ma tra un anno tutti i reati commessi a partire dall'entrata in vigore della riforma non saranno soggetti alla vecchia prescrizione, non rimarranno più impuniti per prescrizione - dice Bonafede -. E' da 20 anni che si parla di questa legge. E' una rivoluzione di legalità". E aggiunge che sono in arrivo assunzioni nella Giustizia con gli stanziamenti - di circa 500 milioni di euro - previsti nella manovra. In particolare, si prevede "l'ampliamento della pianta organica dei magistrati di 600 unità". "Dovranno essere fatti concorsi, ma alcuni entreranno in tempi brevi sulla base di concorsi che si sono già svolti", prosegue il Guardasigilli, mentre per il personale amministrativo sono previste assunzioni "all'inizio del 2019, per alcune migliaia già in graduatoria". 

Un'ultima nota poi su uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. "Rivedere il reddito di cittadinanza? Nella maniera più assoluta, no. Non abbiamo messo il reddito di cittadinanza in manovra perché deve essere ancora scritto nei dettagli, dettagli che meritano un approfondimento", conclude.

SALVINI - Sul tema è intervenuto anche Matteo Salvini. "Se io facessi entrare in vigore oggi la prescrizione sarebbe un disastro: i tribunali salterebbero, i processi arriverebbero a durare 20 anni", ha detto il ministro dell'Interno a margine di un convegno all'università Lumsa a Roma. "Quando prendo un accordo lo mantengo - ha aggiunto - l'accordo è che la prescrizione entrerà in vigore entro gennaio 2020, se vi sarà in vigore a quella data la riforma dell'intero processo penale per ridurre i tempi".

image