Il ministro Bonafede e il premier Conte (ImagoE)
Il ministro Bonafede e il premier Conte (ImagoE)

Roma, 13 febbraio 2020 - Frizione nel governo giallorosso per il dossier giustizia. Italia Viva insiste nel suo 'no' sulla prescrizione, ma per il premier Giuseppe Conte "i ricatti non sono accettati". Così il governo dà un'accelerata e, in serata, il Cdm dà il via libera al ddl sulla riforma del processo penale in cui è contenuto anche il lodo Conte bis. Il disco verde per modificare la riforma Bonafede siglata la settimana scorsa arriva da M5S, Pd e Leu, mentre le ministre renziane Teresa Bellanova ed Elena Bonetti disertano la riunione (la prima perché impegnata in una visita istituzionale a Mosca).

E, in conferenza stampa, Conte ringrazia "tutte le altre forze politiche che hanno partecipato a questa mediazione" e non risparmia critiche al gruppo di Matteo Renzi. "Se un giocatore è falloso nei confronti della propria squadra si rischia di perdere. Per vincere dobbiamo essere tutti nella stessa squadra", dice il presidente del Consiglio, che in precedenza aveva avuto un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Nei confronti dei parlamentari di Iv c'è la massima disponibilità a confrontarci con loro ma se il risultato deve essere 'o accettate la nostra posizione o non si potrà chiudere nulla', voi capite che non c'è alcuna possibilità di trovare una convergenza", aggiunge. E ai giornalisti che gli chiedono se sia pronto a sostituire Italia Viva risponde. "Non è nel mio stile, mentre governo con un determinato assetto, lavorare per sostituire un gruppo parlamentare a un altro. Non è nell'orizzonte delle mie facoltà e delle mie possibilita'. Non l'ho fatto e non lo farò". Quindi ribadisce: "Iv chiarisca se si sente in condizioni di offrire un contributo, dopodiché valuteremo". 

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Botta e risposta Conte-Renzi

Italia Viva vota tre volte in due giorni su prescrizione e autostrade con il centrodestra. E' troppo, quanto meno per Conte. "Credo che Iv debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani", dice il presidente del Consiglio definendo "surreale, paradossale", l'atteggiamento del partito di maggioranza. Atteggiamento che, sottolinea, "ci si aspetterebbe da un partito di opposizione che fa un'opposizione aggressiva e anche un po' maleducata". 

Conte è durissimo: "Qui i ricatti non sono accettati, così come penso di non farne io. Non si può pensare di votare" un provvedimento "con le opposizioni".  E ancora: "Da parte mia Iv è più che rispettata, se facessimo l'elenco delle misure approvate, quelle targate da loro sarebbero anche in vantaggio". Per Conte "il clima non può essere questo, serve uno spirito costruttivo e mettere da parte gli smarcamenti. Io siedo sempre al tavolo e ascolto tutti". Quindi l'avvertimento: "Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale non sarebbe un fatto da trascurare, la riterrei un'assenza ingiustificata". 

E a stretto giro di posta arriva la replica di Matteo Renzi: "Presidente la palla tocca a te. Noi non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche - dice il senatore fiorentino -. Tu puoi cambiare maggioranza, presidente del Consiglio. Se noi siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Non puoi dire che siamo opposizione maleducata: se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano". E in serata rilancia:  Se qualcuno vuol fare la ruota di scorta senza incidere, che si accomodi. Ma chi vuole stare con noi sappia che noi siamo alleati, non sudditi".

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Bellanova: pensiamo alla crescita

Da Mosca, a margine della visita al Prodexpo, la ministra dell'Agricoltura commenta così l'ennesimo stop alla sintesi sul dossier prescrizione: "Ora sarà bene che il governo, anziché perdere tempo su norme che Italia Viva non sosterrà mai, inizi ad affrontare i temi che devono essere al centro dell'agenda del Paese e ripartire dalla crescita e da un modello di sviluppo che deve generare opportunità di lavoro".
E aggiunge: "Non si tratta di fare un baratto tra posizioni di governo e diritti dei cittadini: per noi il diritto dei cittadini ad avere una giustizia giusta è indiscutibile".

Orlando: si può pure tornare al voto

L'esponente Pd, ex ministro della Giustizia, sottolinea: "Il problema è che le scelte si devono fare dentro maggioranza, noi lavoriamo per rimodulare la prescrizione, dà più risultati fare cose dentro maggioranza che non con blitz con l'opposizione, indebolisce il governo e non credo che questo convenga anche perché le priorità sono altre". Parlando a Skytg24 il vicesegretario dem aggiunge: "Non mi piacciono i toni né da Iv né da Bonafede, bisogna trovare in concreto la soluzione, non si tratta di slogan ma di meccanismi per giusto processo". Inoltre lasciare il governo "impantanato all'infinito" sulla prescrizione "non è un bene per il governo, ma i governi possono cambiare e si può andare a votare". E rispetto all'ipotesi di dar vita a nuove maggioranze in caso di crisi replica secco: "Non siamo interessati a questo disegno".

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