Il deputato Enrico Costa (Ansa)
Il deputato Enrico Costa (Ansa)

Roma, 19 febbraio 2020 - Lite con urla e momenti di alta tensione in commissione Giustizia alla Camera, che oggi ha votato e soppresso la proposta di legge del forzista Enrico Costa che mirava ad abrogare la riforma della prescrizione entrata in vigore lo scorso 1° gennaio. M5s, Pd e Leu hanno prevalso per un solo voto (decisivo come in gennaio quello della presidente, la pentastellata Francesca Businarolo). Le opposizioni però sono insorte: Costa e Cosimo Maria Ferri (Italia Viva) hanno protestato perché non è stato permesso di far votare Alessandro Colucci, del Misto, che aveva una delega e avrebbe votato contro la soppressione.

L'esito della votazione sull'emendamento M5s soppressivo della pdl Costa è stato di 24 voti a favore e 23 contro. Lo stesso Costa, in aula di Montecitorio, ha chiesto che venga analizzato quanto accaduto, mentre la presidente Businarolo ha motivato la decisione spiegando che "il deputato Colucci non era stato designato sostituto". Il presidente della Camera, Roberto Fico, si è riservato di verificare.

Intanto il Pd punta il dito contro Italia Viva, "che ha votato ancora una volta insieme alle opposizioni, compiendo l'ennesima provocazione nei confronti del governo".  "Questa guerriglia quotidiana di Renzi è diventata ormai insopportabile perché mina alla base la tenuta del governo, con il rischio di conseguenze pesanti per il Paese", dice, in una nota il vicecapogruppo dem alla Camera Michele Bordo. "Una cosa è certa: in questo modo - sottolinea - è davvero complicato andare avanti. Italia Viva chiarisca subito la sua posizione perché non è possibile stare contemporaneamente all'opposizione e al governo. Per quanto ci riguarda, non saremo disponibili a tollerare ancora per molto questa situazione. Renzi si assuma le responsabilità di fronte al Paese se ha deciso di favorire il ritorno di Salvini e della destra".