Roma, 8 novembre 2018 - L'accordo sulla prescrizione tra Salvini e Di Maio è stato trovato. La norma resta nel ddl anticorruzione ma entrerà in vigore a gennaio 2020. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede uscendo dal vertice a Palazzo Chigi con Salvini, Di Maio, Conte e la Bongiorno. "Ci sarà la riforma della prescrizione", nel ddl anticorruzione, "che prevede l'interruzione dopo la sentenza di primo grado ed entrerà in vigore tra un anno con tutta la riforma del processo penale", ha detto Bonafede.

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COSA PREVEDE - L'intesa prevede sostanzialmente il 'congelamento', per un anno dalla sua approvazione, dell'entrata in vigore dell'emendamento che blocca la prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado, per tutti i reati. La norma, voluta dai 5 stelle e contestata dalla Lega, rimarrà nel disegno di legge anticorruzione all'esame delle commissioni alla Camera. Ma "paralellamente e contestualmente", hanno spiegato sia Bongiorno che Bonafede, al termine della riunione, si lavorerà a una "legge delega per la riforma del processo penale" che, stando a quanto anticipato da Salvini, "sarà all'esame del Senato la prossima settimana".

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SALVINI - "Accordo trovato sulla riforma della prescrizione, ma solo con tempi certi", sono state le parole di Salvini. "La mediazione è stata positiva, l'accordo è stato trovato in mezz'ora - ha continuato Salvini -. Voglio tempi brevi per i processi. In galera i colpevoli, libertà per gli innocenti". "Anche se dovesse cadere il governo la prescrizione entrerà in vigore comunque dal primo gennaio 2020", specifica il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro.

DI MAIO - "Ottime notizie", ha scritto su Facebook l'altro vicepremier, Di Maio, "Basta impuniti: a norma sulla prescrizione sarà nel disegno di legge anticorruzione. E entro l'anno prossimo faremo anche una riforma del processo penale. Processi brevi e con tempi certi. Finalmente le cose cambiano davvero".

SFIORATA RISSA IN COMMISSIONE - Ma dopo che è stato votato l'allargamento del perimetro del ddl anticorruzione alla prescrizione, in Commissione Affari costituzionali e Giustizia della Camera è stata sfiorata la rissa. L'intervento di un congruo numero di commessi ha evitato il contatto fisico tra alcuni esponenti delle opposizioni e quelli della maggioranza. Le opposizioni contestano che sia stata effettuata la votazione.

FI OCCUPA I BANCHI DEL GOVERNO - E a Montecitorio si scatena la rivolta: Pd e Forza Italia vanno all'attacco nell'Aula della Camera sulla validità della votazione nelle commissioni: in Aula reclamano la immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo. Durante l'occupazione dei banchi del governo, i deputati di FI urlano in coro: "Forza Italia, all'attacco!", usando il refrain di Carlo Fatuzzo, il leader del partito dei pensionati eletto nelle liste di FI, che alla fine di ogni seduta interviene con l'urlo "Pensionati, all'attacco!".

PENALISTI IN SCIOPERO - Insorgono anche i penalisti. Contro le "sciagurate iniziative" dell'attuale maggioranza di governo sulla giustizia penale, a cominciare dalla riforma della prescrizione, l'Unione delle Camere penali ha proclamato quattro giorni di sciopero, da martedì 20 a venerdì 23 novembre. L'annuncio è contenuto in una nota in cui si parla di "controriforma autoritaria della giustizia penale".