Giovedì 18 Luglio 2024
BRUNO
Politica

Premierato, non c’è spazio per le ambiguità

Il centrodestra non ha ancora raggiunto un accordo sui poteri del presidente del Consiglio eletto direttamente dal popolo. Il punto centrale di disaccordo riguarda la facoltà del premier di chiedere e ottenere lo scioglimento delle Camere.

Vespa

Il centrodestra non ha ancora raggiunto un accordo sui poteri del presidente del Consiglio eletto direttamente dal popolo. Un nuovo tassello è la possibilità di chiedere al capo dello Stato la revoca dei ministri. Una cosa sensata per evitare le situazioni assurde capitate in passato. Si limita inoltre a due il numero dei mandati del presidente del Consiglio e si toglie dal progetto l’assurdo costituzionale di un premio di maggioranza del 55 per cento che andrà regolato per legge. Ma il punto centrale sul quale c’è disaccordo è la facoltà del premier di chiedere e ottenere lo scioglimento delle Camere. Un aspetto equivoco del progetto di base è la possibilità che – caduto il presidente eletto per qualche ragione – gli subentri un secondo premier scelto all’interno della maggioranza. Bene, ma come si fa a evitare che il secondo abbia poteri maggiori del primo? Secondo Meloni e Tajani, il secondo premier dovrebbe entrare in carica solo per morte e impedimento del primo. Secondo la bozza Calderoli cara alla Lega, il premier eletto potrebbe sciogliere le Camere solo se sfiduciato dal Parlamento. Ma nessuno che nella maggioranza pensasse a un ribaltone avrebbe il coraggio di votare contro il suo premier perché alle elezioni verrebbe massacrato. E infatti nel ’95 Bossi tradì Berlusconi solo dopo aver avuto da Scalfaro la garanzia che non avrebbe sciolto le Camere. Se invece il premier ricevesse la sfiducia su un provvedimento sul quale il suo governo l’ha messa, non potrebbe chiedere lo scioglimento delle Camere, ma dovrebbe dimettersi. Gli subentrerebbe il secondo premier più forte di lui perché sarebbe l’ultimo e avrebbe in mano, lui sì, le chiavi dello scioglimento delle Camere. Fratelli d’Italia teme che Salvini voglia lasciarsi le mani libere e ingabbiare Meloni in un secondo eventuale mandato.

Vero? Falso? L’unica raccomandazione alla maggioranza è che se vuole modificare la Costituzione in maniera così sostanziale, lo faccia con chiarezza senza margini di ambiguità per l’oggi e per il domani.