Roma, 16 agosto 2018 - E' guerra aperta tra il vicepremier Luigi Di Maio e l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, con pesanti accuse al vetriolo, dopo la tragedia del ponte Morandi di Genova, che chiama in causa Autostrade per l'Italia e Benetton, e dopo la decisione del governo di revocare la concessione alla società. Di Maio tira dritto per la sua strada e garantisce che “lo Stato non pagherà penali ad Autostrade”. Poi arriva il siluro nei confronti di Renzi e del Pd. “A me la campagna elettorale non l'ha pagata Benetton – scandisce –, quindi abbiamo la libertà di poter recedere da questi contratti”. “Noi non facciamo le proroghe e le norme di notte come si faceva prima – continua -. Nello Sblocca Italia, nel 2015, fu inserita una norma nella notte che prorogava la concessione ad Autostrade per l'Italia, in barba a qualsiasi regola sulla concorrenza, senza fare più le gare. Sono state fatte delle regole perché legalmente si finanziavano campagne elettorali a destra e a manca” accusa il vicepremier.

Il leader del M5S non cita esplicitamente il Pd, ma ovviamente è verso il Nazareno che sono dirette le sue parole. Renzi replica immediatamente a muso duro sui social: “Chi come Luigi Di Maio dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. In entrambi i casi, la verità è più forte delle chiacchiere: il mio Governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda”. E sbotta: “Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del vicepresidente del Consiglio”.

Parole che non servono minimamente ad arginare l'attacco di Di Maio: “Renzi dice che Benetton non ha finanziato il Pd nè la Leopolda. Non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero” replica all'ex segretario Pd su Facebook e lo invita a pubblicare "tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate”. “Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto – avverte il capo politico del M5S - e il marcio verrà a galla. Inizino spiegando il perché dell''emendamento vergogna' nella legge di Bilancio del 2017 che permette ai concessionari delle autostrade di moltiplicare ulteriormente gli strepitosi guadagni ottenuti al casello facendosi in casa, con le proprie aziende, una bella quota dei lavori di manutenzione senza dover ricorrere alle gare. Tanti, troppi favori da giustificare. Se non ci diranno perché, lo scopriremo noi".

Di Maio conclude con un'altra stoccata al Pd e a Benetton, i cui vertici, per il momento, ha dichiarato il vicepremier, “non mi sento umanamente di incontrare, lo farò, virtualmente, nella fase di contraddittorio quando ritireremo loro la licenza”. “Ci sono morti sotto le macerie, feriti negli ospedali e soccorritori al lavoro da due giorni e dal gruppo Atlantia dei Benetton arrivano discorsi sul 'valore residuo' e dal Pd questi attacchi politici indegni, dopo tutti i favori fatti ad Autostrade per l'Italia” rincara la dose il vicepremier.