21 dic 2016

Poletti, bufera per le frasi sui giovani. Speranza: "Via voucher o sfiducia"

Mozione di M5S, Lega Nord e Sinistra Italiana. Esposto in procura della Lega sui soldi pubblici al giornale diretto dal figlio del ministro

GIULIANO POLETTI
Giuliano Poletti (Imagoeconomica)

Roma, 21 dicembre 2016 - E' bufera politica sul ministro del Lavoro Giuliano Poletti dopo le dichiarazioni sui giovani italiani costretti a cercare lavoro all'estero. Nei suoi confronti è stata depositata questa mattina al Senato una mozione di sfiducia  firmata dai senatori di Sinistra italiana, del Movimento 5 Stelle, della Lega nord e di alcuni senatori del gruppo Misto. Ma non sono solo le opposizioni a scagliarsi contro il ministro del Lavoro. A mettere a rischio la sua posizione arriva il tweet del leader della minoranza Pd Roberto Speranza: "Lettera aperta al ministro Poletti: via i voucher o sfiducia". Il tweet rimanda a una lettera di Speranza pubblicata sul suo blog dell'Huffington Post. "Caro Poletti - esordisce il deputato Pd -, le tue parole sui giovani italiani che vivono all'estero sono sinceramente indifendibili. In queste ore hanno provocato sgomento e rabbia dentro la generazione più debole del nostro Paese. Una generazione che purtroppo vede poche prospettive nell'incertezza del futuro e troppe ansie e preoccupazioni nella durezza del presente".

Nell'occhio del ciclone le dichiarazioni in cui Poletti riferendosi ai giovani italiani emigrati all'estero per cercare lavoro diceva: "Alcuni meglio non averli tra i piedi". "Affermazioni gravissime", si legge nella mozione presentata alla Camera. Dove si ricorda anche la dichiarazione "inaccettabile e che compromette la libertà di voto dei cittadini" del Ministro Poletti sulla possibilità di evitare il referendum sul Jobs Act grazie allo scioglimento delle camere e alla convocazione delle elezioni politiche. Ma non è finita. La bufera monta ancora di più dopo la notizia circolata in rete del mezzo milione di euro di contributi pubblici ricevuti da Manuel Poletti, figlio del Ministro e direttore del settimanale Sette Sere. La Lega Nord per voce del segretario provinciale di Ravenna, Samantha Gardin, annuncia "un esposto in Procura e alla Guardia di Finanza per verificare la regolarità dei contributi all'editoria concessi a Poletti Jr con suo padre nel ruolo di Ministro". "E' evidente che sulla vicenda si deve andare a fondo - dichiara Gardin - per questo motivo nei prossimi giorni ci muoveremo per presentare un esposto in Procura e far luce sulla effettiva regolarità nella procedura di assegnazione ed erogazione del contributo nonché sull'assenza di qualsiasi interferenza nel processo valutativo".

E il caso esplode anche sui social network, dove impazzano le polemiche. Un mare di commenti, circa 2.200, seguono la dichiarazione video fatta ieri dal ministro su Facebook per scusarsi e spiegare, contestualizzando, cosa avrebbe voluto dire sui giovani che vanno all'estero. Bersaglio delle critiche è anche il figlio Manuel Poletti, direttore di Setteserequi, il settimanale della provincia di Ravenna che ha ottenuto in tre anni oltre mezzo milione di euro di contributi pubblici. Oggi in un'intervista del Fatto Quotidiano si è difeso: "Io mi sporco anche le mani, vado in tipografia e carico in auto i giornali. Da 20 anni faccio il giornalista. Nella nostra cooperativa abbiamo soltanto contratti part-time. Io guadagno circa 1.800 euro al mese". Accuse contro Poletti piovono anche dalla pagina Facebook di Beppe Grillo, dove si prende di mira il 42enne figlio del ministro. "Lui non deve emigrare", scrive sul social network il leader dei 5 Stelle, rimandando al suo blog. Il M5s ha presentato una mozione di sfiducia anche alla Camera. 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?