Tappi di plastica (Ansa)
Tappi di plastica (Ansa)

Roma, 10 novembre 2019 - La manovra di bilancio è approdata in Senato ma i nodi da sciogliere sono ancora molti e quindi la prossima battaglia in Aula si svolgerà su un terreno minato. L’accordo di governo potrebbe saltare se la maggioranza non trova l’accordo su alcuni punti critici e ancora irrisolti. Una delle questioni più importanti è la Plastic tax, cioè la tassazione sulla produzione di plastica. Improntata nell’ottica ambientalista, effettivamente bisogna trovare il modo per diminuire il peso del consumo di plastica, ma questo provvedimento, catapultato all’improvviso nell’economia italiana, rischia di produrre due effetti boomerang: da una parte le imprese avranno maggiori costi e dall’altro questi stessi costi saranno ribaltati sui consumatori finali.

Pertanto letta in questa maniera, seppure con finalità condivisibili, la proposta governativa potrebbe avere ricadute negative sia nell’occupazione che in una diminuzione di consumo di alcuni prodotti, visti i rincari. Ci si chiede, dunque, se la lotta alla plastica debba passare solo per una legislazione punitiva oppure possa essere affrontata in maniera diversa, cioè educando le famiglie ad un uso responsabile. Infatti uno dei risultati che scaturisce dall’indagine demoscopica effettuata dall’Istituto Noto Sondaggi è che il consumatore non segue i comportamenti virtuosi circa il deposito della plastica.

Per esempio il 55% dice che la depone negli appositi cassonetti senza rispettare i giorni prestabiliti di raccolta. Non solo. Il 41% afferma che non effettua abitualmente la raccolta differenziata versando la plastica nei rifiuti umidi. Altro dato sul quale bisogna prestare la massima attenzione è che il 50%, la metà degli italiani, dichiara che nella propria zona di residenza non ci sono cassonetti adibiti al deposito della plastica, addossando quindi la responsabilità alle amministrazioni municipali che non hanno attrezzato il territorio in maniera ottimale per la raccolta.

Comunque sia, se da una parte la popolazione non sembra seguire un comportamento virtuoso, dall’altra gli stessi italiani ritengono che la lotta alla plastica debba passare più per le sanzioni a quei cittadini che non ne fanno un buon smaltimento che non per le tasse alle aziende produttrici. Infatti il 57% è per punire chi non segue le regole della raccolta differenziata e solo il 15% invece è a favore della maggiore tassa sulla produzione. Ragion per cui la proposta governativa viene ritenuta una tassa solo per fare cassa e che non produce effetti benefici per l’ambiente dal 58% degli italiani, mentre chi pensa che sia una tassa giusta rappresenta appena il 18%.

Nel frattempo però bisogna essere consapevoli che cambiare in modo radicale i comportamenti dei consumatori non è cosa da poco. Infatti tra chi acquista abitualmente acqua minerale per uso domestico ben il 72% preferisce le bottiglie di plastica e solo il 20% quelle in vetro e che il 53% farebbe fatica a non utilizzare più confezioni che contengono la plastica.
3 - fine

Nota informativa ai sensi dell'art.4 del Regolamento AGCOM-delibera n.256/10/CSP. Data di realizzazione del sondaggio: 9/11/2019. Committente: Quotidiano Nazionale. Campione: Panel Omnibus rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Tecnica di somministrazione delle interviste: Cawi. Consistenza numerica del campione: mille. Rispondenti (in %: 93%).