Giuliano Pisapia
Giuliano Pisapia

Roma, 20 maggio 2019 - Giuliano Pisapia non è iscritto al Pd, ma è capolista nel Nord Ovest alle Europee.

Come avete fatto a mettere d’accordo una lista che va da Calenda a Pisapia?

"Uniti abbiamo valorizzato le differenze. Puntiamo a un’Europa che abbia a cuore i diritti umani, l’equità, il terzo settore laico e religioso. Io e Carlo veniamo da storie diverse, ma condividiamolo stesso progetto: il bene comune".

Quali alleanze in Europa?

"Il Pse deve guardare a Verdi, liberal democratici e Sinistra... L’obiettivo è trovare un punto d’incontro nobile, non compromessi ignobili".

Crede che l’alleanza di governo tra 5 Stelle e Lega sia un compromesso infruttuoso?

"I continui litigi sono un modo per evitare di perdere i consensi dei rispettivi elettorati. Anche se sono andati oltre...".

Sono una quindicina i punti di scontro tra i giallo-verdi. Quale sarà il dossier fatale?

"L’autonomia regionale. Se la Lega non riuscisse a portarla a casa perderebbe molto consenso, mentre i 5 Stelle, molto forti al Sud, non possono accettarla. Se decidessero di non votare questo provvedimento credo che la resa dei conti arriverà sulla manovra".

L’ipotesi di un asse Pd-M5s è sul tavolo?

"Un conto è l’elettorato 5 Stelle, un altro i leader del M5s. Con il primo credo che il confronto sia possibile e necessario".

Con Di Maio leader, invece, il confronto è impossibile?

"Con chi si è alleato con la Lega e approvato leggi che portano il Paese al baratro non ci può essere dialogo. Ma con quella parte del Movimento, quella che guarda alle origini, si può ragionare. Ma solo dopo le prossime elezioni".

Di Maio in campagna elettorale ha virato a sinistra. Vi fa concorrenza?

"La differenza è nella coerenza. Loro in base a dove tira il vento vanno a sinistra, a destra, poi diventano moderati, populisti... Non credo che gli italiani si faranno prendere in giro".

Domenica si farà un test anche al Pd di Zingaretti?

"Il segretario sta lavorando bene. Ha unito sensibilità diverse. Costruiremo un’alternativa a questo governo".

Crede che il Pdr (il Partito di Renzi) sia stato archiviato?

"Renzi oggi è senatore. Non mi interessa guardare al passato, andiamo avanti".