Andrea Marcucci, capogruppo al Senato del Partito Democratico (Ansa)
Andrea Marcucci, capogruppo al Senato del Partito Democratico (Ansa)

Roma, 16 giugno 2019 - "La nuova segreteria purtroppo manda un messaggio molto chiaro. Si è deciso di formarla guardando al passato e non al futuro. Ciò che mi colpisce negativamente è che si è puntato tutto su una unica origine fondativa, azzerando tutte le altre".
Scissione o scioglimento? 
"Io sono contrario, ma qualcuno ne parla". 
Andrea Marcucci, catalogato come renziano doc, classe 1965, capogruppo a Palazzo Madama del Pd, non si scompone: "In questi mesi, dopo l’elezione di Nicola Zingaretti a segretario, abbiamo lavorato bene, con atteggiamento costruttivo. Io ho appoggiato Maurizio Martina, ho perso, ne ho preso atto però non ho smesso di lavorare. Anzi, mi sono impegnato sempre più. Basti vedere la campagna elettorale".
Però a leggere i giornali...
"Infatti. Leggo di spaccature. Di scissioni, addirittura. Atteggiamento sbagliato, almeno fino a prova contraria. Il Pd è un progetto validissimo, serve a dare una speranza al paese contro questo governo impresentabile. Però, se qualcuno ha idee diverse lo deve dire. In modo trasparente. Senza messaggi trasversali. Guardare al futuro è il nostro imperativo. Lasciando perdere il passato o una sia pur autorevole opinione di dirigenti antichi. Se si volessero rifare i Ds, sarei fuori posto".
Martedì c’è la direzione.
"È un avvio di discussione. Il tempo ce l’abbiamo. Ma non dipende solo dal mio atteggiamento bensì dalle logiche con cui si andrà a discutere. Se qualcosa o qualcuno non va, ditelo. Subito".
Però qualcuno sostiene che questo Pd va resettato...
"Le primarie hanno confermato la nostra forza. Se guardo alla mia Toscana non posso che essere felice della vittoria di Simona Bonafè. Ma anche le amministrative hanno mostrato segnali più che incoraggianti. Nardella eletto al primo turno. Si pensi a Livorno. O al capolavoro di Prato dove Matteo Biffoni ha smentito le più fosche previsioni".
E Zingaretti?
"Ho apprezzato le sue parole sull’autosospensione di Luca Lotti, meno quelle di Zanda. E poi la composizione delle liste elettorali delle Europee mi è è sembrata giusta, comunque rappresentativa. Nelle amministrative sono state valorizzate le nostre esperienze".
E Luca Lotti?
"Ha tutta la mia solidarietà. Il suo gesto è corretto perché serve ad accelerare l’accertamento della verità. Sono convinto che non abbia commesso alcuna irregolarità. Chi fa politica incontra le più diverse personalità. Luca mai ha millantato alcunché. Poi, certo: il rapporto tra politica e giustizia va inteso come dice il dettato costituzionale. Ma basta urlare alla riforma della giustizia. Lo sappiamo tutti che va fatta. Ma è ora di studiare come e di non lanciare slogan. E non me ne importa nulla della frase ‘così fan tutti’. Io voglio ragionare. Per davvero".