Matteo Renzi alla Leopolda (PressPhoto)
Matteo Renzi alla Leopolda (PressPhoto)

Roma, 7 dicembre 2018 - Che Matteo Renzi volesse dare vita a un nuovo partito lo sapevano in molti da tempo. Una vecchia volpe del Transatlantico, Augusto Minzolini, lo aveva scritto il 25 maggio. Del resto, anche i comitati civici Ritorno al futuro, ufficialmente lanciati alla IX edizione della Leopolda, erano già in incubazione da mesi. E se è vero che alcuni sono ‘in sonno’ o vivi solo su carta (220 realmente operanti sui 380 dichiarati), il loro organizzatore, Ivan Scalfarotto, è un renziano che la fuoriuscita dal Pd la teorizza da tempo. Renzi e i suoi giudicano il Pd attuale venturo, "imbarazzante e inutile". L’ex leader ieri ha rincarato: "Chiedetemi tutto, ma non di fare il piccolo burattinaio al Congresso del Pd".

Insomma, il dado era già tratto da ben prima che la candidatura e poi del ritiro di Minniti si verificassero. Renzi ha in testa un solo appuntamento, le Europee. Tanto che si dice già che potrebbe presto iscriversi al gruppo Misto. Renziani pasdaran parlano di cifre elettorali "intorno al 20%: doppieremo il Pd, inchiodato al 10%, ma non vogliamo entrare in concorrenza, solo arare terreni diversi. ‘Dopo’ ci potremo alleare, con il Pd, ma dopo...". Certo è che i renziani che seguiranno Renzi saranno pochi e tra loro non ci saranno nomi simbolo del renzismo storico, come Luca Lotti e Lorenzo Guerini, ma solo una stretta cerchia di pretoriani (Ascani, Nobili ecc.), dalla quale potrebbe restar fuori persino la Boschi, anche se c’è chi dice che sia la più scatenata nel chiedere a Renzi di fondare un nuovo movimento. All’ex premier va bene così: nella sua lista (nome e simbolo da decidere) ci sarà spazio per molta società civile. Si fanno già i nomi della giornalista Rula Jebreal, dell’immunologo Burioni, dell’olimpica Bebe Vio. E, ovviamente, ci sarà anche lui come candidato alle Europee. Un gruppo parlamentare autonomo (bastano 10 senatori e 20 deputati), però, servirà a evitarela raccolta delle firme. Incertezza sul lancio della nuova creatura: a gennaio, per bruciare sul tempo Calenda, o dopo il congresso dem di marzo? Probabilmente dopo che Zingaretti avrà vinto, come probabile. Peraltro, ‘in chiaro’, Renzi smentisce: "Non lavoro a qualcosa di diverso. Scissioni? Viste già abbastanza...". Resta che, tra i fedelissimi che seguiranno Renzi, c’è Sandro Gozi, longa manus dell’ex premier tra Parigi e Bruxelles. È stato lui a procurare a Renzi gli incontri con personalità di spicco della Ue (Vestager, Juncker, Timmermans) e dei raggruppamenti politici che Renzi ha preso a modello (Verdi tedeschi, En Marche di Macron, Ciudadanos spagnola). Gozi nega, agli amici, ogni proposito scissionista: "Stavo preparando incontri utili per Minniti, in Europa. Ci credevo". Saranno Gozi e Scalfarotto a tenere l’assemblea fondativa dei comitati, il 16 dicembre a Roma, pur se senza Renzi. Il movimento si chiama "cittadini2019.it": il modello è una via di mezzo tra En Marche (selezione delle candidature) e Ciudadanos (rete web capillare). Lì verrà lanciata un "Carta europeista" in 5 punti e dotata di una piattaforma anti-sovranista e anti-nazionalista. "Il Pse – spiega Gozi a un amico – non è autosufficiente, e lo sa. Noi non avremo un candidato guida, decideremo le alleanze dopo il voto, provando a stanare il Ppe". E il Pd? Potrebbe essere un buon compagno di strada.