Il segretario reggente del Pd Maurizio Martina (Ansa)
Il segretario reggente del Pd Maurizio Martina (Ansa)

Roma, 30 aprile 2018 - Dopo la pietra tombale messa da Matteo Renzi su ogni possibile intesa con il Movimento 5 Stelle, è il segretario reggente Maurizio Martina a insorgere. "Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così un Partito rischia solo l'estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società", ha dichiarato Martina. "Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema", aggiunge. E non pensa di lasciare il suo incarico: "Dimissioni? No, assolutamente. Il tema è un altro".

"In queste ore - afferma Martina - stiamo vivendo una situazione politica generale di estrema delicatezza. Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione Nazionale di giovedì che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione". "Così un Partito rischia solo l'estinzione e un distacco sempre più marcato con i cittadini e la società - aggiunge il reggente -; si smarrisce l'impegno per il cambiamento e non si aiuta il Paese. Per questo continuo a pensare che il Pd abbia innanzitutto bisogno di una vera ripartenza su basi nuove", conclude Martina che domani sarà alla manifestazioni nazionale del Primo Maggio a Prato promossa da Cgil, Cisl e Uil.. 

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Intanto il Movimento 5 Stelle sbatte la porta in faccia al Pd con Luigi Di Maio che, rivolgendosi a Salvini, invita la Lega a chiedere insieme al Quirinale nuove elezioni a giugno.