Goffredo Bettini (ANSA)
Goffredo Bettini (ANSA)

L’ultimo astrolabio masochistico del Pd è sulle correnti. Non sulla loro utilità o sulla loro natura, ma sulla parola. Specialità italiana quella di dividersi sui termini, affidando alla solita palingenesi linguistica un rinnovamento dei contenuti che invece tarda ad arrivare. Niente di strano, siamo il paese del "Così è se vi pare". L’occasione è la presentazione di 'Agorà', la corrente di Goffredo Bettini, deus ex machina del Pd romano e per un certo periodo del Pd nazionale. Bettini ha parlato della sua corrente in un convegno (virtuale), ma visto che il suo ex capo, Zingaretti, un paio di mesi fa aveva sbattuto la porta del Nazareno incolpando proprio l’eccessivo peso delle correnti, ha deciso di chiamarla "area politica". Invitando gli altri a seguire il suo esempio. Così, oplà, la malattia non c’è più. La corrente è solo quella degli altri. Una genialata. I suoi colleghi di partito un po’ l’hanno preso in giro, da Franceschini che ha spiegato come lui nella Dc fosse nella corrente 'Area Zac', a Orlando che perfidamente si è detto felice che "anche Bettini abbia presentato la sua corrente". Ma alla fine tutti hanno fatto finta di crederci.

Niente di strano, o di nuovo. La politica è sempre stata la rappresentazione di sensibilità o tendenze culturali diverse, specie a sinistra. Quando cento anni fa a Livorno nacque il Pcd’I le correnti all’interno del Psi erano numerose, e gli stessi riformisti erano e rimasero divisi, come lo furono i comunisti. Nessuno parlò mai di 'deriva correntizia', o di 'malattia', come quella messa in evidenza dall’ex segretario Zingaretti, che evidentemente conosceva la situazione e sapeva quello che diceva. Ma quella dei tempi addietro non era deriva perché esistevano riferimenti ideali. La malattia, come quella di adesso, è invece quando le idee latitano, e ci si raduna in correnti solo per gestire piccole fette di potere, o sottopotere. Cricche. Combriccole. Comitati d’affari. Ecco, se il Pd avverte il peso delle correnti è forse perché spesso non riempie abbastanza di contenuti politici, ideali, di proposta, gli spazi che le correnti occupano. Se non si vuole fermare alle parole. Per tornare alla politica, non resta in sostanza che la Politica.