L'ex premier Enrico Letta
L'ex premier Enrico Letta

Roma, 18 maggio 2019 - Le polemiche, nel Pd, come si sa, non mancano mai. Ieri, l’ultima: l’un contro l’altro armati un peso welter (l’ex premier Enrico Letta) e un peso piuma (il deputato turborenziano romano, area Giachetti, Luciano Nobili). Tutto nasce da una frase dell’ex presidente del Consiglio che – come direbbe Romano Prodi – aveva collocato la sua ‘tenda’ assai lontana dal Pd di Matteo Renzi, ma che già alle ultime primarie aveva espresso – sempre come Prodi – il suo voto per il candidato risultato poi vincente, Nicola Zingaretti

Letta, però, non aveva più ripreso la tessera, ormai da anni, e si era rifugiato a Parigi, dove insegna e dove coltiva i suoi rapporti dentro e fuori l’Unione europea. Ma le cose cambiano, il Pd di Zingaretti è ben diverso da quello di Renzi. I rapporti tra Letta e Renzi restano al grado zero della scala Fahrenheit dal giorno della famosa ‘campanella’ e dell’altrettanto famoso «Enrico stai sereno».

Letta, dunque, annuncia, durante un’iniziativa tenuta proprio con Zingaretti, a Milano, che tornerà a votare Pd. La cosa non passa inosservata tra i renziani. Molti i mugugni, ovviamente. Ma è il ‘discolo’ Luciano Nobili, che ultimamente ha incrociato le lame persino con un ‘grande vecchio’ della sinistra come Emanuele Macaluso, sulla ‘mutazione genetica’ del Pd di Zingaretti, a prendere di petto l’ex premier. «Fa impressione leggere Enrico Letta che dichiara che ‘tornerà a votare Pd’ – scrive Nobili su Twitter – e apprendere, quindi, che per fare la guerra a Renzi, ha contribuito alla nostra sconfitta e a consegnare l’Italia a Salvini e Di Maio». «La nostra risposta? – aggiunge –. Una campagna elettorale ancora più forte per il Partito Democratico. Perché noi siamo davvero #altracosa». Ma sempre via social è arrivata anche la replica del diretto interessato: «Una polemica sul nulla – scrive l’ex premier su Twitter –. Come volta per volta ho pubblicamente detto, ho sempre votato Pd. Ieri ho confermato che voterò nuovamente Pd. Punto. Polemica tristemente utile solo a testare il clima di amicizia che alberga in parte di coloro che dovrebbero costruire l’alternativa». Insomma, gli animi restano accesi, nel Pd, e ahivoglia Zingaretti a parlare di un Pd «unito e unitario».