Maurizio Martina (a sinistra) e Matteo Orfini durante la direzione Pd (Ansa)
Maurizio Martina (a sinistra) e Matteo Orfini durante la direzione Pd (Ansa)

Roma, 2 maggio 2018 - No a conte interne al Pd, sì al confronto con le altre forze politiche e mai alla fiducia a un governo guidato da Matteo Salvini e/o da Luigi Di Maio. E' quanto si legge nel documento redatto da Lorenzo Guerini, vicino all'ex segretario Matteo Renzi, che sarà presentato alla Direzione del Partito democratico di domani. Un testo - fanno sapere dal Nazareno - che potrà essere discusso e modificato prima di una sua eventuale votazione.

Fonti renziane del Pd precisano che sul documento Guerini, promosso tra i parlamentari per scongiurare la conta in direzione, sono state raccolte le firme di 77 deputati su 105 e di 39 senatori su 52. In totale, 120 firmatari su 209 componenti della direzione nazionale. "Abbiamo numeri importanti, altro che direzione sul filo", precisano le fonti renziane. Ma i sostenitori di Martina non sono d'accordo, e in vista della direzione di domani si fa anche strada l'ipotesi di richiedere un voto sulla fiducia al segretario reggente. E' l'orientamento dell'ala 'non renziana' che incontra il favore di Dario Franceschini. "La conta promossa dai capigruppo per non fare la conta ancora non si era mai vista", scrive su Facebook il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

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BUFERA SUL SITO "SENZADIME.IT" - Intanto, sul sito "senzadime.it", questa mattina sono comparsi i nomi dei parlamentari Pd favorevoli e contrari all'accordo con i 5 Stelle, nomi sui quali in un secondo momento è apparsa una serie di 'omissis'. "Senza di me" era l'hashtag lanciato dei renziani contro l'accordo con i cinque stelle. "Il Pd non è una società privata come la Casaleggio Associati. È un partito plurale, aperto, in cui tutti i membri della Direzione Nazionale esprimono la loro legittima idea - viene spiegato poi in un post comparso sul sito -. Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno chiesto di chiudere questo sito che si limita a riportare opinioni espresse pubblicamente, come nelle migliori tradizioni anglosassoni, con i riferimenti e i link ai tweet e alle dichiarazioni. Era ispirato a un principio di trasparenza democratica nelle scelte fondamentali che connotano la vita nazionale. Non intendeva dividere il Partito, ma informare gli elettori. Su ogni nome adesso troverete un "omissis", vista l'intenzione dei diretti interessati a non mostrare la propria linea politica in forma aggregata”.

I nomi sul sito hanno infatti scatenato un'ulteriore bufera nel Pd. "Quando in una comunità politica alla vigilia di una discussione seria che riguarda il partito e il Paese si arriva a questo, c'è qualcosa di profondo che non va", ha scritto su Twitter Dario Franceschini.