Una seduta alla Camera dei deputati (Ansa)
Una seduta alla Camera dei deputati (Ansa)

Roma, 10 agosto 2020 - Il caso dei deputati che hanno richiesto il bonus di 600 euro riservato a lavoratori autonomi e alle partite Iva per fronteggiare la crisi da Coronavirus ha scatenato l'indignazione dei partiti e le polemiche, mai sopite per la verità, sui redditi dei politici. Anche perché a chiedere quei soldi sono stati anche altri eletti di enti locali e Regioni. Tra questi, si è “autodenunciata” Anita Pirovano, consigliera comunale a Milano per la lista 'Milano progressista': “Pur lavorando tanto ed essendo componente di un'assemblea elettiva – ha spiegato – ho un reddito annuo dignitoso e nulla di più”. Ma quanto guadagna un politico? Dipende dall'organismo di cui fa parte. Si va da zero euro, nel caso dei consiglieri comunali dei comuni più piccoli, agli oltre diecimila dei parlamentari.

Deputati

Negli ultimi anni Montecitorio ha messo in atto una serie di misure volte a tagliare le retribuzioni dei suoi 630 onorevoli. Oggi l'indennità dei deputati è fissata a 10.435 euro mensili lordi, che si traducono in circa 5mila euro netti (il dato varia, a causa delle imposte addizionali locali, a seconda del domicilio fiscale del deputato). Ai deputati che svolgono un'altra attività lavorativa vengono corrisposti 9.975 euro mensili lordi. Ma l'indennità parlamentare è solo una delle voci che compongono il trattamento economico dei deputati. A titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, gli eletti di Montecitorio hanno diritto a una diaria fissata a 3.503,11 euro al mese. La somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza dalle sedute dell'Assemblea in cui si vota con procedimento elettronico. Poi c'è il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato, che può arrivare a 3.690 euro (il 50% corrisposto forfetariamente e l'altro 50% a titolo di rimborso per una serie di spese che devono essere documentate). Con queste tre voci, le entrate lorde dei deputati possono superare i 17.000 euro. A queste si aggiungono alcuni bonus come la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale e 1.200 euro di rimborso annuo per le spese telefoniche.

Senato

I rappresentanti di Palazzo Madama godono di un'indennità lorda di 10.385,31 euro mensili (10.064,77 euro per i senatori che svolgono un'attività lavorativa). Il netto, anche in questo caso, si aggira sui 5.000 euro. La diaria vale 3.500 euro mensili. Poi c'è il rimborso forfetario per le spese generali (1.650 euro). Il rimborso delle spese per l'esercizio del mandato vale 2.090 euro al mese ed è sottoposto a rendicontazione quadrimestrale, oltre a un'ulteriore quota di 2.090 euro mensili erogata forfetariamente. Restano le facilitazioni di trasporto previste per i deputati.

Ministri

I ministri parlamentari prendono l'indennità prevista dalla Camera di appartenenza. I ministri non parlamentari percepiscono 9.203 euro lordi al mese (circa 4.500 euro netti). Al premier Giuseppe Conte spetta un'indennità lorda di 88.353,98 euro.

Regioni

La questione diventa più variegata quando si parla di Regioni, perché ognuna determina gli emolumenti dei suoi rappresentanti. Esiste però una cornice delineata nel 2012 dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Per i consiglieri regionali il trattamento economico onnicomprensivo non può superare gli 11.100 euro lordi, mentre quello del presidente della Regione non può superare i 13.800 euro lordi.

Comuni

I sindaci ricevono un'indennità, i consiglieri comunali sono pagati a gettoni di presenza. Indennità e gettoni sono stabilite dal decreto interministeriale numero 119 del 4 aprile 2000, a cui però va sottratta la riduzione del 10% decisa dalla Finanziaria 2006 e vanno aggiunte eventuali maggiorazioni calibrate sulla base delle entrate e delle uscite del bilancio comunale. In generale, stando alle tabelle del 2000, le retribuzioni per i sindaci vanno dai 7.798,50 euro mensili lordi per i primi cittadini di Comuni oltre i 500.000 abitanti ai 1.291,14 euro per chi amministra municipi fino a 1.000 abitanti. Circa il 70% dei Comuni italiani non arriva a 5.000 abitanti: significa stipendi di 2.169,12 euro o inferiori. I gettoni di presenza dei consiglieri sono a loro volta estremamente variabili: per i Comuni più grandi si parla di 103,29 euro, per quelli più piccoli (sotto i 1.000 abitanti) si scende a 17,04.