Paolo Gentiloni (Afp)
Paolo Gentiloni (Afp)

Roma, 11 dicembre 2016 - Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Paolo Gentiloni l'incarico di formare il nuovo governo. Gentiloni - come da prassi - ha accettato con riserva per poi iniziare subito le consultazioni a Montecitorio. Ma chi è il premier in pectore, già capo della Farnesina dal 31 ottobre 2014, quando giurò davanti all'allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano?

Paolo Gentiloni Silveri, 62 anni compiuti il 22 novembre, è di origine nobiliare, discendente da una famiglia di conti. La sua famiglia è originaria di Tolentino (Macerata), uno dei comuni marchigiani colpiti dal terremoto, dove torna abbastanza spesso "ma in punta di piedi", come racconta il sindaco Giuseppe Pezzanesi. Membro della commissione Esteri, ha un curriculum dal profilo non spiccatamente internazionale ma grande esperienza politica e uno stretto legame con Matteo Renzi. 

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Nato a Roma, quando era studente al liceo Tasso, ha militato nell'estrema sinistra, come ha raccontato in un'intervista del 2007. Giornalista professionista, è laureato in scienze politiche. Francesco Rutelli lo promosse da suo portavoce ad assessore al Giubileo e al Turismo quando diventò sindaco di Roma. Nel 2001 è stato eletto alla Camera dei deputati con la Margherita e fu responsabile della comunicazione del partito. Nel maggio del 2006, è stato nominato ministro delle Comunicazioni del governo Prodi, carica che mantenne per due anni. E' stato direttore del mensile di Legambiente, La Nuova Ecologia ed è stato tra i membri fondatori del Partito Democratico, tra le cui fila, nel 2012, si è candidato alle primarie per il sindaco di Roma, arrivando terzo.

E' stato tra i più accesi sostenitori dell'ascesa del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Al giuramento al Quirinale da ministro degli Esteri (dove giunse per sostituire Federica Mogherini, che aveva lasciato per assumere l'incarico a Bruxelles di Alto rappresentante della politica estera dell'Ue) disse: "L'Italia è un grande Paese e sugli equilibri globali, sul futuro politico dell Europa, sullo sviluppo del Mediterraneo il governo Renzi deve dare il suo contributo con una politica che deve essere all'altezza di questo grande Paese". Da ministro ha sempre visto il suo impegno alla Farnesina su un asse molto concreto: "La politica estera non è una partita lontana o esotica ma influisce direttamente sul nostro futuro, su quello economico e sulla nostra sicurezza".