Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, alla Camera durante i lavori sulla riforma della Pubblica Amministrazione, Roma, 17 luglio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI
Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, alla Camera durante i lavori sulla riforma della Pubblica Amministrazione, Roma, 17 luglio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Roma, 4 agosto 2015 - Come aveva promesso il ministro (VIDEO) è arrivato prima di Ferragosto il via libera definitivo al ddl di riforma della Pubblica Amministrazione. L'Aula del Senato ha infatti approvato la delega sulla P.A, con 145 voti a favore. I contrari sono invece stati 97 e nessun astenuto. Sono state le opposizoni, paradossalmente, a "salvare" la riforma della Pubblica Amministrazione, garantendo il numero legale al Senato (150 voti). I 97 "no" hanno infatti consentito che il provvedimento venisse approvato: se i contrari non avessero votato, infatti, la riforma oggi non sarebbe passata. In occasione del primo sì dell'Aula del Senato alla riforma della P.A. lo scorso 30 aprile, invece, le opposizioni non parteciparono al voto finale (nessun contrario) con l'obiettivo di far saltare il numero legale, che però fu raggiunto, anche se per un solo voto. 

IL TWEET DI RENZI - "Un altro tassello: approvata la riforma PA #lavoltabuona un abbraccio agli amici gufi", è l'immediata disposta del premier dal Giappone. Quello di cui il premier appare sicuro è che "le polemiche quotidiane di una minoranza, che è una parte della minoranza di un anno fa", non hanno fermato le riforme finora, "i risultati ci sono e il Parlamento non ha mai lavorato così tanto dal '48". 

Esulta anche il Pd Marcucci: "La riforma della Pa ha l'obiettivo di trasformare l'Italia in un Paese piu' semplice. E' un'altra riforma che il Governo Renzi porta a casa, con tanti saluti ai musi lunghi", esulta il senatore del Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama. "Un provvedimento concreto - sottolinea il parlamentare - che prevede un taglio delle partecipate, meno burocrazia e code agli sportelli, la riduzione dei dirigenti e ruolo unico, via libera al telelavoro, e lotta agli sprechi. Inoltre la legge prevede finalmente il riordino degli istituti di ricerca, delegando il Governo a rivedere il sistema degli Enti pubblici di ricerca al fine di valorizzare l'autonomia professionale e finanziaria", conclude Marcucci.

LE REAZONI - I cinquestelle hanno fatto sapere che ritengono la riforma "l'ennesima norma che contiene solo tagli e deleghe in bianco al governo", aggiungendo che si tratta di "un'occasione persa". "Il governo Renzi ha detto no alla creazione di una Polizia ambientale ed al tempo stesso ha depotenziato il Corpo Forestale dello Stato senza toccare gli sprechi clientelari dei forestali nelle Regioni a statuto speciale come in Sicilia. Le ecomafie ringraziano", ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Gianluca Castaldi, al termine del voto. La Lega, dal canto suo, ha definito "scellerata" la soppressione della Forestale. Forza Italia, invece, parla di ringraziamenti: "La riforma? Renzi dica grazia a Lega, Fi, e M5S". Disaccordo anche per Sel: "Una riforma della Pa era certamente necessaria. Purtroppo questa riforma non risolve nessun problema e rischia anzi di peggiorare la situazione in molti punti fondamentali". Protestano i sindacati: Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa, affermano che sia "Una grande illusione pensare di cambiare la Pa attraverso nuove norme. La Pubblica amministrazione si cambia, per davvero e in positivo, solo attraverso il coinvolgimento di chi ogni giorno ci lavora". "Contrattare e coinvolgere i lavoratori è l'unica chiave di un vero processo di efficientamento dei servizi e valorizzazione dei lavoratori".