Mercoledì 22 Maggio 2024
NINO FEMIANI
Politica

Ora tocca ad Avellino. Sindaco e vice nei guai, sono accusati di corruzione. L’Antimafia: segnale terribile

Il civico Gianluca Festa, raggiunto a metà marzo da un avviso di garanzia, si era già dimesso. La procura: tentava di inquinare le prove. La presidente della commissione: acquisiremo gli atti.

Ora tocca ad Avellino. Sindaco e vice nei guai, sono accusati di corruzione. L’Antimafia:  segnale terribile

Ora tocca ad Avellino. Sindaco e vice nei guai, sono accusati di corruzione. L’Antimafia: segnale terribile

Il libro disonorevole degli scandali politici si arricchisce di nuovi capitoli. È come se, di colpo, a ridosso della competizione elettorale, si fosse rovesciato il pentolone di quella che la Procura etnea ha bollato come "degenerazione affaristica", mostrando il nesso marcio che unisce Nord e Sud, Torino a Bari, Catania ad Avellino.

Ieri mattina è stato arrestato, e messo ai domiciliari, il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, sostenuto da quattro liste civiche, dopo aver rotto con il Pd. Era stato raggiunto, a metà marzo, da un avviso di garanzia per corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio aggravata dal falso in atto pubblico, peculato. Secondo l’accusa, Festa avrebbe fatto pressione nei confronti di alcuni operatori economici – beneficiari di appalti del Comune – perché pagassero le sponsorizzazioni a favore della società di basket che milita in serie B. Subito dopo, l’iscrizione nel registro degli indagati, il primo cittadino si era dimesso, lasciando in carica la vice Laura Nargi. Ma anche quest’ultima è stata colpita e affondata dall’indagine della Procura irpina, tanto da spingere il prefetto Paola Spena a nominare 72 ore fa un commissario straordinario che traghetterà il Comune alle amministrative di giugno. Subito dopo le dimissioni, Festa, a detta della Procura, avrebbe tentato di inquinare le prove: il 5 marzo è, infatti, stato fotografato mentre smontava lo chassis del pc nel suo ufficio in Comune e lo nascondeva in una borsa (mai più trovato). Non solo: avrebbe cercato di depistare gli inquirenti che indagavano sugli appalti assegnati agli "imprenditori sponsor" e bonificato il suo ufficio dalle ‘cimici’ piazzate dagli inquirenti. Per questo motivo, è stato arrestato con l’architetta Filomena Smiraglia, ex dirigente Lavori Pubblici, e con l’architetto Fabio Guerriero, e fratello di Diego, consigliere provinciale e capogruppo della civica a sostegno di Festa. L’ex sindaco, 50 anni, stava già scaldando i motori per ricandidarsi per il secondo mandato, avendo già pronti i manifesti 6x3. Stavolta non con una alleanza organica al centrosinistra e al Pd, partito dal quale era stato espulso nel 2021, ma con una civica vicina al centrodestra. Una passione sfegatata per il basket (ha giocato anche in A2), Festa è noto in Campania anche per il burrascoso rapporto istituzionale con il governatore Vincenzo De Luca. Un confronto finito in rotta di collisione quando, dopo alcune punzecchiature, il presidente campano aveva sbottato in una manifestazione pubblica: "Devi stare coi piedi per terra, dici stronzate".

L’arresto del sindaco dimissionario suscita l’attenzione anche della commissione Antimafia. "Questo evento rappresenta un segnale terribile per l’intera classe politica – commenta la presidente Chiara Colosimo –. Stiamo già lavorando su un’indagine che includerà anche il caso-Avellino". Alleato con destra e sinistra e portatore di pacchetti di voti consistenti, Festa richiama alla mente la figura di Luca Sammartino, il vicepresidente della giunta regionale siciliana sospeso per un anno dagli incarichi pubblici dopo essere stato raggiunto dall’accusa di corruzione aggravata. Lui dichiara: "Non sono coinvolto in ipotesi di reato di mafia né di voto di scambio; sono sereno e certo che emergerà la mia totale estraneità ai fatti, risalenti a cinque anni fa, che con stupore leggo mi vengono contestati". C’è, tuttavia, da rilevare che oltre all’inchiesta "Pandora" che ha portato a 11 provvedimenti cautelari e a una trentina di avvisi di garanzia, su Sammartino, esponente della Lega, pendono altri due processi. Il primo per corruzione elettorale, sulla presunta compravendita di voti alle Regionali del 2017 e alle Politiche del 2018, il secondo per un voto di scambio: preferenze in cambio di favori (allora militava in Italia Viva).