Il sindaco di Torino Chiara Appendino (Lapresse)
Il sindaco di Torino Chiara Appendino (Lapresse)

Roma, 26 giugno 2018 - La candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2026 scuote la maggioranza penstastellata che guida il comune della Mole. La riunione tra i consiglieri Cinque Stelle e la sindaca Chiara Appendino è durata fino a notte fonda e si è conclusa con il parere favorevole (15 sì e un astenuto) al faccia a faccia di oggi a Roma tra la prima cittadina e il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ("L'incontro è andato bene", ha detto la sindaca). Ma il clima è stato tesissimo, e la maggioranza grillina ha chiesto all'Appendino un nuovo confronto, anche alla luce della posizione del Governo, che potrebbe avvenire già domani.

NERVI TESI - Nel corso del vertice, iniziato subito dopo il Consiglio comunale e conclusosi dopo le 2, l'ala intransigente del Movimento 5 Stelle ha ribadito il no alla candidatura olimpica. Secondo indiscrezioni di stampa riportate sulle pagine locali di alcuni quotidiani, la sindaca Appendino non avrebbe gradito la contrarietà, arrivando addirittura a minacciare le dimissioni. Alla fine la riunione si è conclusa con il via libera all'incontro di oggi tra l'Appendino e Giorgetti, ma con la richiesta dei consiglieri di di discutere di nuovo al più presto la questione. In volo verso la Capitale, la sindaca di Torino illustrerà al sottosegretario il modello Torino, improntato sui principi della sostenibilità ambientale e sui debiti zero. Esclusa l'ipotesi di candidatura congiunta con Milano, l'intenzione è quella di spingere il governo ad esprimersi. 

I MOTIVI DEL "NO" - Il sì all'incontro non attenua la posizione critica della maggioranza, che, secondo alcune fonti, non riguarda più solo l'ala dura dei pentastellati. Rimarrebbero forti critiche sul per dossier che, in alcuni casi, conterrebbe per i consiglieri proposte considerate irricevibili dal Movimento 5 Stelle perché ritenute in contrasto, è la posizione dei consiglieri 5 Stelle, con le posizioni portate avanti da oltre 10 anni.

MILANO - Se a Torino la candidatura è in bilico, Milano è pronta. Lo fa sapere il governatore della Lombardia Attilio Fontana dopo la notizia delle tensioni nella maggioranza pentastellata che amministra il capoluogo piemontese. "Mai si deve ottenere un successo da un litigio altrui. Però se loro non sono decisi noi lo siamo. Questa è l'unica cosa sicura: siamo assolutamente decisi, il sindaco Sala ed io, perché riteniamo che le Olimpiadi siano un evento importante", ha detto Fontana a margine degli Stati Generali della Ricerca e dell'innovazione a Palazzo Lombardia. Alla domanda se i ministri leghisti nel governo stiano spingendo per la candidatura di Milano, Fontana ha poi risposto: "Non lo so, non ho parlato con nessuno. Noi cerchiamo di fare discorsi in modo istituzionale, per cui stiamo rispettando la procedura: abbiamo presentato un nostro progetto. Adesso aspettiamo che il governo si esprima". "Non facciamo certamente pressioni di carattere partitico - ha aggiunto - perché riteniamo di essere migliori, quindi non ne abbiamo bisogno".