Il premier Giuseppe Conte (Ansa)
Il premier Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 8 settembre 2019 - Comincia domani un'altra settimana cruciale per il nuovo governo, alla prova della fiducia prima alla Camera e martedì in Senato. Ma mentre a Montecitorio la maggioranza (circa 348 voti) gode di un ampio e solido scarto sulle opposizioni, a Palazzo Madama i numeri del pallottoliere sono più stretti: sulla carta sono 169 i voti a favore dell'esecutivo di Giuseppe Conte. A guardarlo da vicino, infatti, bisogna contare teoricamente su 106 esponenti del Movimento 5 Stelle, al netto di Gianluigi Paragone che ha annunciato la sua contrarietà alla nascita del nuovo esecutivo. Si attende di capire se voterà no o se preferirà non partecipare al voto. Nel Pd sono in 51, ma il dem Matteo Richetti aveva votato contro la nuova formazione in direzione. Nel gruppo Misto, per chi conosce da vicino le dinamiche, sono 9 le schede 'pro-Conte': i 4 senatori di Leu, Riccardo Nencini (Psi), ma sembra anche i senatori Buccarella, De Falco e Nugnes (ex M5s), oltre a De Bonis.

Nelle Autonomie 3 ok che verrebbero da Bressa, Casini e Laniece. L'ex presidente del Consiglio, Mario Monti, ha annunciato che prima di esprimere la preferenza intende ascoltare attentamente le parole di Conte. Quanto all'opposizione, sono 61 i voti contrari visto che il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per prassi, non vota. Sono in 18 i senatori di FdI e 58 quelli della Lega. Nel borsino dei voti al Senato vengono dati ancora incerti Emma Bonino, i tre senatori della Svp, i due ex sottosegretari del primo governo Cario e Merlo. Non voterà la fiducia a Conte l'ex senatore M5s Carlo Martelli che si presenterà con un no. Poi ci sono i senatori a vita e con ogni probabilità non ci sarà il senatore Umberto Bossi.